Flying Children: le buone pratiche per promuovere fin da piccoli la salute tramite lo sport

Aiutare un bambino nel suo sviluppo significa aiutarlo a far evolvere correttamente tutte le aree della sua personalità. Lo sport non è solo uno spettacolo ma ha anche un grande valore sociale, è attraverso la pratica di una corretta attività sportiva che si produce salute, benessere, crescita cognitiva integrazione sociale, sviluppo delle relazioni, rispetto e un buon uso delle risorse ambientali: è da questi punti cardine che si è sviluppato il progetto Flying Children, presentato a Faenza lo scorso mercoledì 5 giugno 2019. Flying Children è un progetto salute indirizzato ai bambini dai 5 ai 10 anni che si avvicinano per la prima volta alla pratica sportiva che indica chi deve fare e che cosa fare, con le finalità di ridurre il più possibile l’evoluzione di stati patologici in malattie croniche, evitare l’abbandono sempre più precoce dell’attività sportiva e scongiurare le eventuali deviazioni verso situazioni adolescenziali di disagio.

Al progetto ha aderito anche Pallavolo Faenza

Medici, allenatori ed educatori uniti per indicare le buone pratiche per avviare i bambini allo sport. Gli autori del progetto sono Ortes Parini, Giuliano Zauli, Gian Paolo Zauli e Mario Marescotti; Flying Children è già presente in diverse società calcistiche sparse sul territorio Emiliano-Romagnolo e Toscano, all’interno della Pallavolo Faenza ed è patrocinato dall’Aiac. «Società che, con il nostro aiuto – spiegano gli autori del progetto – stanno diventando così agenzie di educazione e di promozione della salute, favorendo una politica che preveda l’uso sinergico e integrato fra le diverse figure professionali coinvolte. Le società sportive diventano in oltre luoghi di prevenzione primaria e secondaria, luoghi di analisi dei problemi che si pongono e della loro risoluzione, luoghi di formazione della persona in un’ottica di educazione alla legalità, alla condivisione e alla lealtà».

La cura dell’attività sportiva fin da piccoli

Gli obiettivi concreti di Flying Childen sono promuovere la cultura di corretti stili di vita aumentando il consumo di frutta e verdura e riducendo il consumo del sale e di bevande zuccherate; promuovere lo sviluppo di tutti gli schemi motori di base; ridurre il tasso di abbandono dell’attività fisica; favorire le relazioni fra società sportive, allenatori, genitori e bambini; ridare valore sociale allo sport. «In seguito a un attento esame della letteratura scientifica prodotta negli ultimi anni – spiegano i promotori – si può concludere che, prima di una qualsiasi attività sportiva, sarebbe indispensabile un attento esame iniziale, di tipo auxologico e antropometrico-posturale unito a una valutazione per evidenziare l’eventuale presenza di carenze a livello degli schemi motori di base e degli stili di vita (alimentazione e, paradossalmente, sedentarietà). Senza questo tipo di valutazione ci sarebbe il rischio di una compromissione delle abilità motorie e le successive specializzazioni verrebbero a mancare. Su 258 bambini esaminati 78 hanno evidenziato capacità motorie non acquisite, 133 le hanno acquisite parzialmente e 60 presentavano dismorfismi».

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