Riccardo Bacchini, primo faentino a saltare i 2m nell’alto: ecco perché scegliere di diventare atleta

La realtà dell’Atletica 85 Faenza Bcc è composta da oltre 200 atleti che vanno dai 4 ai 30 anni. A questi si aggiungono numerosi adulti tesserati nella categoria Master. Una società in crescita che, oltre a importanti risultati sportivi – gli ultimi al recente meeting di Macerata di inizio settembre – ha visto consolidarsi il proprio gruppo. E tra gli atleti del gruppo c’è Riccardo Bacchini, classe 1998, primo faentino ad aver saltato 2 metri nella specialità del salto in alto. Lo abbiamo intervistato per scoprire qualcosa in più sul mondo dell’atletica, uno sport affascinante ma poco conosciuto. Quali sono le caratteristiche per diventare un buon atleta? Perché un ragazzo dovrebbe avvicinarsi a questo sport? Lo abbiamo chiesto a lui.

Intervista a Riccardo Bacchini, primo faentino a saltare 2 m nell’alto

Riccardo, parlaci un po’ di te.

Ho conseguito quest’anno la maturità scientifica a Faenza e oltre all’atletica frequento anche la Scuola di musica Sarti, suono il pianoforte. Ho da poco concluso un corso per allenatori di quattro mesi, frequentando le serali alla Graziola, grazie a cui ho ottenuto l’abilitazione come allenatore giovanile per l’atletica. Sono iscritto a ingegneria biomedica, ma sto aspettando i risultati del test di ammissione a Medicina.

Da quanti anni pratichi salto in alto all’Atletica 85? Qual è stato il tuo percorso fino ad oggi?

Mi sono avvicinato al mondo dell’atletica solo qualche anno fa, ero in seconda superiore. Dopo una parentesi nel basket mi sono avvicinato all’atletica e quando ho scoperto la specialità del salto in alto,non l’ho più abbandonata. Ogni anno concorro in varie gare, indicativamente dalle sei alle dieci. Ho partecipato a due campionati italiani: la prima volta ho superato le qualificazione e mi sono classificato dodicesimo a Bressanone. Poi al campionato di Firenze sono arrivato tredicesimo e non sono potuto accedere alle qualificazioni. Sono arrivato terzo due anni fa alle regionali a Reggio Emilia e vinto quattro medaglie in varie gare regionali e provinciali.

Qual è il tuo rapporto con l’Atletica 85? Ti ha aiutato nella tua crescita da atleta?

Un ottimo rapporto. Ho cominciato molto grande a praticare questa specialità, ma ho iniziato comunque allenandomi con i più piccoli e già li avevo visto come la società si impegnasse ad impostare l’attività dei più giovani, creando un gruppo compatto di atleti agonisti. Io ho iniziato come velocista ma poi mi sono subito buttato nel salto in alto. La società mi ha sempre seguito, portato alle gare e dato preziosi consigli. Oltre agli allenamenti programmati, mi allenavo anche da solo andando al campo prima degli allenamenti e in questo sono sempre stati molto disponibili ad assecondare le mie esigenze da atleta. Da 2-3 anni sono seguito da Giancarlo Lama: con lui abbiamo creato una nicchia di saltatori e non ci alleniamo spesso con gli altri, seguiamo i ragazzi cadetti. Indicativamente mi alleno quattro volte alla settimana, ma nei periodo invernali anche sei volte a settimana. Gli allenamenti variano: quando facciamo tecnica mi alleno due ore e mezza, nel potenziamento arrivo al massimo a due ore, mentre quando faccio allenamenti misti intorno a un’ora e mezzo.

Cosa pensa Riccardo Bacchini nel momento precedente al salto?

Io sono molto nervoso di natura e prima di saltare ho i muscoli tesi. Per questo, prima di saltare rilasso le spalle completamente. Svuoto la testa e mi concentro ma non vado a pensare come farò il salto perché: salto istintivamente per evitare di perdere l’attenzione e rischiare di saltare male.

Perché secondo te una ragazza/o dovrebbe scegliere di fare atletica? Tu lo suggeriresti?

Assolutamente! Io ho cercato di coinvolgere tutti i miei amici, cercando di convincerli a venire a provare. Il problema intorno a questo sport nasce forse dallo stereotipo che ruota intorno all’atletica come di uno sport in cui si corre e basta, ma non è così. E’ uno sport completo in cui si può unire l’attività di potenziamento muscolare ad altre attività salutari per mente e corpo. Uno sport dove fare nuove amicizia invece di stare in palestra ad alzare pesi da solo. Inoltre è uno sport in cui puoi iniziare anche tardi e avere buoni risultati, in cui è facile fare gruppo anche quando si compete da singoli.

Secondo te quali caratteristiche bisogna coltivare per essere un buon atleta?

Credo sia importante essere organizzati anche al di fuori dello sport, nella vita di tutti i giorni, altrimenti l’allenamento rischia di diventare un peso anziché liberazione e divertimento. Poi sicuramente ci vuole costanza e seguire le tecniche che vengono insegnate, evitando di essere troppo impulsivi per non rischiare infortuni. Come in tutte le cose, bisogna impegnarsi con criterio per raggiungere i risultati.

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