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Sonia Formica: l’arte della fotografia per catturare emozioni e sentimenti

Molti forse non sanno – o semplicemente sottovalutano – che la nostra regione, e anche la Romagna in sè, costituiscono vere e proprie fucine di talenti più o meno nascosti: basta solo “farli uscire allo scoperto” per apprezzare a 360° la loro bravura, soprattutto in settori come l’arte, la moda, la tecnologia e fotografia, tanto per citarne alcuni. E proprio di fotografia oggi vogliamo parlare. Perchè la fotografia è arte in ogni sua forma, e qui a Faenza ci sono tanti fotografi che con passione e talento immortalano soggetti, emozioni e situazioni di vario genere: tra questi Sonia Formica.

Una ricerca artistica sul rapporto tra fotografia e memoria

Nata a Castel San Pietro, classe 1984, Sonia vanta un ricco curriculum vitae: partendo dall’Istituto d’Arte per la Ceramica di Faenza (dove si diploma nel 2004), prosegue poi – guidata dal suo spiccato interesse per la moda – gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove consegue la laurea triennale nel 2010 in Pittura, mentre nel 2013 si diploma con lode al biennio in fotografia; successivamente, nel 2015 fonda a Faenza un network creativo denominato Studioblò, dove solitamente svolge le sue Photosessions (sia in modalità analogica tradizionale che in digitale, ndr.), dai temi e dai “sapori” colorati, vintage e d’impatto fortemente emotivo. Ed è proprio sulle emozioni che si focalizzano maggiormente il lavoro e la ricerca artistica di questa giovane fotografa: specialmente la sua indagine è basata sul rapporto tra la fotografia e la memoria, che costituiscono riaspettivamente un mezzo e un linguaggio usati per riportarci a quelli che sono i nostri ricordi più intimi ed emozionanti, rievocandoli. Così facendo, l’arte della fotografia si evolve e diventa uno strumento fondamentale per la conservazione della memoria stessa.

Gli scatti intimi de La camera degli amanti

E visto che la memoria non è altro che un “contenitore “ di emozioni, in ogni suo lavoro Sonia riesce sempre a cogliere i vari soggetti nelle loro sensazioni più nascoste: un esempio di questo lavoro è “La camera degli amanti”: «è il frutto di un progetto di cui vado molto fiera: con “La camera degli amanti” ho coinvolto alcune coppie di amici o conoscenti, e le ho invitate nel mio studio, ritraendoli (io non ero presente nel loro stesso spazio ma ho programmato gli scatti “da lontano”, specifica poi, ndr) nei loro momenti di passione e più intimi, illuminati solamente dalla luce di una candela», dichiara Sonia, che aggiunge «in fase espositiva poi le candele illuminano anche le stampe stesse delle immagini, racchiuse in piccole scatole di vetro, per ricreare e fare rivivere ai soggetti coinvolti e ai visitatori la medesima atmosfera del momento originale».

Sonia Formica al Festival della Fotografia europea di Reggio Emilia

Utopia e leggerezza, Sonia Formica.

Tra gli altri progetti, la fotografa imolese esporrà alcuni suoi ritratti anche a Reggio Emilia in occasione del Festival di Fotografia europea (dove partecipa per la quinta volta, l’ultima nell’edizione 2016, dove ha appunto esposto “La camera degli amanti”, ndr) a partire dal 20 aprile 2018, dove inaugurerà un’esposizione risultato di un lungo percorso introspettivo e di riflessione personale, che affronta il concetto di leggerezza come utopia: «sentirsi realizzati nel mondo di oggi è spesso un’utopia: i pensieri sovrastano il nostro autentico essere impedendoci di sentirci “leggeri”; quello che ho voluto fare è stata una serie di ritratti e autoritratti che attraverso le immagini raccontano i nostri stati d’animo durante questo percorso di risalita e ricerca di noi stessi, con leggerezza – che però non vuole dire superficialità», afferma sempre Sonia Formica.

E, parlando di leggerezza, non dimentichiamo di ricordare – oltre ai numerosi corsi di fotografia, make up e altro che Studioblò organizza – ci sono stati anche i workshop in programma in occasione del festival “Vintage per un giorno” a Lugo. Per quanto riguarda i progetti in cantiere, Sonia Formica ci annuncia che assieme al fotografo Francesco Bondi (che collabora presso il teatro “Alla Scala” di Milano) sta preparando a Faenza un workshop sulla fotografia surreale previsto per il prossimo maggio.

Annalaura Matatia

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