Non solo Mr.Ed: lo youtuber faentino Mirco Bandini racconta una generazione

Quando Mirco Bandini, conosciuto sulla piattaforma di video online youtube con lo pseudonimo di Mr. Ed, mi accoglie all’interno del suo loft in zona Loreto, a Milano, mi sento trascinare in un’altra dimensione. L’attico si trova all’interno di una moderna palazzina bianca, un’enclave eburnea e ariosa tra i recessi della periferia, il classico centro milanese di aggregazione per giovani creativi, dove il lavoro e la vita quotidiana seguono gli stessi ritmi e quasi si incrociano tra i riflessi delle vetrate e le poltroncine pouf degli open space. Non mi sbaglio di tanto. L’ufficio di Mirco si trova proprio nello stesso stabile dove è ubicato il suo appartamento, allo stesso piano oltretutto. Il lavoro non lo abbandona neanche tra le mura di casa; infatti Mirco Bandini condivide l’appartamento con un altro ragazzo, Giuseppe, uno youtuber di cui è manager. “Uno youtuber da 80mila follower” che Mirco mi spiega non essere un numero molto elevato per gli standard delle agenzie che si occupano di gestire le star del web. Sì, perché essenzialmente Mirco ora fa questo: è un manager per youtuber. Li segue, organizza eventi, si occupa dell’aspetto commerciale tenendo i contatti con le aziende, tratta con i genitori e fa sì che gestiscano le loro pagine social in modo responsabile.

Da youtuber a manager, un percorso che Mirco Bandini inizia in seconda superiore

Tutto inizia nel 2013 quando Mirco, classe 1995, studente dell’istituto Strocchi di Faenza – indirizzo grafico -, compra un MacBook. «Ho iniziato a fare video a caso, non per diventare qualcuno. – mi spiega Mirco – Mi interessava imparare a montare i video, così ho iniziato a fare questi episodi di chat roulette, delle cazzate, video a caso. Ma lo facevo per sperimentare il montaggio, tant’è che dopo ho iniziato a crearmi dei contatti con le discoteche come videomaker. Ho lavorato un annetto a Faenza come freelance e nel frattempo avevo questo canale youtube in cui facevo video. Ma era un hobby, non un’ambizione, non mi classificavo come youtuber».

Mirco Bandini, faentino classe 1995, conosciuto sui social anche come Mr. Ed
Mirco Bandini, faentino classe 1995, conosciuto sui social anche come Mr. Ed

Negli anni successivi i follower crescono, fino a quando a maggio del 2015, a poche settimane dalla maturità, Mr.Ed viene invitato alla convention italiana indipendente dedicata al mondo di Youtube, ITAtube. Lì è stato notato dall’agenzia Thinknomore con la quale, qualche mese dopo, ha stretto un contratto di rappresentanza artistica: sarebbero diventati i manager di Mr.Ed. La sua carriera corre dritta senza remore fino ad aprile 2016, quando l’agenzia crea un nuovo format: un tour nazionale chiamato URock Tube Creator Show, nel quale Mirco avrebbe svolto il ruolo di presentatore. Ma il giovane youtuber aveva già spiegato all’agenzia che non era più interessato a fare la webstar, così, ribaltando il piatto dell’offerta, riesce a farsi assumere dalla stessa agenzia in veste di collaboratore. «Già dalla seconda superiore lavoravo a casa facendo il grafico. Sono andato in tanti studi, ho lavorato a Tele1 etc. così gli ho mandato il mio curriculum e mi hanno preso. Da presentatore sono diventato organizzatore del tour» chiosa Mirco Bandini. Di conseguenza a maggio si è trasferito a Milano. Il canale Youtube è stato messo in stand by e la figura professionale ha preso le distanze da quella artistica in quanto «se da artista diventi manager non puoi allo stesso tempo fare l’artista perché perdi credibilità sulle persone che hai al di sotto di te». A ottobre Mirco aveva già un contratto fisso con l’agenzia.

Lo youtuber: un mestiere ed in Italia il mercato sta crescendo

mr edSentiamo le chiavi della porta nella serratura e il coinquilino Giuseppe entra in casa. Riprendiamo la conversazione e chiedo subito a Mirco se, per i ragazzi che gestisce, quello di pubblicare video su internet è un vero e proprio lavoro. «Sì, ha i suoi guadagni. Ma per esempio lui (Giuseppe) è appena tornato da lavoro come tutte le persone normali. Lavora in una Onlus, però oltre allo stipendio ha dei bei guadagni. Il mio lavoro per loro, oltre a curargli l’immagine riguarda la gestione dei contatti, per esempio tv o product placement». A quanto pare le aziende usano gli influencer – utenti con migliaia di seguaci sparsi sui vari social network, come gli youtuber ad esempio – come vetrine per mostrare al pubblico di internet i propri prodotti. «Nella mail del lavoro ricevo quasi ogni giorno richieste di brand e aziende che richiedono la sponsorizzazione tramite loro (gli youtuber ndr). Con video o foto su Instagram». Anche se viene stipulato un vero e proprio contratto tra le parti, non è consigliabile rendere la manovra esplicita agli occhi dei fan per non rischiare di vedere diminuita la propria credibilità. «Adesso la gente sta iniziando a capire che youtube può essere un lavoro per qualsiasi youtuber, dai più demenziali ai più seri – mi spiega Mirco – In Italia youtube è esploso da poco, se ieri 15mila visualizzazione erano tante oggi non sono nulla. Il canale più seguito in Italia ha tre milioni di iscritti ed è Favij. Sono numeri che fino a poco tempo fa erano impensabili». Il fatto è che c’è un pubblico che va dagli otto ai sedici anni che non guarda la televisione ma preferisce guardare video su internet, e questo è lo stesso motivo per cui sulla piattaforma di video più importante al mondo gira “molta demenza”.

Chiedo a Mirco se i video di Mr.Ed avevano quell’età come target di riferimento. »Un po’ più alto – mi risponde – leggermente. Stava sui 15-18. Ho sempre visto una critica a Youtube riguardante soprattutto il pubblico. La gente criticava gli youtuber non tanto per quello che facevano, ma per il pubblico che li seguiva. Da parte di gente della nostra età in particolare», Dovremo aspettare che i Millenials diventino adulti per capire come si svilupperà il mercato dei video online e il ruolo di Youtube nella società del futuro. «Ci sono youtuber che moriranno. Sono quelli che hanno iniziato a fare video per fare soldi, senza una particolare passione e non che non hanno avuto modo di fare altro nella vita. Ci saranno altri invece che con questo sono nati e cresciuti, ma che porteranno avanti la propria carriera fino alla fine come personaggi dello spettacolo, perché mentre facevano video sviluppavano le loro passioni».

Il rapporto con Faenza: “La gente parla a prescindere, anche se non sa”

Prima di spegnere il registratore chiedo a Mirco in che rapporti è rimasto con Faenza. «Cerco di scendere il più possibile anche se ora sono molto impegnato. Con i miei amici stretti è rimasto un bel rapporto, quando torno giù li vedo. Mentre con gli abitanti di Faenza in generale penso di aver instaurato una visione di me non corretta: la gente in generale pensa che io sia qua a Milano per fare lo youtuber – mi spiega Mirco – e ne sono convinto. A parer mio c’è anche una critica abbastanza grande riguardo a questo. Tu ora, dopo aver parlato con me, puoi immaginare questo mondo in un certo modo, ma per gli altri non è così. Anche alcuni miei amici non hanno ancora capito esattamente cosa faccio di lavoro. Oltre ai conoscenti e le persone con cui ho lavorato, chi mi vede da fuori e non mi conosce ha una visione diversa, ma non ci faccio caso. Sto a Milano e mi faccio le mie cose, quando torno vedo chi conosco. La gente parla a prescindere, anche se non sa». Sotto l’aspetto professionale anche Faenza ha ospitato un evento organizzato dall’agenzia per cui lavora Mirco Bandini al centro commerciale Le Maioliche. “Una rivincita personale” per uno che di strada ne ha fatta tanta: dalla cameretta di casa ai centri commerciali di mezza Italia, dalla provincia agli attici milanesi.

Samuele Maccolini

2 pensieri riguardo “Non solo Mr.Ed: lo youtuber faentino Mirco Bandini racconta una generazione

  • 20 febbraio 2017 in 18:40
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    Sempre più fiera, il percorso che ha fatto è degno di nota. Lo seguo dall’inizio e,personalmente,penso che insime a lui siamo cresciute anche tutte le persone che lo seguono. Passare dal fare video ad organizzare eventi e poi approdare anche in ambito musicale con SQR non è da molti. Tanta stima e rispetto.

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