Palestre faentine più sicure: installati 19 defibrillatori

Da oggi studenti e atleti faentini sono più sicuri mentre praticano attività sportiva: ognuna delle 19 palestre del territorio è infatti stata dotata dei nuovi defibrillatori previsti dalla legge. Avere a disposizione un defibrillatore o meno, in una palestra, può fare veramente la differenza nel riuscire a salvare una vita. Il Comune di Faenza ha provveduto a dotare tutti gli impianti sportivi del nostro territorio di nuovi defibrillatori, in ottemperanza a quanto previsto dal decreto “Balduzzi” del 2013 (“Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di altri dispositivi salvavita”).

La legge prevede che l’installazione dei defibrillatori sia a carico degli utilizzatori degli impianti, ma l’amministrazione comunale, grazie anche alla solidarietà dei distributori Repsol di Faenza, San Pier Damiano Hospital e Lions Club Valli Faentine, ha scelto di agevolare le associazioni sportive locali e i cittadini che ne usufruiscono, facendosi carico delle spese relative all’acquisto dei dispositivi salvavita.

Uso di defibrillatori: 80 istruttori formati

Anche il Centro sportivo italiano – Comitato di Faenza, sensibile alla problematica del mondo sportivo e della prevenzione sanitaria, ha contribuito a tale progetto coordinando i corsi di formazione assieme al 118. Al momento sono circa ottanta gli istruttori sportivi che sono già stati formati all’utilizzo del defibrillatore.

Come scrive il Post: “Quando una persona ha un arresto cardiaco ha di solito sintomi che sono legati alla causa che sta portando all’attacco, quindi palpitazioni, vertigini, difficoltà a respirare (dispnea) e dolori al torace. La condizione peggiora molto rapidamente e porta a una perdita di coscienza con altri segni visibili come pallore, boccheggiamenti e incontinenza. L’assenza, totale o parziale, di attività cardiaca ha effetti molto gravi sul resto dell’organismo: il cervello non riceve più ossigeno e dopo quattro minuti circa subisce danni irreversibili. Per questo motivo è fondamentale intervenire il prima possibile cercando di rianimare il paziente: la rianimazione vera e propria viene condotta dal personale di soccorso, ma in attesa del loro arrivo un intervento con un defibrillatore può essere determinante per salvare la vita a qualcuno. Mentre il massaggio cardiaco serve per aiutare il cuore a mantenere attiva la circolazione sanguigna, la defibrillazione serve per provare a riavviare e ripristinare il battito cardiaco tramite una o più scosse elettriche”.

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