Comitato Castel Raniero: “ecco il nostro progetto per la colonia”

Prioritaria la messa in sicurezza e, a seguire, dare il via a un progetto che possa rendere di nuovo la colonia di Castel Raniero un luogo significativo per Faenza accessibile a tutti.  Il comitato “Adottiamo Castel Raniero” si è riunito lo scorso 26 agosto a seguito delle notizie apparse sulla stampa locale riguardanti la rinuncia di Maurizio Fionda, responsabile dell’azienda Diennea, assegnataria del progetto di ristrutturazione della ex Colonia di Castel Raniero, di proprietà dell’Asp della Romagna Faentina.  Il comitato si è riunito per discutere il rilancio del progetto a suo tempo presentato e accolto dalla proprietà la quale aveva già espresso particolare interesse per la parte del progetto relativa alla gestione e fruizione pubblica del parco.

“Non sempre l’intervento del privato è risolutivo, come dimostra il caso Diennea”

Il comitato spiega la sua volontà di «apportare un contributo per affrontare la situazione attuale e mettere nuovamente in evidenza l’esigenza di un approccio finalizzato al recupero del bene pubblico che preveda scenari e percorsi che escludano la totale delega al progetto privato. Il bando pubblicato dall’Asp, l’assegnazione a un privato del progetto, i risultati successivi, non proprio soddisfacenti, devono far riflettere sul fatto che non sempre il dichiarato intervento del privato è risolutivo per il recupero di patrimonio immobiliare storico/artistico».  Sarebbe meglio, secondo il comitato, «optare per interventi di minima che salvaguardino il bene da possibili crolli – rischio che in ipotesi si corre – anziché affidarsi a privati nella convinzione che questa sia l’unica possibilità di recupero del bene».

Comitato Adottiamo Castel Raniero: un progetto in collaborazione con le istituzioni

«Il progetto presentato dal comitato nel luglio 2015 – sottolinea – è ritenuto tuttora valido; ora in ragione delle condizioni in cui si trova la colonia di Castel Raniero (struttura e verde) e nell’interesse di riguardante recupero del patrimonio comune si ritiene di procedere ragionevolmente affrontando alcuni primi passi che prevedano azioni preliminari di tutela a cui far seguire: azioni per la fruizione del sito in condizioni di sicurezza;  azioni per inserire il sito in circuiti di interesse ambientale e turistico; messa a punto di un modello di gestione economica a fini di reddito e di occupazione. Tali azioni ovviamente possono essere poste in essere – prosegue la nota del comitato – solo in collaborazione con i soggetti istituzionali territoriali e non solo. Il Codice del “Terzo Settore”, appena entrato in vigore, prevede, per l’associazionismo, la possibilità di avvalersi dell’istituto del “social bonus” in caso di recuperi del patrimonio storico/artistico.

1) Le azioni preliminari di tutela potrebbero consistere in un intervento della proprietà per la messa in sicurezza del bene (copertura e sistema di regimentazione delle acque meteoriche) ed il comitato, attraverso le associazioni che lo compongono, potrebbe affiancare le istituzioni con campagne di raccolta fondi.

2) Una volta che il sito sia stato messo in sicurezza, è possibile restituirlo alla fruizione da parte della Comunità per visite guidate, feste, attività pubbliche che implichino l’utilizzo del verde. Un esempio fra tutti: dopo diversi anni in cui durante la rassegna “Musica nelle Aie di Castel Raniero” il parco della Colonia era aperto e fruibile all’ampi pubblico partecipante, il 2017 ha visto il luogo chiuso presentando uno spettacolo di abbandono e degrado non molto consolante per chi ha partecipato alla importante rassegna faentina.

3) La possibilità di utilizzare, anche solo il verde, per diverse attività rivolte al pubblico, magari gestite da parte dell’associazionismo, darebbe maggior possibilità di inserire il sito in circuiti di interesse ambientale e turistico.

4) Insieme ai soggetti istituzionali – e tenendo conto delle azioni preliminari sopra descritte – si potrebbe elaborare un modello di gestione da portare ad esempio per la sua caratteristica di gestione partecipata di un bene comune”.

Alla luce di questo il comitato apre la sua disponibilità «a collaborare – si legge ancora nel comunicato diramato – con la proprietà perché ritiene che l’amore per il proprio territorio e il grande desiderio di recuperare la colonia di Castel Raniero siano fondamentali per lavorare positivamente perché c’è un legame storico affettivo fra i faentini e la colonia. I più anziani la ricordano per esservi stati in colonia, i meno anziani, ma non più giovani per i concerti estivi che fino a metà degli anni ’80 si svolgevano nel parco».

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