Quello che scriviamo online è inciso sulla pietra: cronache dalle elezioni comunali faentine

«Quel che facciamo in vita riecheggia per l’eternità” gridava alle sue truppe Massimo Decimo Meridio – interpretato da Russel Crowe – in una scena del film Il Gladiatore. Questa frase, dal sapore antico e sacrale, in qualche modo è diventata realtà proprio nel mondo della rete e della vita connessa. Grazie al web e ai social, infatti, la permanenza delle proprie “gesta” a eterna memoria non è più affare di eroi e combattimenti epici, ma pane quotidiano di chi, tutti i giorni, impiega il suo tempo a postare foto, pensieri, idee, racconti di sé online. Quando scriviamo qualcosa su internet è come se fosse inciso per sempre sulla pietra. Rimane lì, a disposizione di tutti, nel tempo».

E sono rimaste lì, a disposizione di tutti – perché il confine tra profilo privato e pubblico sui social è molto labile, se non inesistente, come ci insegna l’arte degli screenshot – le “gesta”, certamente da censurare, di ‘esaltazione’ del femminicidio pubblicate da Cristiano Zannoni esponente della lista civica Faenza Contemporanea, portate alla luce da un esponente della lista di Insieme per Cambiare. Così come lo sono state, precedentemente, sempre in questa campagna elettorale, le frasi pubblicate da Emanuele Visani, della lista Fratelli D’Italia, relativa alla famiglia ebrea dei Matatia, vittima della Shoah.

Faenza Contemporanea si dissocia da Zannoni, ma precisa “la questione poteva essere gestita in altro modo”

Entrambe cancellate, ma non nella sostanza. A seguito della diffusione dello screenshot della pagina di Zannoni, è arrivata la presa di posizione prima di Coraggiosa e poi del portavoce di Faenza Contemporanea, Matteo Zauli, che di fatto ha messo ‘fuori dalla porta’ Zannoni dal progetto della lista. «Desidero, in qualità di portavoce della lista civica, prendere pubblicamente le distanze dalle dichiarazioni fatte dall’avvocato Cristiano Zannoni su un argomento tanto delicato e drammatico quale il femminicidio. Sono molto amareggiato soprattutto pensando all’entusiasmo, all’idealità, alla voglia di spendersi per il proprio territorio, alla sensibilità delle venti persone, tra cui undici donne che, ingiustamente e indirettamente, sono state sbattute in quel modo nella prima pagina dei giornali locali. Credo che la questione, per quanto grave, potesse essere gestita in altro modo, nel rispetto delle altre persone coinvolte nella nostra lista, e che la “gara politica” non ne giustifichi in alcun modo i modi».

Il Virtuale è reale

Al di là del singolo caso, su cui si potrebbe già mettere la parola fine, è proprio sui modi che forse dovremmo soffermarci. Del modo in cui tante volte ci dimentichiamo che il ‘Virtuale è reale’ e che l’enorme potenza che ci garantiscono i social network necessitano di altrettanto senso di responsabilità. Spesso quando pubblichiamo un post sul nostro profilo, o rispondiamo tramite commento a un altro utente, dimentichiamo i nostri (sani) freni inibitori che ci ricordano che sul web non siamo in un contesto ‘fittizio’ nel quale tutto è consentito, come scrivere frasi di esaltazione del femminicidio.

In fondo, pensiamo erroneamente che confrontarsi con un utente su uno schermo, così come a un pubblico generico di “amici”, consenta libertà che non si avrebbero vedendo i nostri interlocutori di persona. E questo è un problema che riscontriamo ogni giorno in numerosi profili o pagine Facebook, molte delle quali, anche a livello locale, hanno favorito questo clima da ‘far west’: in quanti di noi andrebbero a un appuntamento elettorale di Cavina, Isola, Gentilini o Viglianti, interrompendo il discorso in atto, senza presentarci e apostrofando gli elettori presenti con insulti o urlando loro “siete ridicoli!”, per poi sparire senza imbastire una discussione che non sia solo ulteriori frasi di scherno? Eppure questa è una normalità, purtroppo reale, di tante discussioni che avvengono sui social e che di fatto “costruiscono” il dibattito sulla campagna elettorale faentina.

E il problema non è nel mezzo di comunicazione – facebook, instagram o twitter – ma in noi, nella nostra capacità di discutere, argomentare e rispettare, al di là delle idee diverse, le altre persone, anche quando veniamo colpiti nei nostri punti deboli (non è infatti un problema che riguarda solo ‘gli altri’ o le ‘persone ignoranti’, ognuno di noi può infatti trasformarsi in un qualsiasi momento, se punto nell’orgoglio, in un hater della peggior specie).

Come utilizzare i social network: l’importanza (ancora sottovalutata) della scuola

Si sta per aprire l’anno scolastico, con tutte le difficoltà legate al Covid-19. Tra i temi centrali che dobbiamo garantire alle nuove generazioni c’è anche quella dell’educazione all’utilizzo dei social network, spesso ancora troppo sottovaluta dagli adulti stessi, come testimoniano i casi citati. Assieme a Dante, Petrarca e Boccaccio, insegnare agli studenti come, anche solo tramite un messaggio su whatsapp, le parole che scegliamo di usare possono distruggere, insultare, diffamare, e possiamo pagarne le conseguenze a tempo debito. E al tempo stesso insegnare come le parole possono anche portare alla luce la parte migliore di noi, costruire idee, relazionarci con l’altro, soprattutto un altro che ha opinioni diverse dalla nostra e che ci permette di uscire così dal nostro unico punto di vista “a riveder le stelle”.

Sta a noi scegliere ogni giorno quali parole utilizzare e con quali ‘gesta’ venire ricordati, ed è un tema che va oltre anche questa campagna elettorale nella quale speriamo di poter selezionare sempre le parole migliori per costruire una città migliore.

Samuele Marchi 

N.B. Introduzione iniziale da Vera Gheno, Bruno Mastroianni “Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello”, Longanesi editore.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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