Parola ai lettori: l’opinione del commercialista Nicola Cavina sulle prossime elezioni

Se a livello nazionale i partiti cercano una quadra per completare le liste di candidati, la crisi politica e le prossime elezioni impattano – con più o meno forza- sulla quotidianità degli italiani. Come giudicano i faentini quanto successo e la campagna elettorale in atto? Abbiamo chiesto ad alcuni cittadini, provenienti da ambiti professionali differenti, di condividere la loro opinione.

Intervista al commercialista Nicola Cavina

Nicola Cavina è commercialista; si occupa principalmente di dare supporto in ambito fiscale e tributario alle attività economiche del territorio.

Che giudizio dai alla crisi di governo e allo scioglimento delle camere?

La legislatura stava già volgendo al termine ma il colpo di coda voluto da questa classe politica è stato sinceramente uno shock. Con le dovute proporzioni, facendo un paragone calcistico, è come se avessimo deciso di esonerare il commissario tecnico della nazionale alla vigilia della finale di coppa del mondo e in questo momento si stesse decidendo il nome del sostituto. Chiunque sia, avrà addosso una responsabilità enorme e la speranza, da cittadino, è che la scelta ricada su qualcuno che abbia il “phisique du role” per gestire un’agenda impegnativa come quella che ci aspetta.

La crisi di governo avrà delle ripercussioni sul tuo settore lavorativo?

L’ambito fiscale è il “leitmotiv” di ogni campagna elettorale: si va dal classico taglio delle tasse alle sovvenzioni a favore di questa o quella categoria. Per esperienza, posso dire che solo una piccolissima frazione di quanto promesso vede solitamente la luce, quindi direi che non mi aspetto grosse e sostanziali ripercussioni. Lo dico con una punta di rammarico perché penso che, soprattutto nel mio ambito, l’Italia avrebbe invece bisogno di sostanziali interventi volti a modernizzarla e renderla più efficiente ed attrattiva.

Come sarà la prossima campagna elettorale? Cosa ti aspetti?

La campagna elettorale sarà per forza di cose breve e atipica sia per il periodo (non si è mai votato in autunno) che per le modalità (riduzione del numero di parlamentari). Questo non gioca a favore della sua “qualità”: in questa prima fase prevale la necessità di far quadrare i conti nei collegi elettorali e si sta parlando poco di programmi: la mia paura è che si arriverà in fondo a suon di slogan e di demonizzazione dell’avversario, più che di proposte e azioni concrete.

Un punto imprescindibile dell’agenda del prossimo governo

L’Italia ha bisogno di credibilità internazionale, coerenza nelle politiche adottate e chiarezza nelle scelte. Ha altresì bisogno di una classe politica composta da statisti che sappiano guardare alle prossime generazioni e non ai risultati dei sondaggi settimanali. Il PNRR è il banco di prova per dimostrare la nostra maturazione. Abbiamo un’occasione unica che sarebbe sacrilego lasciarsi scappare.

 

a cura di Francesco Ghini

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