Il Consorzio Vini di Romagna festeggia i 50 anni del Sangiovese

Uno spazio importante quello dell’esposizione del Consorzio Vini di Romagna al VinItaly 2017 appena concluso: 200 metri quadri e 31 aziende presenti, oltre ad una serie di eventi tra cui la celebrazione del 50ennale del riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP) per Sangiovese e del 30ennale della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) per l’Albana di Romagna. Anche il Centesimo sarà presto riconosciuto DOC.

Il mondo variegato della cantine aderenti al Consorzio Vini di Romagna

Il Consorzio Vini di Romagna è una realtà che dal 1962 si occupa di tutela della produzione del territorio, con un occhio di riguardo sia per i vini a Denominazione di Origine che per i vini ad Indicazione Geografica. L’enologo Giordano Zinzani, presidente del Consorzio, descrive gli ultimi decenni come una continua trasformazione: non solo le cantine associate sono cambiate – ad eccezione per qualche realtà cooperativa – ma sono cambiati gradualmente anche i disciplinari di produzione, che sono stati man mano adeguati alle esigenze del mercato e della produzione. Sono sorte molte cantine private con uno sguardo rivolto in primis alla qualità: dalla coltivazione del vigneto alla bottiglia prodotta. A livello di cooperative, si è assistito ad un incremento del numero delle cantine, che sono passate dalla commercializzazione di vino sfuso all’imbottigliamento di tutta la gamma qualitativa dei vini.

In Romagna, la produzione 2016 è stata di 15 milioni di bottiglie

Nel 2016, i dati di imbottigliamento delle denominazioni locali registrano per il Romagna DOC numeri superiori a 15 milioni di bottiglie, aumentando i numeri rispetto all’anno precedente del 5,6%. Va inoltre segnalato l’incremento del 21% del Romagna Albana DOCG e dell’8.6% dei vini ad Indicazione Geografica. La ragione di questi numeri va ricercata tra le varie cose anche nel miglioramento produttivo dovuto al reimpianto dei vigneti, che ha consentito di raggiungere numeri sempre in crescita. Per quanto concerne invece la commercializzazione e lo sbocco sui mercati, il Consorzio non dispone di numeri certi sulle destinazioni di vendita, ma in base ad una recente indagine svolta, la percentuale di vini romagnoli DOC destinati all’export è all’incirca del 35%.

Il matrimonio felice con le eccellenze gastronomiche locali

Il Consorzio ha deciso di recente di sposare alcune produzioni gastronomiche del territorio, abbinando così il vino al piatto. L’Associazione temporanea d’impresa costituita per il bando Piano di Sviluppo Rurale per la promozione, vede ad oggi una stretta collaborazione con il Consorzio Olio di Brisighella DOP e con l’Associazione Squacquerone di Romagna DOP, che già ha riscosso discreti successi in un tour concluso nelle scorse settimane con una ventina di cantine associate, che ha coinvolto Belgio e Germania. Pare essere proprio questa una modalità di comunicazione che accompagnerà il Consorzio nelle manifestazioni future. In una regione così forte nell’agroalimentare come l’Emilia Romagna, il legame con le eccellenze è infatti in grado di fornire un valore aggiunto ed un’esaltazione dell’immagine del territorio e dei nostri prodotti, in Italia e all’estero.

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