Le Botteghe di Mestiere contro la dispersione scolastica

Dare una possibilità ai ragazzi con maggiori difficoltà a scuola, facendo scoprire loro che oltre alle mura scolastiche ci sono altre realtà in cui poter conoscere nuovi aspetti di sé. Torna, per il sesto anno, il progetto Le Botteghe di Mestiere, contro la dispersione scolastica e di orientamento ai mestieri di bottega, rivolto ai ragazzi delle scuole secondarie di primo grado per valorizzarne le abilità. L’iniziativa è promossa e coordinata da Sacra Famiglia Società cooperativa sociale, con il coinvolgimento degli istituti scolastici e di numerose realtà aziendali del territorio. Il progetto è finanziato dalla Regione Emilia – Romagna.

A essere coinvolti nel progetto cinque ragazzi da diversi istituti

I ragazzi, indicati dalle scuole e con l’approvazione della famiglia, per una mattina a settimana invece di andare a scuola si recheranno per quattro ore in un’azienda nella quale avranno la possibilità di imparare un mestiere e di confrontarsi con un gruppo di adulti. Questa attività sarà in tutto e per tutto equiparata a una materia scolastica e monitorata dagli insegnanti: inoltre, per chi fa la terza media, quest’esperienza potrà rientrare tra gli argomenti della prova orale dell’esame. L’iniziativa è rivolta a cinque ragazzi, scelti tra le scuole Strocchi, Cova Lanzoni, Europa e Fondazione Marri – S. Umlità, che si recheranno in una di queste imprese: Pasticceria Cenni, Fanti Elettrodomestici, l’azienda agricola Leone Conti, Molino Morini, Totem e Tabù.

Le Botteghe di Mestiere per favorire l’orientamento

Il progetto partirà la prossima settimana, durerà in tutto tredici mattinate per quattro ore al giorno. Alla fine ci sarà una restituzione in classe in cui ogni ragazzo, accompagnato da un tutor, racconterà ai suoi compagni l’esperienza che ha fatto.

“È il modo con cui il territorio dimostra di interessarsi a questi ragazzi per lavorare tutti insieme per il loro futuro, in particolare per quelli che devono ancora trovare la loro strada”, ha affermato l’assessore all’Istruzione Simona Sangiorgi.

“Lo scopo – ha detto Grazie Giulianini della cooperativa Sacra Famiglia – è far scoprire a questi ragazzi che cosa desiderano in modo che abbiano uno strumento in più per orientarsi nella scelta della scuola superiore: molti ragazzi degli anni passati, infatti, hanno scelto la scuola superiore in base a quest’esperienza. Inoltre è uno strumento per mettere in relazione scuola e imprese nell’ottica del volontariato d’impresa: questo vuol dire che i piccoli imprenditori o gli artigiani si mettono a disposizione per educare, formare e aiutare questi ragazzi. Tutto questo crea una comunità educante”.

 

 

Matteo Nati

Nato a Faenza nel 1993, mi sono laureato in Italianistica e Scienze linguistiche all’Università di Bologna. Ho insegnato per un anno all’Istituto Alberghiero di Riolo Terme ma continuo a non sapermi orientare in una cucina. Appassionato di pallacanestro, politica e storia inglese, datemi una serie tv con dialoghi ben scritti e sarò completamente vostro.

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