Più raccolta differenziata in Emilia-Romagna, in calo il dato ravennate

L’Emilia-Romagna tocca un nuovo record nella raccolta differenziata. Nel 2017 la raccolta separata di carta, vetro, alluminio, umido ha rappresentato il 64,3% del totale, in aumento rispetto al 61,8% del 2016 e al 60,7% del 2015. Un livello che segna un vero e proprio balzo in avanti rispetto al dato del 2002, quando si riciclava solo il 28% dei rifiuti. Ma se la Regione ha di che essere soddisfatta, e l’obiettivo del 73% stabilito dalla legge sull’economia circolare entro il 2020 è più a portata di mano, i dati dalla provincia di Ravenna risultano meno incoraggianti.

Dati ancora negativi per la raccolta differenziata nel faentino

La provincia di Ravenna nel 2017 ha conseguito un 54,8% di raccolta differenziata, quasi 10 punti percentuali in meno della media regionale, in calo sia rispetto al 55,2% del 2016, sia rispetto al 57,1% del 2015. Questa situazione è frutto di una raccolta che vede ai primi posti alcuni Comuni della Bassa Romagna: Massa Lombarda (67,3% di raccolta differenziata), Bagnacavallo (63,5%), Fusignano (63,2%), Alfonsine (62,1%) e Lugo (61,5%), mentre la città di Ravenna si attesta al 56,2%. Fanalino di coda sono Cervia (46,7%) e i Comuni della Romagna Faentina, dove le percentuali si situano a cavallo o notevolmente al di sotto della metà del totale dei rifiuti prodotti.

Nel dettaglio, a Faenza si registra il 52% di raccolta differenziata, in aumento di 2 punti percentuali rispetto al 50% del 2016, ma in calo se confrontata con il 55,6% del 2015. Ancora insoddisfacenti risultano poi i dati di Riolo Terme (41,9%, +2,7% su base annua), Casola Valsenio (39,9%, +1,7%), Castel Bolognese (35, +1,1%), Solarolo (34,5%, +0,7%) e Brisighella (33,9%, +3,3%). Si riscontra inoltre come la produzione totale di rifiuti sia rimasta grossomodo costante fra 2017 e 2016, a indicare che ancora molto deve essere fatto dai cittadini dei sei Comuni per diminuire il proprio “impatto ambientale”: a Faenza si ha un leggero aumento da 40.253.222 a 40.266.521 kg di rifiuti; così come si registra una crescita a Riolo Terme da 3.396.932 a 3.875.221 kg e a Brisighella da 3.589.914 kg a 3.707.664 kg. In calo risulta invece la produzione a Casola da 1.597.709 kg a 1.509.319 kg; a Castello da 5.576.813 kg a 5.483.244 kg e a Solarolo da 2.668.714 kg a 2.648.844 kg.

Si sottolinea che nessun Comune della provincia di Ravenna applica la tariffazione puntuale, che si basa sul principio di pagare una tassa sui rifiuti proporzionale alla quantità prodotta, una soluzione già adottata da circa una trentina di realtà in Emilia-Romagna. Il passaggio alla tariffa puntuale avverrà in modo completo in tutti i territori quando saranno aggiudicate le nuove gare per il servizio di gestione rifiuti. Entro l’autunno prenderanno il via a Bologna, Modena e Reggio Emilia, mentre sono in corso le procedure di aggiudicazione per Piacenza, Parma, Ravenna e Cesena.

Raccolta differenziata: i Comuni ricliconi della regione

In Emilia-Romagna i Comuni con livelli di raccolta differenziata superiore all’80% si concentrano soprattutto nelle province di Parma, Reggio Emilia e Modena, anche se nel 2017 la provincia di Ferrara – passata tutta ad oggi alla tariffazione puntuale – ha visto un aumento su base annua del +7,2%. I sette Comuni invece che in regione sfondano già la soglia del 90% sono tutti localizzati nella bassa modenese (dove il gestore del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti Aimag spa): al primo posto troviamo Camposanto con il 93,3%; poi San Possidonio con il 93,1%, quindi San Felice sul Panaro (93%), Cavezzo (91,8%), Medolla (91,3%), Novi di Modena (90,9%), Concordia sulla Secchia (90,2%). Maglia nera invece per il Comune di Corte Brugnatella (PC), dove solo l’8% dei rifiuti è differenziato dai suoi 580 abitanti.

Andrea Piazza

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