Rapporto Caritas 2017: a Faenza numeri di richiesta di aiuto in leggero calo

Numeri della povertà in leggero calo per quanto riguarda le persone che si sono rivolte ai servizi Caritas del territorio faentino, anche se sono in aumento il numero di interventi di alloggio e di servizio mensa. Sono queste alcune delle prime indicazioni fornite dal Rapporto “Povertà e risorse 2017”, dossier redatto dalla Caritas che monitora le attività del Centro di Ascolto della diocesi di Faenza-Modigliana (situato in via d’Azzo Ubaldini, 5/7) e dei 23 centri di ascolto parrocchiali distribuiti in un territorio che va dalla Bassa Romagna fino a Modigliana e Marradi.

Il dossier Caritas 2017 porta come titolo La fragilità dell’essere. «È stato scelto – specificano gli operatori Caritas – pensando alle tante persone incontrate e ai loro aspetti più particolari di fragilità, che le rendono vulnerabili». Obiettivo primario del Rapporto è quello di portare all’attenzione il racconto degli ultimi, leggere attraverso questo il passato e agire per fare proposte per modificare il sistema futuro. Novità di quest’anno è stata la presentazione del dossier in collaborazione con i Servizi Sociali di Faenza. «Da questo momento di confronto pubblico – affermano dalla Caritas diocesana – auspichiamo che parta una più stretta collaborazione».

Caritas Faenza: nel 2017 sono state 1.402 persone a rivolgersi ai vari centri di ascolto

Nel 2017 le persone che si sono rivolte almeno una volta ai Centri di Ascolto della diocesi di Faenza-Modigliana sono state 1.402. Di queste 602 sono state seguite dal Centro di Ascolto diocesano (dato in diminuzione negli ultimi tre anni: nel 2015 furono 795 e l’anno successivo 723), mentre 795 dai centri di ascolto parrocchiali (l’anno precedente furono 846). «Negli ultimi tre anni – si legge nel Rapporto – il numero delle persone è in calo sia perché effettivamente alcune persone sono riuscite a tornare all’autonomia sia perché si sono rafforzate le parrocchie che seguono da vicino le famiglie del territorio”.

Se i numeri sono in leggero calo, rimane stabile la tipologia di persone che si rivolge a questi servizi. In particolare sono le donne, in gran parte straniere, che si fanno “portavoce” delle esigenze della propria famiglia. «Tendenzialmente – si scrive nel Rapporto – le donne si rivolgono alla Caritas per un aiuto in viveri e vestiti, mentre gli uomini richiedono alloggio, mensa e docce». E sono in particolare questi ultimi servizi a essere in aumento nell’ultimo anno. Una persona su tre che si rivolge ai centri di ascolto è italiana, mentre le donne sono il 57.9%.

La mancanza di lavoro si fa ancora sentire, potenziati gli interventi nelle parrocchie

A gestire il Centro di Ascolto diocesano è la Fondazione Pro Solidarietate, istituita nel 2016 ma attiva dal 1° luglio 2017, fortemente voluta dal vescovo, mons. Mario Toso, di cui presidente è il direttore della Caritas, don Marco Ferrini. Il totale dei costi economici sostenuti nel 2017 per il Centro di Ascolto è di 135mila euro, 35mila dei quali sostenuti dagli enti locali e 100mila invece a carico direttamente della diocesi di Faenza-Modigliana. In tutto sono 23 le Caritas parrocchiali coinvolte: dieci nel comune di Faenza (Duomo, Paradiso, Cappuccini, S.Agostino. S.Maria Maddalena, S.Antonino, S.Francesco e S.Ippolito, S.Giuseppe, S.Marco, parrocchia di Errano, parrocchia di Granarolo) e nove nei comuni limitrofi (S.Maria in Alfonsine, S.Francesco d’Assisi, S. Agata sul Santerno, S.Apollinare in Russi, S. Giovanni Battista in Fusignano, S.Apollinare in Villanova di Bagnacavallo, S. Michele Arcangelo e S.Paolo Apostolo di Bagnacavallo, S.Maria Assunta di Solarolo e S.Maria in Felisio, Madonna del Monticino in Brisighella, Carità interparrocchiale di Marradi, S.Michele Arcangelo in Tredozio, e S.Stefano Papa a Modigliana). Principalmente vi si rivolgono famiglie monoreddito che hanno bisogno di un sostegno alimentare. «Sono persone che vivono in maniera sobria – si legge nel Rapporto – ma il primo imprevisto le mette a dura prova: basti pensare al pagamento di una bolletta del gas relativa ai mesi invernali». Il punto lavoro è ancora fondamentale: il 30% di queste persone dichiara di non avere un’occupazione e il 29% certifica un lavoro precario non sufficiente a far fronte a tutte le proprie necessità.

Caritas: 42 posti disponibili per richiedenti asilo in 7 strutture

Capitolo a parte quello riguardante i richiedenti asilo sul territorio: in tutto a Faenza sono sette le strutture della Caritas – gestite dall’associazione Farsi Prossimo – per un totale di 42 posti disponibili. A queste si aggiungono le collaborazioni con una struttura a Russi (12 posti disponibili) e una a Fognano (10 posti, riservati a donne migranti).

Servizi sociali: 550mila euro per aiutare le famiglie in difficoltà

Alla presentazione del report ha presenziato anche Claudia Gatta, assessore ai Servizi Sociali, con i quali si vuole lavorare in sempre più stretta sinergia. «Nel 2017 sono state 1.500 le richieste di un aiuto esaminate dalla Commissione dei Servizi Sociali – spiega l’assessore – una volta valutate, sono stati distribuiti dall’amministrazione contributi per un totale superiore ai 550mila euro. Questi contributi vengono erogati in diversi modi, come per esempio offrendo una riduzione del costo del servizio mensa per quanto riguarda i bambini nelle scuole. Al tempo stesso è necessario comunque avviare con queste persone un percorso che porti all’autosufficienza».

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