Rita Babini (Ancarani Vini): “La prossima amministrazione dovrà favorire la sostenibilità”

Continuano le nostre interviste agli esperti di diversi settori per porre temi e proposte al centro del dibattito in vista delle elezioni amministrative. Oggi ci siamo dedicati al settore primario e in particolare a chi si occupa di uno dei tratti caratteristici del nostro territorio: il vino. Per questo abbiamo intervistato Rita Babini di Ancarani Vini. 

Intervista a Rita Babini di Ancarani Vini

Quali sono le specificità del nostro territorio dal punto di vista di un vignaiolo?

La bellezza e la generosità della Romagna sono una grande risorsa per chi ha la fortuna di viverci e lavorarci e Faenza ne è una magnifica interprete. Il territorio faentino si dive in due fasce, pianura e collina, entrambe con un’altissima vocazione agricola, seppur con specificità diverse: se la coltivazione di pianura spesso si misura con rese sempre più alte per ettaro, la collina è un territorio ideale per la coltivazione di qualità, fra cui l’uva destinata a diventare vino. Certo, a differenza della pianura le rese sono inferiori ed il costo superiore ma se riuscissimo ad ottenere il “giusto valore” per il prodotto finale, potremmo dire di essere fortunati a coltivare nel faentino. Purtroppo, il condizionale è d’obbligo, perché la realtà è ancora distante.

Da diversi anni ormai la figura del produttore di vino si è dovuta reinventare, organizzando numerosi eventi per farsi conoscere in maniera più diffusa. Avete ricevuto il supporto delle istituzioni?

La percezione che le persone avevano dei contadini è radicalmente cambiata negli ultimi vent’anni: siamo passati dall’essere semplici produttori di beni alimentari al diventare ambasciatori del territorio. Gli investimenti promozionali sono aumentati di pari passo con l’esigenza di volersi raccontare ad un pubblico sempre più vasto, accorciando la distanza tra produttore e consumatore.  Ad oggi, per quanto riguarda la nostra azienda, abbiamo attinto quasi unicamente a risorse aziendali.

Nel nostro territorio è presente anche l’università di Bologna con il Polo di Tebano. Qual è il rapporto tra questa istituzione e i produttori?

Il polo di Tebano svolge un ruolo molto importante di formazione e ricerca per il settore vitivinicolo. Gli studenti che escono dalla facoltà di Viticultura ed Enologia a Tebano spesso sono ben preparati teoricamente e diventano una preziosa risorsa per le aziende agricole della zona e non solo. Inoltre, molte aziende si avvalgono di una collaborazione col Polo per le sperimentazioni in campo. A dir la verità, negli ultimi tempi si è visto un depotenziamento delle risorse, ma confidiamo siano reintegrate al più presto.

“Importante l’attenzione del Comune al km zero. Ora ci aspettiamo meno burocrazia”

Il vino è uno degli elementi distintivi della nostra comunità. Voi in quanto vignaioli in che modo vi sentite legati alla vostra terra d’appartenenza? Pensate che attorno a voi produttori ci sia la giusta attenzione da parte dei singoli cittadini e delle istituzioni?

Per noi il legame con la terra è indissolubile e identitario. Preservare la biodiversità e cercare di avere il minor impatto ambientale possibile non sono scelte ma necessità per mantenere l’equilibrio originario dell’ecosistema. La bottiglia che ne consegue è un riassunto di tutto questo. Essendo Vignaioli Indipendenti (una Federazione che raggruppa viticoltori che rispettano determinati requisiti, ndr) abbiamo scelto di non acquistare né uva, né vino e di produrre nel rispetto dell’annata, del terreno e della nostra visione produttiva che impone attenzione e pazienza. Il consumatore finale è sempre più attento, preparato e curioso e spesso la degustazione diventa un confronto da cui entrambe le parti escono arricchite. Ci è molto piaciuta la recente iniziativa del Comune di avvalersi delle aziende agricole della zona per incentivare il consumo a Km zero, confidiamo che sia la prima di molte altre che si attivano in questa direzione.

Cosa dovrebbe fare la futura amministrazione a favore dell’agricoltura?

In tempi di Coronavirus la diplomazia abbandona la scena ed entrano in gioco rapidità e concretezza. Se c’è qualcosa che ci ha insegnato questo periodo è che l’agricoltura non si può fermare e che il nostro è un lavoro di professionisti di cui ogni cittadino si avvale più volte al giorno, ogni volta che mangia. A fronte di questa premessa auspico che la futura amministrazione si impegni rapidamente a facilitare il lavoro di questi professionisti, alleggerendo le inutili trafile burocratiche che spesso rasentano il sadismo e dirottano energie e denaro, sia pubblico che privato, verso apparati-parassiti. Le risorse, anziché perdersi nel sistema, dovrebbero arrivare in mano a chi si impegna nella produzione, ossia alle aziende agricole. Bisogna ricordarsi che siamo il settore primario e non un benefit e che i mezzi e le esigenze dell’industria agroalimentare sono diverse da quelle dei piccoli agricoltori. Col vino forse siamo più fortunati, ma pensiamo ad una carota, ad una pesca o ad un caco: quanto valore viene attribuito alla qualità e non solo alla quantità, quanto valore viene dato al rispetto del terreno su cui è stato prodotto ed infine quanto valore è dato a chi lavora per ottenere quel prodotto, indistintamente che sia titolare o dipendente? Confido che la futura amministrazione si faccia garante dello sviluppo dell’agricoltura nel faentino con un orientamento prima di tutto al “giusto valore” di ciò che viene prodotto e di chi lo produce, senza mettere in primo piano solo la quantità. In poche parole, che si faccia garante e promotrice di una sostenibilità culturale, agricola e ambientale: è l’unica strada che può dare un futuro a tutti, non solo a chi coltiva la terra.

Matteo Nati

 

Matteo Nati

Nato a Faenza nel 1993, sono laureato in Italianistica e Scienze linguistiche all’Università di Bologna. Ho insegnato per un anno all’Istituto Alberghiero di Riolo Terme ma continuo a non sapermi orientare in una cucina. Appassionato di pallacanestro, politica e storia inglese, datemi una serie tv con dialoghi ben scritti e sarò completamente vostro.

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