Da scarto a risorsa: esempi virtuosi dall’incontro di Sara Cirone Gruoup sul bene comune

Testimonianze concrete di come lo scarto, da rifiuto, possa diventare risorsa e bene di valore, attraverso un cambio di mentalità in grado di vincere le sfide contemporanee. Di questo si è discusso il 20 novembre 2019 a Imola durante il nuovo incontro sul bene comune promosso da Sara Cirone Group dal titolo: “Dal capitalismo al consumismo: la cultura dello scarto”. L’evento fa parte del ciclo di incontri in avvicinamento all’appuntamento “The economy of Francesco” ad Assisi il 26-28 marzo 2020 e propone momenti di confronto tra il mondo delle istituzioni, delle imprese ed enti non-profit, guidati dagli spunti proposti dall’enciclica Laudato Si’ di papa Francesco. Ospiti di questo appuntamento sono stati, oltre a Sara Cirone, Alessandro Curti, presidente di Curti Costruzioni, Stefano Dalmonte, presidente della Fondazione Banco Alimentare dell’Emilia-Romagna e la consigliera regionale Manuela Rontini. A moderare l’incontro, il giornalista Giovanni Bucchi.

Alessandro Curti: “Dobbiamo tutti andare nella stessa direzione”

Dopo la lettura del Cantico delle Creature, Sara Cirone ha ribadito l’importanza della Laudato Si’, «un’enciclica molto concreta che ha illuminato tantissime persone nella scelta di un nuovo tipo di economia». La necessità di un cambio di passo in questo settore viene sottolineata anche da Alessandro Curti: «In questa fase storica – spiega – tutte le componenti sociali, dalle istituzioni alle banche fino alle scuole, devono andare nella stessa direzione. Quello che noi imprese abbiamo il compito di fare è di crescere, tutelando l’ambiente e le persone che lavorano nella nostra azienda». Curti ha poi ribadito la difficoltà delle aziende, oggi, di trovare personale specializzato e la necessità di creare processi realmente virtuosi di economia circolare che non vengano delocalizzati all’estero. «Per avviare progetti di sostenibilità ci vogliono investimenti – conclude Curti – senza di questi, si rimane nel campo dell’astratto».

Il Banco Alimentare: dare dignità a ciò che viene considerato scarto

La cultura dello scarto e del dono non sono invece rimasti astrazione nel progetto del Banco Alimentare. «Questa realtà a favore dei poveri nasce trent’anni fa da un incontro – spiega Dalmonte – quello tra il cavalier Fossati, fondatore di Star, e un grande educatore come don Giussani. Il cavalier Fossati voleva trovare una soluzione al fatto che parte della produzione dovesse essere scartato per motivi di packaging, e don Giussani capisce che il desiderio di questo grande imprenditore non era solo una necessità di smaltimento di scarti, ma la risposta a un bisogno. Uniscono così le forze per far sì che quello che sarebbe stato scartato diventi risorsa. Ridando dignità allo scarto, veniva data dignità anche a coloro che di quello scarto potevano essere consumatori».

Il ruolo della Regione Emilia-Romagna

«La sfida ambientale riguarda tutti, ma i costi non devono ricadere su persone più fragili – ha affermato nel suo intervento Manuela Rontini – da qui nasce il percorso che la Regione ha fatto sull’economia circolare e ci siamo dati obiettivi concreti sia in termini di riduzione della produzione dei rifiuti, sia obiettivi che riguardano la raccolta differenziata». «Incontri come questo in cui dialogano imprese, non-profit e istituzioni – conclude Rontini – sono importanti per promuovere un pensiero lungo su questi temi, senza dare risposte facili a una realtà molto complessa».

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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