La nostra storia per questo Natale: l’esempio del dott. Carlo Urbani

E’ oramai tradizione della redazione scegliere di non fare gli auguri ai nostri lettori con un semplice post nei social ma, come nostro solito, sfruttare il momento per raccontare una storia perchè,  fra le tante cose che è il Natale, di certo c’è il fatto che rappresenti un momento di riflessione sulla famiglia, gli affetti, la propria vita.

Carlo Urbani, medico di MSF Italia, morto di SARS del 2003

La storia che vi doniamo per il Natale 2020 è già famosa, ma ci sembra bello poterla ricordare nuovamente proprio il giorno di Natale. Ci riferiamo alla figura del dott. Carlo Urbani, medico italiano specializzato in malattia infettive, l’uomo che nel 2003 ha avvisato l’OMS del primo focolaio ad Hanoi (Vietnam) di una nuova malattia, definita poi SARS. Grazie alla repentina attivazione di Carlo Urbani, l’OMS ha agito per tempo, isolando focolai e permettendo che il virus non si diffondesse e salvando, quindi, molte vite.

Carlo Urbani e l’attenzione ai malati dimenticati

Carlo Urbani è nato a Castelpiano (Ancona) nel 1956. Vicino al mondo di Mani Tese, dopo la laurea in medicina lavora per 10 anni nel reparto di malattie infettive dell’Ospedale di Macerata. Si sposa e ha 3 figli, Tommaso, Luca e Maddalena. Tra il 1988-89 organizza con alcuni medici dei viaggi in Africa centrale: lo scopo è raggiungere i villaggi meno accessibili per portare aiuti sanitari. E’ un convinto sostenitore di una sanità che possa raggiungere ogni persona, contro una società che spesso si dimentica di alcuni malati.  

Le esperienze maturate lo portano a scegliere di entrare in Medici senza Frontiere Italia, di cui viene eletto presidente nel 1999. Parallelamente è consulente per l’OMS per le malattie parassitarie.In questa veste, ogni qual volta invitato a parlare Carlo Urbani replica sempre più forte come la causa primaria del diffondersi delle malattie è la povertà. Raggiunge infine l’oriente, prima in Cambogia e poi il Vietman, dove il suo sforzo è quello di costruire programmi di salute pubbliche.

Carlo Urbani è stato il primo medico ha riconoscere sintomi di polmonite atipica e quindi  a identificare e classificare la SARS (Sindrome Respiratoria Acuta Grave). Durante un viaggio di lavoro a Bangkok, il 18 marzo del 2003, presenta i sintomi tipici della SARS e comprende subito la gravita della situazione. Viene ricoverato in ospedale a Bangkok, dove avverte la moglie di far tornare in Italia i figli e chiede di farsi mettere subito in isolamento. Invita inoltre i colleghi a raccogliere tessuto dai suoi polmoni per studiare il nuovo virus. La situazione si aggrava il 26 marzo, Carlo viene intubato e il 29 marzo muore.

“Non dobbiamo essere egoisti. Io devo pensare agli altri”. Le parole di Urbani durante la lotta alla SARS.

Questa è una storia di per se semplice: gli ingredienti della vita del dott. Urbani sono la competenza e l’attenzione ai più poveri. Durante l’epidemia di SARS, conscio dei rischi che correva diceva a sua moglie: “Non dobbiamo essere egoisti, io devo pensare agli altri”. Dietro questa semplice frase c’è una missione di vita e non un supereroe costruito. L’insegnamento non è solo il suo sacrificio, ma la sua forte dedizione e fiducia in un suo sogno che si è costruito, passo dopo passo. Carlo Urbani muore il 29 marzo 2003, in isolamento, una condizione che oggi sembra divenuta una normalità. Non è una storia triste, anzi, una storia di coraggio e lealtà verso se stessi: due elementi che non dobbiamo mai dimenticare in questo momento così difficile per tutti.

 

 

Per approfondire

Associazione italiana Carlo Urbani 

Francesco Ghini

Vivo a Faenza e mi occupo di ricerca biomedica e comunicazione scientifica. Ho conseguito un dottorato di ricerca in Medicina Molecolare presso l'Istituto Oncologico Europeo di Milano e numerose partecipazioni a conferenze internazionali come speaker. Parallelamente, ho seguito come direttore artistico la realizzazione dell'evento Estate di San Martino a Piacenza (2012 e 2013) e ho maturato una forte esperienza nell'ambito della comunicazione e dello storytelling. Nel 2014 ho aperto Buonsenso@Faenza e da questa esperienza, nel 2018, è nata l'agenzia Buonsenso Comunicazione. Amo il teatro, i film di Cristopher Nolan, i passatelli e sono terribilmente curioso.

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