Eraldo Baldini alla Bottega Bertaccini: nuovo libro sulle tradizioni romagnole ‘dimenticate’

Un viaggio imperdibile nel passato per meglio comprendere le nostre radici. Venerdì 5 ottobre 2018 alle ore 21 Eraldo Baldini torna alla Bottega Bertaccini di Faenza per presentare il suo ultimo libro
“I giorni del sacro e del magico – Tradizioni «dimenticate» del ciclo dell’anno in Romagna” (Il Ponte Vecchio). Partecipa e dialoga con l’autore Giuseppe Bellosi. E’ dal 1986 che Eraldo Baldini indaga, studia e racconta il mondo della cultura popolare romagnola, a partire da “Alle radici del folklore romagnolo: origine e significato delle tradizioni e superstizioni”. In trentadue anni ha dato alle stampe qualcosa come una quarantina di titoli, praticamente quasi un libro e mezzo all’anno. «E non è ancora finita – scrivono gli organizzatori della serata – uscirà a breve un altro suo nuovo libro sui misteri di Faenza che ancora nessuno ha raccolto. Ma ne riparleremo a tempo debito».

Alla riscoperta delle tradizioni della civiltà contadina romagnola

In questo caso sotto la lente dello studioso sono finite le “tradizioni dimenticate” legate al ciclo dell’anno in Romagna. Il termine “dimenticate” non significa che non ve ne sia più memoria, significa solo che si sono in gran parte perdute la conoscenza e la consapevolezza dei loro significati: viviamo in una società che ormai ha allentato i propri legami con il lavoro agricolo, la stagionalità, il culto dei morti e i cicli cosmici.

Le ricerche di Eraldo Baldini

«Eraldo Baldini – scrivono gli organizzatori ci conduce con questo libro in un viaggio fra diverse occasioni, portandoci a scoprirne le vecchie forme e i significati nascosti: si va dal giorno di sant’Antonio abate, patrono degli animali ed erede di un arcaico nume pagano, ai balli e alle “battaglie rituali” nel tempo di Carnevale, alla Segavecchia, ai Mattutini delle Tenebre della Settimana Santa, ai talismani magici dell’Ascensione, alle ritualità velate di mistero della notte di San Giovanni, alla credenza nello Spirito del Grano, ai bagni propiziatori in mare nel giorno di San Lorenzo, alle ricorrenze autunnali dedicate sia ai morti sia alla nuova vita legata alla stagione delle semine, ai dolci tipici del giorno di Santa Caterina, alle virtù suggestive del ceppo natalizio». La serata di venerdì 5 ottobre sarà anche l’occasione per parlare del precedente lavoro di Baldini, “Il fango, la fame, la peste” uscito in primavera, sempre per i tipi del Ponte Vecchio.

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