Riorganizzazione Ausl Romagna: le reazioni dei partiti dopo l’incontro con Tonini

Nella serata del 24 maggio 2018 si è tenuto l’incontro tra Marcello Tonini, direttore generale dell’Ausl Romagna con l’Unione dei Comuni della Romagna Faentina e con il consiglio comunale di Faenza. Una riorganizzazione che riguarda un territorio di 100mila cittadini (da Ravenna fino a Marradi) che se da un lato è necessaria, dall’altro presenta diverse criticità. Su tutti la mancanza, ancora, di una piena sinergia tra gli ospedali di Faenza-Lugo, i ritardi nella realizzazione del nuovo Pronto Soccorso e della Casa della Salute di Faenza, i lunghi tempi di attesa. Ancora più critiche le forze d’opposizione, che non vedono in questa riorganizzazione null’altro se non tagli e deficit di servizi.

Pd: condivisione del progetto, ma diverse criticità vanno superate

«Noi condividiamo e sosteniamo questo progetto – ha sostenuto Niccolò Bosi, capogruppo Pd, nel corso della serata – così come riconosciamo i progressi fatti per la sua effettiva attuazione, ma chiediamo di procedere con solerzia circa alcune criticità che in questo intervento e in quelli che faranno i miei colleghi vogliamo evidenziare».

Tra le criticità sottolineate: il fatto che non si è ancora giunti alla effettiva realizzazione di un’unica organizzazione sanitaria per il presidio Faenza-Lugo che a tutti i livelli e nei vari ambiti viene ritenuta essenziale; la carenza di personale per tutto l’ambito della Provincia di Ravenna; i ritardi nella realizzazione del nuovo pronto soccorso di Faenza e della Casa della Salute; la carenza di trasporti e infrastrutture nel caso si debba essere trasferiti in un’altra sede.

«Noi, consiglieri comunali – conclude Bosi nel suo intervento – siamo prima di tutto rappresentanti dei cittadini, delle loro istanze ed esigenze, dei loro umori e dei loro problemi e non possiamo e non dobbiamo mai venire meno a questo rapporto fiduciario. Il nostro orizzonte sono servizi di prossimità efficienti e specializzati, rispondenti alle esigenze delle nostre popolazioni. Per noi quindi quanto evidenziamo è inderogabile al fine di dare un parere positivo all’operato della direzione generale circa l’attuazione del progetto di riorganizzazione.

Insieme per Cambiare: non ci devono essere cittadini di serie B nel territorio

Il consigliere comunale Massimiliano Penazzi di IxC è intervenuto in assemblea per ricordare che il territorio di Faenza raggiunge i 100mila utenti e la priorità deve essere il loro bene e quello del personale che opera nelle strutture dell’Ausl. «Ancora oggi, nonostante vari interventi e una valutazione sommaria positiva – scrive Insieme per Cambiare in una sua nota – il Progetto 0-100 non si riesce ad attivare sui distretti in quanto risulta senza budget, mentre il PRIA3 è totalmente disatteso nell’area faentina e per una diagnosi di autismo servono fra i 6 e gli 8 mesi di attesa».

«Ultimo punto, ma non ultimo – prosegue la nota – le liste d’attesa e l’integrazione fra i servizi sociali e sanitari. L’Ausl della Romagna deve superare gli steccati del campanilismo per dare le stesse condizioni di servizio sulla salute a tutti i cittadini romagnoli. Il direttore generale ha dato rassicurazioni sul mantenimento dell’ospedale faentino senza depotenziare i reparti, anzi cercando (con non poche difficoltà) personale specializzato adeguto tramite concorso. Insieme per Cambiare, come sottolinea anche l’altro consigliere di IxC, Paolo Cavina, è sempre vigile e lo sarà anche in futuro».

Movimento 5 Stelle: nessuna misura per migliorare la qualità dei servizi

Attuato, come priorità, il taglio dei posti letto dell’ospedale di Faenza da 275 a 247. L’assunzione di 25 persone è ritenuta dalla direzione sanitaria  soddisfacente per colmare le difficoltà di organico sui tre ospedali Ravenna-Faenza-Lugo, a fronte di 623 nuovi assunti negli ultimi tre anni dall’Ausl Romagna (Ravenna-Forlì-Cesena-Rimini). «Non ci sono, invece – scrivono i pentastellati – misure per migliorare la qualità dei servizi ai cittadini e per sopperire ai tagli delle prestazioni effettuati nel  presidio ospedaliero. Gli interventi a piano non sono stati completati e  si brancola nel buio assoluto con le stesse problematiche di due anni fa».

«Innanzitutto la Casa della salute – prosegue la nota – che non riesce a svilupparsi come  preventivato, anzi, non si qualifica neppure come Casa della salute, dal  momento che non c’è la presenza dei medici di base e l’ospedale di Comunità richiesto dal sindaco non vedrà la luce. Ricordiamo che a fronte di questo piano di riordino non vi è stato nessun studio di fattibilità e neppure la consultazione del territorio per conoscere le vere esigenze e le priorità dei cittadini; un progetto calato dall’alto, intera responsabilità di una classe politica che ha fatto leggi capestro (decreto Balduzzi) e congegnato interventi  sconsiderati, come la creazione della più estesa Ausl del territorio nazionale».

«A sette anni dalla presentazione del progetto Casa Della Salute a Faenza, è ora il caso di rivalutare quel progetto – affermano i 5Stelle – considerando ciò che serve effettivamente per migliorare qualità della vita dei cittadini. Per il reparto di Ostetricia-Ginecologia e Pediatria, ci chiediamo come può migliorare, se vengono applicati solo tagli ai servizi e alle  prestazioni, fino a rischiare di non garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea)».

«Anche i tempi di attesa per visite ed esami sul nostro territorio non rispettano i tempi imposti dalla legge – conclude la nota – Il mancato completamento delle azioni migliorative stanno causando un dispendio di risorse infinito e notevoli disservizi. Ci auguriamo che le nostre critiche e considerazioni siano ascoltate, nonostante l’atteggiamento d’imposizione e la convinzione di adeguatezza che emana la dirigenza».

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