Consiglio comunale: respinta la revoca della presidente Campodoni, M5S: “Richiesta legittima”

Respinta la richiesta di revoca della carica di presidente del consiglio comunale Maria Chiara Campodoni. Le opposizioni faentine (Lega Nord, Movimento 5 Stelle, L’Altra Faenza e Rinnovare Faenza) hanno infatti richiesto con un documento congiunto al consiglio comunale di venerdì 27 aprile 2018 la revoca della Campodoni, un’operazione che aveva come secondo fine anche quello di testare la compattezza della maggioranza dopo il voto nazionale del 4 marzo. Pd, Insieme per Cambiare, Mdp e La Tua Faenza hanno votato compatti per la conferma della Campodoni, che era stata eletta a fatica nel 13 febbraio 2017 dopo quattro ore di consiglio comunale e diverse tensioni.

M5S: “Minoranze interne inconsistenti nei fatti”

«Come detto in aula – scrivono i 5 Stelle in un loro comunicato – va specificato che quella presa non era una misura nei confronti della persona, che rispettiamo e contro la quale non abbiamo assolutamente nulla, ma nei confronti del ruolo che la stessa ricopre in aula consiliare. Ruolo che secondo tutte le forze di opposizione, che hanno legittimamente redatto e firmato una richiesta di revoca prevista dal regolamento, non è stato e non è palesemente ricoperto nella maniera adeguata. Non possedendo la necessaria autorità, risolutezza e capacità per poter gestire al meglio l’aula, per le motivazioni descritte nel documento. Una misura, quindi, dagli aspetti tecnici e politici, volta principalmente a migliorare le modalità e la qualità del lavoro del consesso consiliare. Tenendo anche conto, come aggravante, non bisogna mai dimenticarlo, della modalità di elezione dell’attuale presidente, profondamente divisiva e unica nella storia del nostro Comune, avvenuta dopo una anomala e surreale seduta di oltre quattro ore, con sette votazioni nulle e diverse sospensioni. Modalità che avrebbero dovuto spingere la presidente a lavorare ancor più in maniera impeccabile».

«Auspicavamo – prosegue la nota – che anche all’interno della maggioranza ci fossero persone che, aldilà delle appartenenze e degli interessi di partito, condividessero con noi l’opinione che l’attuale presidente non fosse in grado di svolgere al meglio il compito per il quale è stata così testardamente scelta e voluta, anche davanti all’impietoso confronto con il suo predecessore. Ma le minoranze interne, che tanto si agitano sui giornali, quando hanno la possibilità di far sentire davvero politicamente la loro voce ed esternare i propri eventuali malesseri nei consessi deputati a questo, dimostrano tutta loro inconsistenza, pochezza e incoerenza.

«Tantomeno possiamo accettare – concludono i 5 Stelle – le dichiarazioni del sindaco, che rimandiamo al mittente, che ha parlato di illegittimità del provvedimento e dell’esistenza dei presupposti per una denuncia per diffamazione. Affermazioni non veritiere e al limite del ridicolo. Tanto più che, se proprio volesse denunciare qualcuno, non dovrebbe agire nei nostri confronti o in quelli delle altre opposizioni, ma contro la segreteria generale che ha ritenuto ammissibile la richiesta di revoca e contro gli uffici, che hanno dato parere positivo con il visto di regolarità dei dirigenti responsabili dei settori legale, affari costituzionali e contabile, come si può leggere sull’albo pretorio».

 

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