Nel 2018 salgono a 56 le startup in provincia di Ravenna (ma crescono meno che in E-R)

L’innovazione passa anche dalla Romagna, anche se gli startupper ravennati  appaiono più ‘timidi’ rispetto a quelli emiliani: a chiusura del 2018 in provincia di Ravenna le startup sono in tutto 56, e sono aumentate del +3,7% rispetto al 2017 (e +1,8% rispetto alla stessa data di due anni prima). Numeri positivi, anche se il confronto con i tassi di crescita regionali e nazionali evidenziano una minor propensione all’innovazione del nostro territorio: in Emilia-Romagna e in Italia nel 2018 le startup sono aumentate, rispettivamente, del +6% e del +16,3%.

Faenza è sede di 13 startup

Le startup con sede in provincia di Ravenna sono risultate 56 e rappresentano il 6,2% del totale regionale e quasi lo 0,6% di quello nazionale. Delle 56 startup ravennate iscritte al Registro, 13 hanno sede a Faenza, a cui se ne aggiunge una a Brisighella. L’ultima arrivata, in ordine di tempo, è Cad2Shop Srl, società costituitasi il 13 dicembre scorso che si occupa di ideazione, progettazione e realizzazione di una nuova tecnologia per ricoprimento dei rulli trasportatori.

Per quanto riguarda l’attività svolta, la maggior parte opera, come a livello nazionale, nel settore dei Servizi, pari a tre quarti del totale provinciale (quasi il 76%). Inoltre, il 18,5% delle imprese innovative ravennati è depositaria o licenziataria di alcune tipologie di privativa industriale (brevetti) oppure titolare di software registrato e il 22,2% è ad alto contenuto tecnologico, cioè sviluppa e commercializza esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.

Guardando alla composizione della compagine sociale, quasi il 13% sono imprese a prevalenza femminile, ossia startup in cui le quote di possesso e le cariche amministrative sono detenute in maggioranza da donne e circa l’11% sono invece a prevalenza giovanile (quote e cariche in maggioranza ad under 35); quasi il 6% sono imprese a titolarità straniera.

Startup innovativa: i requisiti per l’iscrizione al Registro nazionale

Ma cosa si intende per startup innovativa? Si definisce tale una società di capitale, costituita anche in forma cooperativa, che risponde a determinati requisiti e ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. La definizione di nuova impresa innovativa, ovvero la “startup innovativa”, è stata infatti introdotta da apposita normativa: per questa tipologia di impresa è stato predisposto un quadro di riferimento a livello nazionale che interviene su varie materie, come la semplificazione amministrativa, il mercato del lavoro, le agevolazioni fiscali, ecc…, affinché il nostro Paese diventi più veloce e dinamico, capace di puntare sulle sue energie migliori e quindi favorire la creazione e lo sviluppo di un contesto più favorevole all’innovazione. E ciò significa anche favorire la crescita economica e occupazionale, in particolare quella giovanile.

Nel Registro Imprese è prevista una sezione speciale per le startup ed è stata realizzata anche una piattaforma istituzionale, all’indirizzo startup.registroimprese.it: una vetrina nazionale on line, che oltre a fornire dati ed elenchi aggiornati, è a disposizione di startup e Pmi innovative che vogliono farsi conoscere da investitori, sia italiani che internazionali. Un servizio aggiuntivo di qualità per consentire al sistema dell’imprenditorialità innovativa di crescere e farsi conoscere, perchè alimentare la “fabbrica” delle idee creative è indispensabile per accelerare il processo di modernizzazione del nostro Paese.

Emilia-Romagna 3^ regione in Italia per startup

Complessivamente in Italia le startup iscritte al 31 dicembre 2018 nella sezione speciale del Registro Imprese Nazionale ammontano a 9.758 e in Emilia-Romagna sono 903, la terza regione, dopo Lombardia e Lazio, in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative. Milano si colloca in cima alla classifica italiana, con il 17,3% delle startup del Paese; Bologna, con il 3,2%, è quinta nella classifica nazionale, ma è prima in regione per numero di startup, con una incidenza quasi del 35% e con un aumento del +18% rispetto all’anno prima. Seguono Modena e Rimini, ma ben distanziate, con una incidenza, sul totale della regione, rispettivamente pari a 15,1% e 12,3%.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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