Il Ponte delle Grazie riaprirà il 18 maggio

Save the date: 18 maggio 2017. E’ questa la nuova data prevista della riapertura del Ponte delle Grazie di Faenza: le prove di carico dei giorni scorsi (11 marzo 2017, ndr) infatti non hanno dato risultati positivi, in quanto, nonostante il basso carico di prova, sono state riscontrate deformazioni elevate tali da non garantire sufficiente sicurezza a tutela del traffico veicolare della strada sovrastante il ponte. In pratica durante le prime fasi dei lavori si è riscontrato che, in alcuni punti, oltre il 60% della sezione originale era ammalorata. Ora i lavori procederanno per un veloce ripristino della viabilità, per interventi complessivi da 200mila euro.

Ponte delle Grazie: in alcuni punti oltre il 60% della sezione danneggiata

«E’ vero che da anni – afferma il sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi – i cittadini e i servizi giornalistici indicavano una situazione di degrado del ponte, ma il degrado che era visibile non era quello sostanziale sul quale si sta intervenendo in questo momento. Era un degrado sulla parte esteriore, sulla pancia del ponte, perché il ponte è ricoperto, non è come i ponti autostradali di cui sono ben visibili le travi. I problemi sono stati riscontrati una volta entrati nella “pancia” del ponte e si è vista la condizione delle travi».

“L’urgenza dei lavori non deve compromettere il risultato”

Il Ponte, costruito dopo la Seconda guerra mondiale negli anni Cinquanta, verrà risistemato con interventi complessivi da 200mila euro. «E’ evidente – afferma Patrizia Barchi del Servizio Infrastrutture della Romagna faentina – che le travi con una sezione resistente così ridotta non sono idonee a sostenere carichi variabili e quindi fino al completo ripristino delle sezioni resistenti il ponte non può essere dichiarato idoneo all’utilizzo. Le successive fasi dei lavori prevedono quindi il ripristino della sezione in calcestruzzo e, dopo la maturazione delle malte di ripristino, la fasciatura con tessuti in fibra di carbonio. Tali operazioni sono attualmente eseguite in regime di somma urgenza, ovvero con più turni di lavoro, al fine di ridurre al minimo i disagi alla cittadinanza, anche se risulterà sempre necessario rispettare i tempi di maturazione delle malte di ripristino e delle resine per l’incollaggio dei tessuti in fibra di carbonio. L’urgenza dei lavori – conclude Patrizia Barchi – non dovrà infatti compromettere la qualità del risultato considerando la delicatezza e la difficoltà degli interventi da eseguire».

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