Funghi, cerri e regolamento del Verde: il punto sugli alberi di Faenza

Prosegue a Faenza l’operazione ‘verde’ che abbatterà 520 alberi malati della città – in questi giorni sono in corso gli interventi per rimuovere 119 alberi su circa 140 di via Vittorio Veneto – i quali verranno sostituiti a fine settembre da 971 nuovi alberi con caratteristiche più adatte (nel caso di via Vittorio Veneto, dei Cerri). Tra i social, in questi giorni, si parla moltissimo dell’intervento, tra chi lecitamente chiede spiegazioni di questi abbattimenti così estesi (certamente d’impatto per i faentini) che riguardano uno degli aspetti che più caratterizzano Faenza – gli alberi e il verde in generale -; e chi invece, come alcune pagine fb locali, utilizzano volutamente un lessico polemico definendo l’operazione una ‘mattanza’ senza fornire alcuna spiegazione scientifica a riguardo. Prima di seguire passivamente il flusso dei commenti social, riteniamo importante per i lettori fare il punto della situazione proponendo diversi punti di vista capaci di fornire un quadro più completo della situazione, dando la possibilità poi successivamente di confrontarsi in merito alla questione con lo scopo di avere in futuro una Faenza sempre più ‘green’ e attenta al verde dei propri viali.

Niccolò Bosi (Pd): “Intervento necessario per evitare rischi, verranno piantati 971 nuovi alberi”

Le operazioni in corso in via Vittorio Veneto.

Già in un incontro al Quartiere Centro Sud organizzato lo scorso 22 marzo 2018 e nel recente incontro della giunta comunale alla festa de l’Unità si era posto il problema degli alberi malati – il 70% di quelli di via Vittorio Veneto, per esempio, secondo lo studio realizzato negli scorsi mesi -, i quali rappresentano un rischio anche per i cittadini con cadute accidentali, e proprio per evitare questi rischi si è deciso di procedere subito con l’abbattimento di oltre cinquecento alberi in città. «E’ sempre triste quando un albero viene abbattuto – scrive il capogruppo Pd in consiglio comunale, Niccolò Bosi – Qualche mese fa il Comune di Faenza ha ricevuto i risultati di una valutazione complessiva sullo stato di salute degli alberi della città. Purtroppo da questa analisi sono emerse diverse criticità dovute ad alberi malati o arrivati al termine del percorso di vita e quindi in intere strade tutti gli alberi sono arrivati al termine del loro percorso di vita in quanto furono piantati tutti nello stesso periodo. Si è dovuto procedere quindi a operare la scelta di abbatterne 520 in tutto il territorio comunale per evitare di mettere in pericolo con la caduta di rami o di intere piante i passanti, gli autoveicoli o le proprietà dei cittadini. Questo percorso fu oggetto tra l’altro di un incontro organizzato al quartiere Centro Sud lo scorso 22 marzo».

«Il percorso progettato era quello di iniziare i lavori al termine dell’estate (gli alberi sono oltre che belli, importanti soprattutto nei mesi estivi) – prosegue Bosi – ma purtroppo a seguito dei fortunali intensi con fenomeni atmosferici a volte estremi e con forte vento, verificatisi negli ultimi periodi, onde evitare eventuali cadute accidentali delle piante, si è scelto di procedere subito con diversi abbattimenti. In tutto questo però c’è un aspetto importante e positivo, infatti gli alberi verranno prontamente sostituiti: a fronte di 520 abbattimenti verranno ripiantumati 971 nuovi alberi e quindi si procederà alla rimozione delle ceppaie e alla sostituzione con nuove piante. Per noi le aree verdi e la presenza silente di tanti alberi nelle città, come è a Faenza, è un elemento fondamentale per una buona qualità della vita, per l’ambiente e per far vivere meglio noi cittadini».

I dubbi del Movimento 5 Stelle Faenza

Scarsa informazione ai cittadini e dubbi, non tanto sull’operazione in sé, quanto sulle modalità. Sono queste le domande poste dal Movimento 5 Stelle di Faenza. «Abbiamo presentato una interpellanza all’amministrazione lo scorso 24 giugno – scrivono i pentastellati in un loro comunicato – Nonostante in queste ultime ora l’amministrazione abbia, attraverso i giornali, illustrato in parte i motivi degli interventi, gli interrogativi sono tanti. Perchè non c’è stata una informativa adeguata, prima di tutto rivolta agli abitanti delle zone interessate? L’amministrazione fa ampio ricorso alla comunicazione “preventiva”, anche per progetti importanti (magari poi non realizzati): perchè non ricorrervi anche in questo caso?».

«Ancora: perchè un intervento così esteso? – è il secondo quesito dei 5 Stelle – Le piante sono malate o a fine vita; tutte? Com’è stato accertato? Sono a rischio per eventi eccezionali, per esempio in caso di neve, perchè non reggono i carichi? Strano, i pini, che sono quelli che hanno registrato più cadute e che danneggiano maggiormente il fondo stradale e i marciapiedi, non sono interessati dai tagli di questi giorni, unici rari superstiti tra file di tristi ceppi».

«Ancora più desolante è il momento in cui è stato fatto il taglio degli alberi: inizio estate. Non era possibile intervenire 1/2 mesi più tardi? Non era possibile scaglionare gli abbattimenti, intervenendo, per esempio, su un solo lato delle strade e non su entrambi contemporaneamente? E da ultimo: quando e come si prevede di mettere in sito i nuovi alberi? Cosa ci salverà da ulteriori interventi così invasivi? La manutenzione ordinaria?».

M5S: “Necessario un regolamento e un piano del Verde”

«Questo intervento – conclude la nota – avrà senz’altro finalità condivisibili, ma, come al solito, le modalità di attuazione sono deludenti. Di certo anche questi episodi pongono l’accento sulla gravità di una mancanza cronica per il Comune di Faenza (ed ora anche per l’Unione dei comuni della Romagna faentina), già da noi segnalata in diverse occasioni: quella di un regolamento e di un piano del Verde Urbano.Un regolamento, ormai presente nella maggioranza dei comuni italiani anche a noi limitrofi, che si ponga come obiettivo quello di costituire uno strumento atto alla disciplina e alla regolamentazione del verde, sia esso pubblico o privato, relativamente a tutto il territorio comunale». Anche il consigliere comunale Tiziano Cericola ha presentato un’interpellanza in consiglio comunale.

Servizi Giardini: “Necessario l’intervento su tutto il viale, le potature non avrebbero risolto il problema, anzi”

Carie da Ganoderma (fungo).

La sicurezza impone, secondo l’amministrazione comunale, che si agisca ora e solo in seguito saranno piantati dei cerri sostitutivi in via Vittorio Veneto. Di seguito alcune considerazioni direttamente dai tecnici del Servizio Giardini, che dichiarano come fosse necessario sostituire l’intero impianto: «Un viale, per quanto costituito da diversi individui rappresenta un elemento unitario dal punto di vista compositivo, estetico, funzionale e biologico. Quando questa unitarietà viene a mancare per la perdita di un numero elevato di individui del viale, ogni funzione dell’impianto stesso viene inevitabilmente a cadere».

«E’ stata dunque necessaria una sostituzione integrale – afferma Marco Valtieri del Settore Giardini – visto che gran parte degli alberi presenti in via Vittorio Veneto era attaccata da questo fungo e una sostituzione puntuale non avrebbe affatto risolto il problema». «Le più recenti acquisizioni in materia di arboricoltura urbana – proseguono i tecnici – sconsigliano nel modo più assoluto il reintegro puntuale delle fallanze createsi nel tempo in quanto tale sostituzione non permette ai nuovi alberi di crescere e affrancarsi adeguatamente, lasciandoli al contempo esposti a eventuali infezioni data la generalizzata presenza di patologie, causa della perdita degli esemplari precedenti. Quando la presenza di fallanze risulta inequivocabilmente legata alla progressione di patologie degenerative di carattere epidemico (come ad esempio i funghi appartenenti ai generi Ustulina, Ganoderma, Perenniporia, Polyporus, presenti su Viale Vittorio Veneto) l’eliminazione dell’intero impianto assume anche carattere di prevenzione».

I primi sintomi della malattia – invisibile all’esterno – erano stati riscontrati già una decina di anni fa, e si è sempre cercato in questi anni di monitorarla con interventi il meno invasivi possibile. Nel 2017 il nuovo studio non ha dato inversioni di tendenza. «Le potature non avrebbero risolto il problema – precisa Valtieri -anzi, avrebbero accelerato il processo della malattia. Diversi tipi di manutenzione sono stati fatti, ma purtroppo negli ultimi anni si sono venute a creare diverse situazioni a rischio a causa del mutare dei fenomeni atmosferici, con alcuni alberi caduti che ci hanno spinto a prendere questa decisione certamente d’impatto ma che era l’unica soluzione per avere un nuovo via sano».

Perché il cerro in via Vittorio Veneto?

Alcuni esemplari di Cerro, che sostituiranno gli alberi di via Vittorio Veneto. Foto: Niccolò Bosi.

Perché si è scelto il cerro come pianta sostitutiva per il viale? «E’ un tipo di albero che riesce a resistere ai batteri presenti – conclude Valtieri – e sono stati fatti anche test specifici a riguardo. E’ inoltre una pianta molto veloce a crescere, senza particolari problemi parassitari, e con una buona longevità. Si tratta infine di una pianta presente nel territorio faentino e che comunque garantirà la monumentalità del viale».

a cura di Samuele Marchi

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