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Al Masini la danza conduce in un delirio in 3 atti con la compagnia Artemis

Mercoledì 31 gennaio alle ore 21 la danza contemporanea sarà protagonista del palcoscenico del Teatro Masini di Faenza con lo spettacolo DONIZETTI®into a RAVE proposto dalla compagnia Artemis Danza. L’ideazione, le coreografie, le luci, le scene e i costumi sono firmati da Monica Casadei e, oltre alle musiche di Gaetano Donizetti, la performance si avvale di quelle originali di Luca Vianini e del collettivo Knobs.

Figure femminili conducono la scena verso la follia

DONIZETTI®into a RAVE è l’ultimo capitolo firmato da Monica Casadei del progetto “Corpo d’Opera” dedicato alle figure femminili del melodramma. Protagonista assoluto della creazione è il delirio, etimologicamente “uscire dal solco, dal tracciato, perdere la retta via della ragione”. È quello stato d’animo dove accadimenti più grandi di noi ci travolgono, irrompono violentemente nella nostra vita e non siamo pronti a integrare e sopportare. Uno stato confusionale e un disorientamento spazio-temporale che ci impedisce di agire e vivere. L’esistenza diventa troppo complessa, pressante, minacciosa e ci rende impotenti. La mente allora viene invasa da fantasmi, pensieri negativi, paure e allucinazioni. Questo è il dramma vissuto dai protagonisti dell’intera pièce, delineata su una drammaturgia tripartita con un incontrollato momento collettivo centrale incastonato tra due potenti assoli femminili.

Il primo delirio su Anna Bolena

Una scena minimale, rarefatta avvolge il “Delirio I Anna Bolena”. All’origine, l’eroina donizettiana è vittima innocente e disarmata dei complotti e delle accuse di adulterio del consorte Enrico VIII, dei rimpianti e rimorsi per il suo primo amore mai dimenticato e dello struggimento per l’ingiusto supplizio del fratello. Anna Bolena è qui una donna oppressa e inerme che fluttua in uno spazio sospeso, sommerso da visioni che travolgono la sua coscienza, catturate dal video di Fabio Fiandrini e dalle sculture di Pastore Bovina.

Un’atmosfera delirante condotta dalla danza della compagnia Artemis

Tragicomico, ironico, eccessivo, è invece il mondo di “Delirio II Pazzi per progetto”. La vicenda è ambientata in un manicomio dove i personaggi si fingono pazzi per scoprire i tradimenti dei propri consorti e trasformano la follia in un gioco di specchi. L’intreccio dà accesso ad un frenetico carosello coreografico di inganni ed equivoci in cui personaggi stralunati si avvicendano in una girandola che spazia da euforici giochi infantili a grottesche lotte “simil-sumo”. Un mondo rovesciato in cui non si sa più chi è pazzo e chi non lo è. I personaggi vengono costantemente travolti e cercano di trasformare ogni situazione in modo rocambolesco fino all’esaurimento. L’irruzione della musica elettronica di Luca Vianini e del collettivo Knobs nella partitura lirica amplifica quest’atmosfera da elettroshock delirante.

La danza al Masini di Faenza, mercoledì 31 gennaio

Una foresta insanguinata tratta dal libro Ama+zonia di Fabiana Albertini accoglie il “Delirio III Lucia di Lammermoor”. Lucia è vittima e carnefice, a cui è proibito il vero amore per intrighi politici; in preda allo sgomento, toglie la vita prima allo sposo imposto da nozze forzate e poi, ormai pazza di dolore, a se stessa. Il suo mondo si popola di immagini inquietanti e redivive; energie indomite e imprevedibili confondono il suo animo in balia di una forza cruda e inarrestabile.

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