F1: presentata a Barcellona la nuova monoposto della Toro Rosso

Più veloce, più competitiva, più ambiziosa. Il 26 febbraio a Barcellona la Toro Rosso ha presentato la nuova vettura per la stagione 2017 che inizierà a fine marzo. Ai piloti Carlo Sainz jr e Daniil Kvyat – gli stessi della stagione 2016 – il compito di guidare la nuova STR12, una vettura che si contraddistingue dalla monoposto dell’anno scorso sia internamente, con il passaggio dal motore Ferrari a quello Renault, che esteriormente, con un blu della carrozzeria decisamente più elettrico. Questa tonalità, accompagnata dai colori bianco e rosso, sembra affidare alla livrea i colori dello stemma del leone rampante faentino.

Franz Tost: “Si preannuncia un anno ricco di emozioni e incertezze”

«Per tutti gli appassionati di Formula 1 il 2017 dovrebbe rappresentare un anno ricco di emozioni e incertezze – commenta il Team Principal della Toro Rosso Franz Tost con un intervento sul sito della scuderia faentina – Le norme tecniche di questo sport sono state sottoposte ad una tra le più grandi rivoluzioni degli ultimi decenni. In poche parole, le macchine sono diventate più larghe, più lunghe, più basse, più veloci e anche più rumorose, oltre al fatto che utilizzeranno pneumatici più grandi, che permetteranno un maggiore grip, velocità più elevate in curva e, speriamo, gare più combattute».

Toro Rosso: “Abbiamo il motore più competitivo mai avuto a disposizione”

00_Toro_Rosso_SUT_Scuderia_Toro__1457181La Formula 1 è infatti attraversata da i cambiamenti più significativi nella storia di questo sport, senza contare l’uscita di scena di Bernie Ecclestone dai vertici dell’organizzazione, l’uomo che in quarant’anni ha reso la Formula 1 un fenomeno globale. Tutti questi cambiamenti, secondo Franz Tost, potranno incidere positivamente sulle prestazioni della nuova monoposto della Toro Rosso: «Questi cambiamenti radicali hanno fatto sì che la vettura di quest’anno, la STR12, venisse pensata da zero, anche se naturalmente è stata progettata e costruita dalle stesse menti che a Faenza e Bicester hanno creato la sua versione precedente, che è stata considerata veramente un’ottima vettura. Un ulteriore motivo di ottimismo è legato al fatto che il nostro telaio sarà accompagnato da quello che potrebbe essere il motore più competitivo mai avuto a disposizione da quando siamo entrati nell’era dell’ibrido, in quanto siamo tornati, ancora una volta, alla motorizzazione Renault».

Alla guida della Toro Rosso 2017 saranno Daniil Kvyat e Carlos Sainz

Quest’anno la composizione dell’organico dei piloti si discosta da quella degli scorsi anni: la scuderia Toro Rosso infatti è sempre stata un banco di prova per i giovani nuovi talenti provenienti dal progetto Red Bull Junior Driver Programme; nel 2017 invece correranno per la scuderia faentina piloti con alle spalle rispettivamente tre – Daniil Kvyat – e due stagioni – Carlos Sainz. «Costituiscono una coppia di assoluto livello – chiosa l’attuale Team Principal della Scuderia Toro Rosso – e so che hanno lavorato molto duramente durante l’inverno per farsi trovare pronti a far fronte ai nuovi sforzi fisici, legati alla guida di queste nuove e più veloci monoposto. Anche il team che si occuperà delle vetture in pista si è molto ben preparato e, in generale, in tutta l’azienda sappiamo di possedere quella stabilità e quella forza necessarie per affrontare questa stagione, con uno sviluppo della vettura che sarà molto più veloce rispetto agli ultimi due anni».

Dalla Minardi alla Toro Rosso: la storia faentina della Formula 1

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Gian Carlo Minardi

La storia faentina della Formula 1 ha inizio grazie all’imprenditore appassionato di automobili Gian Carlo Minardi, classe 1947, cresciuto in mezzo alle automobili. La sua famiglia infatti gestiva una concessionaria Fiat dal 1927. Dopo una breve parentesi come pilota in competizioni minori Minardi, sollecitato da amici, inizia ad occuparsi della nascente Scuderia del Passatore, team romagnolo che militava nelle formule minori. Dal 1972 al 1974 il team conquista ottimi risultati nella Formula Italia: il pilota Giancarlo Martini è vice-campione italiano nel ’72 e campione nel ’73. Ribattezzato Scuderia Everest, il team partecipa al Campionato Europeo di Formula Due nel 1975 e nel 1976. Nel ’79 Minardi diventa il proprietario del team, che di conseguenza acquisisce lo storico nome di Minardi Team. Nel 1985 la Minardi fa il suo debutto in Formula 1. Nel 1991 la Ferrari annuncia che avrebbe fornito alla Minardi i suoi motori V12. Era la prima volta che ad un team privato veniva concesso l’uso di motori “Ferrari” e non c’era da sorprendersi che la scelta fosse ricaduta su Minardi al quale Enzo Ferrari era legato da profonda simpatia.

Nel 1994, per garantire la sopravvivenza della scuderia, Minardi è costretto a unire il suo team con la Scuderia Italia, mentre due anni dopo il pacchetto di maggioranza della società viene acquisito da Gabriele Rumi e Flavio Briatore. Nel 2001 la scuderia viene venduta all’imprenditore australiano Paul Stoddart. Infine, con la cessione della Minardi da parte di quest’ultimo al termine della stagione 2005 alla Red Bull e alla conseguente creazione della Scuderia Toro Rosso, Gian Carlo Minardi, dopo 21 anni e 340 Gran Premi, abbandona la Formula 1.

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