La tragedia di Prometeo rivive a Officina Matteucci

La forza eterna della tragedia greca viene riletta con gli occhi della contemporaneità all’interno degli spazi di Officina Matteucci. Per la chiusura della mostra “Dalla materia rude e rozza” (a cura di Michele Argnani, con opere di Federico Bergamaschi e Giuliano Cataldo Giancotti) Officina Matteucci (corso Mazzini, 62) darà spazio domenica 7 gennaio 2018, con inizio alle ore 18.30, al mito classico, attraverso un adattamento semiscenico dal “Prometeo Incatenato”, la più ambigua tragedia di Eschilo.

“Le catene di Prometeo”: adattamento di Michele Donati

Il testo, scritto da Michele Donati dal titolo “Le catene di Prometeo”, ricalca in parte il modello greco, concentrandosi sul carattere ambivalente del protagonista, l’eroe amico degli uomini che sfidò gli dei rubando loro il fuoco, donandolo alla razza umana. Ribelle e profeta, dotato di poteri preveggenti e ladro del fuoco divino, il titano accetta la propria condanna e in essa trova l’essenza della libertà. Esattamente come il materiale protagonista della mostra, il destino di Prometeo è ferreo e violento, ma proprio da questa asperità nasce la spinta verso l’arte, che dà forma alla coscienza e alla volontà.

La tragedia del Prometeo Incatenato con gli attori dei Fatti d’Arte e la musica di Lorenzo Travaglini

A mettere in scena la vicenda di Prometeo saranno gli interpreti della compagnia Fatti d’Arte, Veronica Bassani, Ruben Impellizzeri, Alessandro Leoni , Elia Pelliconi, che daranno voce ai personaggi di Io, Efesto, Prometeo e Oceano, accompagnati dalla musica elettronica live di Lorenzo Travaglini. La lettura del testo giocherà quindi su più piani estetici, resi in maniera essenziale: voce, gestualità lineare, musica e una componente visuale data dai trucchi sul viso, che guardano alla maschera tragica quanto al contemporaneo. Quinta protagonista silenziosa, la catena di ferro forgiata da Efesto per imprigionare Prometeo: la punizione del titano è quella degli uomini che, tentando di essere liberi, si scontrano con la durezza metallica del destino.

Officina Matteucci si propone di mettere in dialogo forme artistiche diverse: dal teatro alla musica passando per le arti visive, cercando di animare in maniera poliedrica lo spazio espositivo. L’evento è in collaborazione con la cantina Re Merovingio che presenterà i suoi vini. Modalità di ingresso: 5 euro, bevuta inclusa; evento a posti limitati, gradita la prenotazione chiamando al 346 958 1945.

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