Il 9 giugno l’assemblea generale dell’Altra Faenza per unire le forze di sinistra

Si terrà nella serata di venerdì 9 giugno, al Centro sociale Borgo, l’assemblea generale de L’Altra Faenza. L’incontro, al quale sono invitate altre formazioni della sinistra presenti a Faenza e nei Comuni dell’Unione della Romagna Faentina, sarà l’occasione per riflettere sull’attività fin qui svolta e per indicare la direzione di marcia di quella futura. «Obiettivo centrale de L’Altra Faenza – recita il comunicato – è quello di contribuire alla nascita, in ambito locale, di un’aggregazione delle diverse espressioni della sinistra per dar vista ad un soggetto nuovo e unitario. Ciò sarà possibile se si prenderanno a riferimento le condizioni reali della città e del suo territorio, la necessità di avviare una fase di rilancio che superi anni di immobilismo e di mancanza di progettualità, i bisogni delle persone. Per un progetto simile L’Altra Faenza è pronta a mettere in campo tutte le sue idee e le sue energie».

Archivio di Stato: orario di apertura ridotto per mancanza di personale

In un comunicato del 5 giugno scorso l’Altra Faenza ha criticato la situazione dell’Archivio di stato di Faenza. «La Sezione di Faenza dell’Archivio di Stato – afferma il portavoce Edward Necki – ha subito nei giorni scorsi un altro taglio. A seguito di un “interpello” del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, una dipendente è stata trasferita a Forlì. A Faenza è restata una sola persona e, poiché non è consentito l’accesso del pubblico alla sala studio se non sono presenti almeno due addetti, attualmente l’apertura si rende possibile con l’intervento a rotazione di giovani in servizio civile volontario. Ciò nonostante, l’orario di apertura al pubblico è stato ulteriormente ridotto, passando da 19 a 12 ore settimanali. E’ bene sapere che da inizio anno al 30 maggio scorso le presenze – documentate dall’apposito registro – risultano essere di 339 studiosi e ricercatori, di 68 tecnici, professionisti e privati, di diversi impiegati comunali per l’istruzione di pratiche diverse. Il confronto con quanto avviene nelle città vicine evidenzia squilibri inspiegabili nell’assegnazione del personale».

«Chiedo quali misure intenda prendere la Giunta – conclude Necki – per ovviare nel tempo più breve possibile alle carenze che riguardano la Sezione dell’Archivio di Stato, così da poter ripristinare un servizio e orari di accesso degni di una città che ha a cuore la sua storia. E cosa si intenda fare perché siano conservati in modo razionale, in sicurezza e tale da renderli fruibili i diversi fondi archivistici che costituiscono un patrimonio di grande valore».

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