Maturità 2019: grandi novità, addio alla terza prova

Dopo mesi di ipotesi, dubbi, dietrofront, finalmente si delineano le prime certezze per quanto riguarda la nuova maturità 2019. Nelle giornate del 19 e 28 febbraio il Miur ha pubblicato i testi, di prima e seconda prova rispettivamente, delle prime simulazioni nazionali, da svolgersi con modalità vicine il più possibile al vero esame di stato (fino a 6 ore ininterrotte di prova scritta) o durante l’ordinaria attività scolastica.

Maturità 2019: cosa cambia?

Via la terza prova

La novità più eclatante del nuovo esame di stato è sicuramente l’eliminazione della terza prova: addio quindi al temuto “quizzone”, che spaziava in un ampio ventaglio di materie rendendo ostico agli studenti prepararsi al meglio. Il voto finale rimane però in centesimi: il punteggio verrà ridistribuito in modo da dare più peso all’andamento scolastico nel triennio, alzando i crediti accumulabili da 25 a 40 con apposite tabelle di riconversione. Colloquio, prima e seconda prova si spartiscono egualmente i restanti punti per raggiungere il totale.

Niente più tesina

Il colloquio orale vede già da quest’anno grandi cambiamenti come l’eliminazione della tesina, ma alcune delle modifiche annunciate – come ad esempio l’inclusione dell’alternanza scuola-lavoro – troveranno spazio solo il prossimo anno.

Nuove tipologie testuali

La prima prova scritta di italiano, identica in tutti gli istituti superiori, presenta tre nuove tipologie di tracce: gli studenti dovranno scegliere tra analisi del testo, testo argomentativo e tema d’attualità – in cui confluisce il “tema libero” del precedente ordinamento.

Le temute “prove miste”

Ma è comprensibilmente la seconda prova, che interessa una o più materie caratterizzanti del corso di studi scelto, a preoccupare di più gli studenti: da quest’anno infatti saranno introdotte le cosiddette “prove miste”, che possono spaziare in più materie contemporaneamente. Per quanto riguarda i licei, ad esempio, gli studenti del classico si ritroveranno ad affrontare uno scritto sia di greco che di latino; i licei linguistici sperimenteranno per la prima volta un mix di lingua straniera 1 e lingua straniera 3; o, ancora, i licei scientifici vedranno fondersi le due materie di indirizzo, matematica e fisica, in problemi misti. Un discorso simile può essere fatto per gli istituti tecnici, mentre nei professionali assumerà grande importanza la decisione delle singole commissioni d’esame, che sceglieranno autonomamente testo e tempistiche della prova.

Prossime simulazioni

Le simulazioni del Miur sono perciò fondamentali per gli studenti come per i docenti, che sono comprensibilmente disorientati dalla mole di novità e cambiamenti di questa nuova maturità. Seguiranno altre due simulazioni nazionali, previste per il 26 marzo e 2 aprile. L’augurio è che queste prove possano aiutare i docenti a focalizzare al meglio il programma e gli studenti ad affrontare l’esame con un po’ più di respiro.

Se siete interessati ad altri articoli realizzati dagli studenti per il corso “Scrivere per il web”, qui trovate il link al progetto

Alessia Gramegna

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