Al Masini arriva Ambra Angiolini con Tradimenti

Dagli show televisivi anni Novanta al grande palco della scena teatrale: l’attrice Ambra Angiolini arriva a Faenza per uno spettacolo che racconta non solo il fallimento di una storia d’amore, ma quello di un’intera generazione. Dopo Il Bagno del duo Stefania e Amanda Sandrelli (una delle tre rappresentazioni – interrotta a causa della scossa sismica – sarà recuperata il prossimo 20 marzo 2016) è in arrivo un nuovo appuntamento con la Prosa del Teatro Masini di Faenza. Da venerdì 11 a domenica 13 novembre alle ore 21, il palcoscenico manfredo ospiterà Ambra Angiolini, Francesco Scianna e Francesco Biscione, protagonisti di Tradimenti di Harold Pinter con la regia di Michele Placido. Gli interpreti dello spettacolo saranno inoltre protagonisti dell’Incontro con gli Artisti che si terrà sabato 12 novembre alle ore 18 presso il Ridotto del Teatro Masini (l’ingresso all’incontro è gratuito).

Un flashback lungo la relazione tra Emma e Robert

tradimenti6La storia si dipana a ritroso, dal 1977 al 1968. Emma, manager in una galleria d’arte, e Jerry, scrittore e agente letterario, si rivedono due anni dopo la fine della loro relazione. Sono stati amanti per cinque anni, distraendosi dai rispettivi matrimoni in un appartamento preso in affitto, finché Robert, marito di Emma e testimone di nozze di Jerry, costrinse la moglie ad ammettere il tradimento, dopo aver sospettato a lungo sulla relazione tra i due. L’apparente banalità del ménage tra marito, moglie e amante si dissolve nel protrarsi della narrazione all’indietro. “Pinter si diverte a spiazzare il lettore/spettatore con il gioco a ritroso – commenta il regista Michele Placido – partendo da un dialogo che segna la fine del sentimento che coinvolge i tre protagonisti e che si svolge in un bar nell’anno 1977. Scena che, appunto, segna l’inizio della commedia e che prosegue andando indietro negli anni fino alla bellissima descrizione della festa in pieno stile sessantottino, con alcool e droghe leggere, ambientata a casa di Robert ed Emma, in cui Jerry tenta di sedurre la moglie dell’amico Robert”.

Ambra Angiolini: dal 2000 sulle scene teatrali

Mentre lo spettatore scopre nuovi dettagli, si delinea il carattere quasi esistenziale della condizione di tradito e traditore. L’inganno che copre la stanchezza di questi matrimoni, divenuti asfittici, diventa il passepartout per un’apparente libertà che, tuttavia, non va al di là della distrazione pura e semplice: i rapporti falliti restano, assieme ad una profonda stanchezza e all’impossibilità di fidarsi di chi si ha vicino. Dopo le esperienze televisive l’estate del 2000 ha segnato una svolta nella carriera di Ambra Angiolini: debutta in teatro con la commedia i Menecmi, di Plauto, per la regia di Nicasio Anselmo, rappresentando lo spettacolo in tutta la Sicilia. L’interpretazione riceve ottime critiche, testimoniate dapprima dal premio “Venere d’argento” e poi dalla “Torre d’argento”, come attrice teatrale rivelazione dell’anno 2000. Per Ambra Angiolini la prima vera esperienza di attrice cinematografica avviene invece nel film Saturno contro, diretta da Ferzan Özpetek, che le fa guadagnare consensi di pubblico e critica facendole vincere i maggiori premi cinematografici italiani del 2007: il David di Donatello e il Nastro d’argento come migliore attrice non protagonista e il Globo d’oro e il Ciak d’oro come rivelazione dell’anno.

Tradimenti: lo spettacolo di Harold Pinter, premio Nobel

Il testo Tradimenti nasce da uno spunto autobiografico: Pinter, sposato con l’attrice Vivien Marchant, visse una relazione lunga sette anni con la presentatrice televisiva Joan Bakewell. Scritta nel 1978 e ambientata tra Londra e Venezia, questa è una delle commedie più famose dello scrittore premio Nobel 2005 per la letteratura, già portata sul grande schermo nel 1983, diretta da David Hugh Jones con Jeremy Irons, Ben Kingsley e Patricia Hodge.

Michele Placido: “In scena il fallimento di un’intera generazione”

tradimenti4“La riflessione che ho raccontato ai miei attori – continua il regista Michele Placido – è che il Sessantotto cambiò e rivoluzionò il comportamento di un’intera generazione di giovani, come giovani sono appunto i tre protagonisti della festicciola che segna l’inizio di un tacito ménage a trois. Ora, essendo stato personalmente coinvolto in quegli anni sessantottini (avevo 22-23 anni) sia da un punto di vista politico che sentimentale, mi sono confessato e rivelato agli attori della compagnia, raccontando il mio Sessantotto e come la commedia di Pinter mi abbia toccato anche da un punto di vista autobiografico. Ecco, sì, forse questo testo si può leggere non solo come la fine di una storia d’amore più o meno grande, ma anche come un totale fallimento di un’utopia rivoluzionaria che voleva migliorare e cambiare il pensiero occidentale. E, proprio come nel testo di Pinter, anch’io, che facevo parte di quella generazione, mi ritrovo oggi di nuovo punto e accapo”.

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