Il “Blitz” di Fabrizio Dragoni: il bike trial sbarca a Faenza il 17 giugno

Superare con la propria bicicletta qualsiasi ostacolo naturale si frapponga loro davanti. È questo che fanno i campioni di bike trial, uno sport ciclistico in cui l’atleta affronta un percorso ad ostacoli senza poggiare a terra i piedi. Fabrizio Dragoni, 39 anni, darà un saggio di questa disciplina a Faenza sabato 17 giugno in occasione di Blitz, l’evento organizzato dall’associazione Po.rti e promosso dalla Fondazione Banca del Monte di Faenza per riscoprire gli spazi naturali dei Poderi del Monte. Balle di paglia, trattori, e rimorchi agricoli si trasformano in rampe e trampolini, per acrobazie spettacolari.

Il bike trial: un vero e proprio sport

Porto antico: festa dello sport, spettacolo Bike Show, no work time. Il campione di biketrial Fabrizio Dragoni in azione.

Il bike trial non è altro che il trial fatto con la bicicletta anziché con la moto. È una disciplina sportiva a tutti gli effetti con il suo campionato italiano e mondiale. Lo sport consiste nel fare dei percorsi specifici (chiamati “zone”) cercando di fare il minor numero di penalità, come può essere per esempio mettere i piedi a terra. In questo modo si devono superare ostacoli di diversa difficoltà cercando di utilizzare varie tecniche. «Il bike trial è una vera e propria disciplina sportiva – spiega Fabrizio Dragoni – e non una disciplina circense o pericolosa, solo per funamboli: la possono fare tutti, basta imparare le tecniche e usare bici corrette. In Europa il bike trial è più conosciuto, mentre in Italia siamo ancora pochi a praticarlo».

Da dove nasce la sua passione per questo sport? «Io sono di Varese e mi sono trasferito a 19 anni a Genova per studi. In questa città ho conosciuto un gruppo di ragazzi che lo praticava, e da lì mi sono appassionato». Una carriera nel segno del destino: Fabrizio Dragoni ha ricevuto la sua prima bicicletta dal campione Vittorio Brumotti (oggi anche noto conduttore televisivo). «Ho avuto modo di conoscerlo a Milano» racconta Fabrizio. Che ormai, pedalata dopo pedalata, ha deciso di fare di quella bicicletta una “seconda pelle”. Alle lezioni universitarie alterna le esibizioni con l’”Italian bike trial show” con cui gira la Penisola. In questa disciplina ha disputato poi due campionati italiani, ottenendo un terzo posto.

Fabrizio Dragoni: campione italiano master di downhill

Fabrizio Dragoni continua a praticare questa disciplina come allenamento per un altro sport, il downhill, di cui ha conquistato quattro titoli italiani master negli ultimi anni (2012, 2013, 2015, 2016). Il downhill consiste nello scendere da un particolare tracciato o pista nel minor tempo possibile e, semplificando, può essere descritto come una sorta di gara di sci fatta con una bicicletta. «È uno sport decisamente più praticato rispetto al bike trial – afferma Fabrizio Dragoni – al campionato italiano partecipano anche oltre 3.000 iscritti e si usano bici completamente diverse dal bike trial. Mentre nel secondo la bicicletta non è ammortizzata, nel downihill avviene il contrario».

«È una disciplina che sta vivendo adesso un periodo abbastanza roseo: in Italia si sta lentamente affermando. Ci sono località sciistiche che si convertono con nuovi bike park. Sta succedendo quello che era successo in Francia dieci anni fa e iniziamo ad avere piloti italiani forti, soprattutto giovani. L’anno scorso abbiamo conquistato il titolo di campionessa mondiale junior».

Bike trial e downhill: le differenze

Bike trial e downhill, quali sono le differenze sostanziali? «Sono due discipline dal punto di vista della gara molto opposte: una gara di bike trial può durare anche quattro ore, ci sono normalmente cinque zone da ripetere tre o quattro volte, Avendo una durata così lunga ci sono cambi stato d’animo, fai errori e al tempo stesso recuperi. Il downihill è una gara diversa: è una discesa sola che dura tre o quattro minuti dove ti giochi tutto in quel poco tempo. Il downhill è molto più complicato».

Fabrizio Dragoni: “In occasione di Blitz cercherò di coinvolgere il pubblico e farò cose spettacolari”

Ma quale è la cosa che piace di più a Fabrizio Dragoni di questo sport? «Riuscire mentalmente ad affrontare la gara in modo corretto, poi con il tempo i risultati arrivano da sé. Certamente il downhill ha senso se fatto per gareggiare, mentre il bike trial lo vedo come opposto: è una disciplina che si può fare ovunque con qualsiasi scoglio. Si può praticare ovunque portandosi dietro bicicletta che occupa poco spazio, è una disciplina che permette con poco di avere molto, a livello sia fisico e sia mentale». Nel trial tutto sta nel creare ostacoli. «Nel casolare dell’azienda agricola Le Cicogne allestiremo degli ostacoli fatti con quello che offre la campagna: rimorchi di un trattore, bobina di legno, casse della frutta, creeremo queste zone e dopo vedremo di giocarci sopra. Probabilmente avremo un ospite illustre del bike trial italiano». L’esibizione durerà 20 o 30 minuti. «Cercherò di coinvolgere il pubblico, bambini e adulti. E cercherò di fare le cose più spettacolari possibili».

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