Bere da una Booktilla: la borraccia a forma di libro

Grazie ai libri ci abbeveriamo di cultura, ma non solo. In futuro questo detto diverrà ancora più concreto grazie alla booktilla, una borraccia (la funzione è quella) leggera e sottile, a forma di libro, in grado di contenere mezzo litro d’acqua. La booktilla può quindi trovare facilmente posto tra i libri universitari che teniamo nello zaino o accanto al nostro romanzo preferito che ci portiamo dietro in spiaggia. Questa bizzarra idea, che ha però importanti risvolti ecosostenibili, è venuta a Pierluigi Cupi, trentenne di origine della Basilicata. «L’idea è nata nell’ottobre 2013 – racconta Pierluigi Cupri –, quando mi sono accorto che non esisteva ancora una bottiglia slim delle dimensioni di un libro, adatta alle borse porta computer. Ricordo ancora quel giorno in stazione a Venezia mentre cercavo di inserire con fatica una bottiglietta di plastica nella mia valigetta. È stato in quel momento che ho iniziato a fantasticare e a disegnare la prima bozza di Booktilla».

Schermata 2016-02-26 alle 10.52.36A giugno raccolti più di 10mila euro

Un’idea che ha subito ricevuto la fiducia di molte persone, tra cui Manuel Bordignon, fondatore di Sintegy, società con sede a Romano di Ezzelino, che ha deciso di investire su questo progetto.La tappa successiva è stato il lancio di una campagna crowdfunding tramite la piattaforma Indiegogo. Obiettivo della raccolta fondi fissato a 10mila dollari. In poco tempo è stato un successo di donazioni e si è superata la quota di 11mila.

1 bottiglia su 3 non viene riciclata

Oltre a poter diventare un gadget aziendale o un bel regalo, molto importante è anche l’aspetto ambientale per questa borraccia. L’Italia ha infatti un triste primato: è il maggior consumatore a livello europeo di bottigliette di plastica. Solo il Messico ci precede nella classifica mondiale. Facile immaginare quanto le ricadute inquinanti siano elevate: di tutte le bottiglie di plastica utilizzate, ne riusciamo a riciclare solo un terzo. La booktilla potrebbe contribuire in futuro a farci scendere di posizione in questa spiacevole classifica. Non sempre essere ai primi posti è una cosa di cui andare fieri.

Rispondi