A Persolino piantato un tiglio monumentale in memoria di Roberto Bucci

Piantare ogni anno cinquanta nuovi alberi destinati a diventare gli alberi monumentali del futuro. È questo l’ambizioso obiettivo del “Progetto 400”, nato grazie alla lungimiranza del Centro Interdipartimentale Cirpam dell’Università degli studi di Padova e all’impegno in prima linea dello Spin-off Universitario Pan, con l’intento di mettere a dimora in varie parti d’Italia e in tutta Europa giovani alberi da studiare, custodire e preservare per i prossimi quattro secoli, quali testimoni del tempo e della storia. Anche Faenza ha partecipato a questa iniziativa, con un tiglio che è stato piantato giovedì 19 dicembre 2019 sul colle di Persolino e che è stato dedicato alla memoria di Roberto Bucci. 

Il Progetto 400: piantare gli alberi monumentali del futuro

Pochi, ma inderogabili, i punti fermi sui quali si basa il progetto: un Ateneo di indiscutibile prestigio scientifico che possa garantirne la regia sul lungo periodo, l’individuazione di proprietà ed enti pubblici che si impegnino a tutelare i nuovi alberi e a lasciarli crescere spontaneamente, otto specie arboree da piantare in ambienti climatici diversi, il monitoraggio della pianta ogni due anni “sopra terra e sotto terra”. Da qui anche la scelta del nome del progetto: come ha spiegato il prof. Lucio Montecchio, patologo vegetale dell’Università di Padova, «un Ateneo con 800 anni di storia può impegnarsi con una certa facilità sui prossimi 400!».

Inaugurata nel marzo 2019 con la piantumazione del primo albero nel parco di Villa Revedin Bolasco, a Castelfranco Veneto, a opera del botanico francese Francis Hallé, vero e proprio monumento della botanica e ispiratore del progetto insieme al prof. Montecchio, l’iniziativa è proseguita nei mesi successivi con la messa a dimora di tigli, tassi, gingko, gelsi e ciliegi in diversi Paesi europei: dalla Polonia (nella foresta di Bialowieza) alla Croazia (nel Parco Nazionale delle Isole Bioni), fino al Regno Unito (in un parco pubblico a Londra). E domani, 19 dicembre, è stata la volta di Faenza.

Persolino: un luogo ideale per “piantare la storia”

Grazie all’interessamento dell’amministrazione comunale e, nello specifico, del Servizio Ambiente e Giardini del Comune di Faenza, il podere dell’Istituto “Persolino”, sull’omonimo colle, è stato infatti individuato come luogo ideale in cui “fare invecchiare” uno dei cinquanta nuovi alberi destinati a diventare dei patriarchi, veri e propri monumenti del futuro. 

Alla presenza delle autorità cittadine, della comunità scolastica, del presidente della Fondazione “Caldesi” e dei responsabili del “Progetto 400”, è stato messo a dimora un Tilia platyphyllos, che, con grande onore per la nostra scuola, sarà dedicato alla memoria di Roberto Bucci, la cui famiglia ha presenziato all’evento. Per i prossimi 400 anni, il tiglio, che si va ad aggiungere al novero dei futuri alberi monumentali già piantati in altre città italiane come Assisi e Torino, non verrà potato e sarà lasciato libero di crescere e periodicamente monitorato, per preservarlo nel tempo, studiarne la storia e documentarne l’evoluzione.

L’importante evento è stato inoltre preceduto, nella giornata precedente, da un convegno presso il Cinema Sarti sul tema “Alberi e giardini monumentali: parlare di alberi per parlare di uomini”, cui hanno preso parte, oltre al prof. Montecchio, esperti di fama internazionale che hanno portato la loro esperienza in merito ai diversi aspetti scientifici, gestionali e socio-culturali legati allo studio e alla salvaguardia degli alberi monumentali. Tra i relatori anche la prof.ssa Romana Selli del Persolino-Strocchi che, insieme alla proff.ssa Maria Eva Giorgioni del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università degli studi di Bologna, ha presentato alla cittadinanza il “Concorso Internazionale per le nuove varietà di Rose” organizzato dall’“IP Persolino-Strocchi” nell’ambito di una convezione con l’Ateneo bolognese, il Comune di Faenza e la Fondazione “Caldesi”.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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