Cena Itinerante e Scritture Eupeptiche/2: la seconda parte delle storie dei narratori erranti

L’incipit di una storia da sviluppare e due cofanetti da cui pescare spunti relativi al mondo del cibo e non solo: questi gli strumenti a disposizione degli scrittori per il laboratorio Scritture Eupeptiche – come l’appetito può stimolare un articolo giornalistico di Buonsenso@Faenza, organizzato durante la Cena Itinerante Weekend 2017. L’obiettivo era quello di dimostrare che l’espressione anglofona“food for thought” – ovvero stimoli per la riflessione – contenga non a caso al suo interno la parola cibo (food).  Ecco la seconda parte delle storie raccolte durante la serata del 19 maggio.

 

(Incipit) Tutto cominciò una notte di primavera, una di quelle notti accarezzate dal vento nella quale i profumi e sapori rimasti in letargo durante l’inverno riprendono vita. Lungo la strada deserta camminava un uomo di mezz’età. A un certo punto un rumore sospetto. Senza preavviso l’uomo incominciò a correre, a correre sempre più velocemente. Stava andando verso…

… un palo. Ma non un palo qualunque. Un palo bello, lucente, pulito, nuovo. Di quelli in cui Cioppi, al secolo Raffa, un ragazzo nerboruto, con sempre voglia di far ridere, si arrampicava a braccia dritte facendo la bandiera. Esercizio apparentemente semplice ma che richiede sforzo e concentrazione. Ecco, Cioppi riusciva a farlo. Non è da tutti. Diceva sempre che trovava l’energia ascoltando “la musica tosta”, quella di Gigi D’agostino. Cioppi era energico, ma di musica non ne capiva niente. Non era Gigi D’Agostino. Ma Gigi D’Alessio. Ogni volta, appena finiva, gli veniva fame. Di quella brutta, chimica. E così, ridendo, andavamo al Bagno Boca, in spiaggia, a farci degli spaghetti alla chitarra. Cioppi parlava di mostri e parallepipedi blu. Cose senza senso. Come pure chiedeva gli spaghetti alla chitarra Di Steve Vai, senza manco sapere chi fosse. Ma noi lo sapevamo tutti chi era. Era..  (Dario Scalini)

 

(Incipit) Tutto cominciò una notte di primavera, una di quelle notti accarezzate dal vento nella quale i profumi e sapori rimasti in letargo durante l’inverno riprendono vita. Lungo la strada deserta camminava un uomo di mezz’età. A un certo punto un rumore sospetto. Senza preavviso l’uomo incominciò a correre, a correre sempre più velocemente. Stava andando verso…

… un sentiero guidato dalla luce di una lucciola. In lontananza intravede una locanda a lui familiare che gli ricorda tanto la sua infanzia passata in divano a guardare cartoni animati. Prova a bussare ma non apre nessuno, allora decide di ballare una danza giapponese in modo da poter accedere all’interno. Finalmente riesce ad entrare e una volta dentro non poté credere ai suoi occhi perché il sogno della sua vita finalmente si stava realizzando: mangiare noodles con le bacchette ed il risucchio finale alla giapponese. (Consu, Vale, Michi)

 

 (Incipit) Tutto cominciò una notte di primavera, una di quelle notti accarezzate dal vento nella quale i profumi e sapori rimasti in letargo durante l’inverno riprendono vita. Lungo la strada deserta camminava un uomo di mezz’età. A un certo punto un rumore sospetto. Senza preavviso l’uomo incominciò a correre, a correre sempre più velocemente. Stava andando verso…

… il chiosco a prendere un bel bicchiere di vino. Mentre sorseggiava il suo succo d’uva, in lontananza si sentiva il suono di una canzone: maracaibo, mare a forza nove… (Davide Raviti)

 

(Incipit) Tutto cominciò una notte di primavera, una di quelle notti accarezzate dal vento nella quale i profumi e sapori rimasti in letargo durante l’inverno riprendono vita. Lungo la strada deserta camminava un uomo di mezz’età. A un certo punto un rumore sospetto. Senza preavviso l’uomo incominciò a correre, a correre sempre più velocemente. Stava andando verso…

… il suo destino. Durante la sua corsa si trovò di fronte un messaggio chiaro: la destinazione era quella segnata su una pagina di giornale su cui c’era scritto Egitto e più precisamente: le piramidi di Giza. Preso dalla fame, si fermò nel posto più vicino e ordinò un kebab per recuperare le forze: Rientrato a casa, iniziò a preparare i propri bagagli per raggiungere la meta. (Luca Piccinini)

 

(Incipit) Tutto cominciò una notte di primavera, una di quelle notti accarezzate dal vento nella quale i profumi e sapori rimasti in letargo durante l’inverno riprendono vita. Lungo la strada deserta camminava un uomo di mezz’età. A un certo punto un rumore sospetto. Senza preavviso l’uomo incominciò a correre, a correre sempre più velocemente. Stava andando verso…

.. il concerto di Gigi d’Alessio e piangeva lacrime amare. Dalla tasca gli sporgeva una trota e dalla borsa una cartolina con le piramidi egizie e un club sandwich dimenticato da due settimane. Sognava cappelletti in brodo perché aveva fame. Ad un certo punto sulla sua strada ritrovò la coperta rubata l’inverno scorso e fu molto felice perché aveva freddo così si poté coprire. Gli venne in mente un episodio che accadde con la fidanzata proprio con quella coperta. La nostalgia tornò all’epoca dell’infanzia quando insieme scappavano da scuola per mangiare il gelato insieme e non era un gelato qualunque, ma il mitico gelato del bagnino di Cesenatico e lo mangiavano con un cucchiaio solo, in due, il che rendeva tutto ancora più sensuale. Gli ritorno in mente il sandwich che aveva nella borsa che, a differenza di quello americano aveva il tonno, e colmò il suo senso di fame. Spensierato, immerso nei suoi bei ricordi, finalmente raggiunse lo stadio per il concerto. (In gruppo)

 

(Incipit) Tutto cominciò una notte di primavera, una di quelle notti accarezzate dal vento nella quale i profumi e sapori rimasti in letargo durante l’inverno riprendono vita. Lungo la strada deserta camminava un uomo di mezz’età. A un certo punto un rumore sospetto. Senza preavviso l’uomo incominciò a correre, a correre sempre più velocemente. Stava andando verso…

… un qualcosa che riteneva importante ma non si ricordava esattamente cosa fosse. Tutto ad un tratto fu assalito dalla fame e pensò di rifugiarsi nella prima panineria che vide, dove si concesse un gustoso hamburger. Subito dopo riprese la sua frenetica corsa verso l’ignoto quando udì da una vicina casa, che rimaneva nella penombra, un leggero suono stridulo che poteva ricordare due bambini che piangono in piena notte. (Giorgio Piatti)

 

(Incipit) Tutto cominciò una notte di primavera, una di quelle notti accarezzate dal vento nella quale i profumi e sapori rimasti in letargo durante l’inverno riprendono vita. Lungo la strada deserta camminava un uomo di mezz’età. A un certo punto un rumore sospetto. Senza preavviso l’uomo incominciò a correre, a correre sempre più velocemente. Stava andando verso…

… il suo passato. Io sono nata prima degli anni 80 e i film di quegli anni avevano tutti un unico tema: alcool e fumo. Certamente la birra dal colore spumeggiante ed effervescente era quella che attirava la mia attenzione. Dopo averla assaggiata, tuttavia, il sapore amaro non era di mio gradimento e fu così che pensai di miscelarla con la gazzosa. Pensavo di aver inventato io il panaché! (Donatella Vulturo)

 

(Incipit) Tutto cominciò una notte di primavera, una di quelle notti accarezzate dal vento nella quale i profumi e sapori rimasti in letargo durante l’inverno riprendono vita. Lungo la strada deserta camminava un uomo di mezz’età. A un certo punto un rumore sospetto. Senza preavviso l’uomo incominciò a correre, a correre sempre più velocemente. Stava andando verso…

… casa ma all’improvviso si rese conto che la moglie lo aspettava senza cena. Aveva lavorato tutto il giorno e sicuramente non aveva avuto modo di preparare nulla. L’uomo non aveva fatto spesa; si diresse verso il primo locale aperto. Una gran fortuna perchè il piatto della casa era carpaccio di tonno e decise di accompagnarlo con della buona birra artigianale. Arrivò a casa e la moglie lo accolse con un sorriso: “ciao amore, avevo voglia di vederti!” (Olivia Giovanardi)

 

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