Il comune di Faenza e l’associazione Sos Donna si costituiranno parte civile al processo di Ilenia Fabbri

Non  un gesto simbolico, ma un atto di consapevolezza dell’amministrazione comunale a sostegno delle donne vittime di femminicidio. Questo il messaggio che il Comune di Faenza vuole dare mostrandosi pronto a costituirsi parte civile insieme all’associazione Sos Donna e alle avvocatesse Elena Bianconcini e Barbara Liverani al processo del delitto di Ilenia Fabbri, la 46enne faentina uccisa il 6 febbraio di quest’anno chiedendo un risarcimento per danni morali.

Dopo la fase di indagine la costituzione a parte civile

“Il comune è garante dei valori delle pari opportunità, della dignità e del quieto vivere in un ambiente in cui il soggetto si sente protetto e questo delitto lede i principi costitutivi del comune stesso oltre ad aver procurato un grave danno d’immagine alla città di Faenza”. spiega l’avv. Bianconcini. Questo ha portato alla partnership con l’associazione antiviolenza Sos donna. Tuttavia parlare di costituzione a parte civile è ancora prematuro nel senso che lo strumento processuale attuabile in quanto il processo è ancora in fase di indagine. Non appena però l’indagato diventerà imputato, sarà depositata la nomina al magistrato. “Al termine delle indagini il pm deciderà se optare per il rinvio al giudizio e in quel caso l’associazione e il comune si costituiranno parte civile. Ciò significherà essere presenti al processo, partecipare all’istruttoria e chiedere un risarcimento del danno morale”, annuncia l’avv Liverani.

A Faenza non c’è spazio per la violenza

“Anche con queste azioni dirette si mostra il sostegno dell’amministrazione comunale verso le donne vittime di violenza” spiega l’ass. alle Pari Opportunità Milena Sbarzaglia, annunciando la volontà del comune a costituirsi parte civile per il processo penale sull’omicidio di Ilenia Fabbri  insieme all’associazione anti-violenza Sos Donna. Il comune non intende quindi minimizzare la violenza ed è pronto a difendere le vittime anche in tribunale, inserendo quest’azione nell’insieme di progetti messi in campo contro la violenza di genere. ” E’ importante mandare questo messaggio: nella città di Faenza le donne non sono sole. Nella città di Faenza non c’è spazio per la violenza”.

Il ruolo di Sos Donna a Faenza

“Non avrei mai voluto partecipare a un processo come parte civile a causa di un delitto” dice Antonella Orianipresidentessa di Sos Donna, associazione di antiviolenza nata nel 1994 a seguito dei femminicidi Maurizia Panzavolta e Paola Montanari. “In un processo penale stare dalla parte della vittima ricorda che il femminicidio è un crimine contro l’umanità: mina l’autodeterminazione e la libertà. Non è mai un raptus” continua Antonella Oriani. Sos Donna non è però l’ unico presidio presente in Emilia Romagna, una regione molto attiva su questo fronte. La richiesta delle associazioni antiviolenza, e in particolare di Sos Donna, è quella di un intervento con politiche serie anche in modo significativo su chi agisce nella violenza, ma anche un intervento sulla cultura e quindi un appello anche ai mass media: normalizzare questi delitti e gli stereotipi di genere non è di certo la strada giusta per porre fine a questo tipo di violenza. Dal 1 gennaio a oggi infatti Sos Donna con “Servizio Felice”, uno strumento di sostegno attivo su tutta la Romagna faentina, conta ben 112 donne in percorso per una o più situazioni di violenza, di cui 28 già segnalate dallo scorso anno. Lo scorso 2020 il servizio ha accolto 199 donne e di queste molte sono state ospitate nelle case di emergenza messe a disposizione dall’associazione.

Letizia Di Deco

Classe 1998, vivo a Faenza. Mi sono laureata in Lettere Moderne all’Università di Bologna e qui continuo a studiare Italianistica. In attesa di tornare in classe da prof, mi piace fare domande a chi ha qualcosa di bello da raccontare su ciò che accade dentro e fuori le pareti della scuola. Ho sempre bisogno di un buon libro da leggere, di dire la mia opinione sulle cose, di un po' di tempo per una corsetta…e di un caffè

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