“Mafia? No grazie”, domenica 21 ottobre evento pubblico organizzato dagli scout

Informarsi, confrontarsi e partecipare concretamente al dibattito per lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato: è quanto propongono alla città i giovani del Clan “L’Arcolaio” Agesci Faenza 3 attraverso un incontro per approfondire il tema della mafia a 360 gradi. Nella mattinata di domenica 21 ottobre, con inizio alle 10.30, nella sala polivalente del complesso ex-Salesiani di Faenza (via San Giovanni Bosco, 1) è in programma l’evento “Mafia? No grazie” che vedrà come ospite Vincenzo Linarello, presidente di Goel, un gruppo cooperativo di imprese sociali e aziende agricole che sta creando in Calabria un’economia positiva, parallela a quella controllata dalla ‘ndrangheta. Coinvolgendo imprese e aziende in sostegno reciproco, condivisione dei costi di gestione e impegno ad assumere lavoratori svantaggiati, Goel rafforza e nutre l’imprenditoria locale legale, offrendo così alla popolazione locale un’alternativa alla disoccupazione o alla collaborazione con il crimine organizzato.

L’evento è aperto gratuitamente a tutta la cittadinanza, e seguirà poi un aperitivo conviviale. Per conoscere meglio i temi dell’incontro, abbiamo intervistato alcuni degli scout che hanno organizzato questo incontro.

Gli scout del Faenza 3 hanno approfondito nel corso dell’anno il tema della mafia

Perché, come comunità di Clan Faenza 3 avete deciso di affrontare questo tema?

Ogni anno come Clan scegliamo un “capitolo”, ovvero un argomento da trattare. L’anno scorso più o meno a febbraio, abbiamo scelto di approfondire il tema della mafia. Perchè abbiamo scelto questo tema? Perchè nessuno di noi era così tanto consapevole di cosa realmente sia il fenomeno mafia. E inoltre, il tema che scegliamo di trattare deve essere un qualcosa che ci attrae e ci interessa, e non possiamo dire che sia un argomento noioso.

Come si è sviluppato il vostro percorso?

Lo sviluppo del capitolo si è articolato in varie fasi. In vari gruppetti ci siamo concentrati su diversi aspetti dell’argomento e attraverso varie attività, come giochi e scenette tutti si sono resi partecipi. Una sera inoltre abbiamo invitato un professore faentino, esperto in argomento, che ci ha dato un pò di informazioni utili. E per ultimo, abbiamo guardato: “Gomorra”, il film del 2008 di Garrone, tratto dal libro di Roberto Saviano, che ritrae la camorra e la criminalità nella contemporanea Napoli. È un film perfetto per capire chi, cosa e dove colpisce principalmente “cosa nostra”. L’ultima fase del capitolo è l’azione concreta, che è il momento più importante del percorso in quanto attraverso esso possiamo rendere partecipe anche il resto della comunità faentina rispetto a ciò che ci ha interessato durante l’anno e condividere le informazioni apprese.

Ospite Vincenzo Linarello, presidente in Calabria di una cooperativa alternativa alla ‘ndrangheta

E qui arriviamo all’incontro di domenica 21 ottobre

Sì, e non vuol essere solo l’illustrazione di ciò che abbiamo imparato, anzi sarà molto, molto di più.
Abbiamo preso contatti con Vincenzo Linarello, un esperto in materia, che verrà a parlare della mafia e nello specifico del nostro territorio. L’incontro si svolgerà presso la sala polivalente degli ex Salesiani a Faenza, alle 10.30 di domenica 21 ottobre.

Alla luce del percorso che avete fatto, qual è la cosa che vi è rimasta più impressa?

Quello che ci ha stupito di più affrontando questo percorso è che al mondo ci sono persone che, se riescono a compiere tutte queste azioni illegali così difficilmente realizzabili, perchè non usano la propria intelligenza per fare del bene? E perché preferiscono far del male?

Cosa possono fare i cittadini faentini per contrastare questi fenomeni, più vicini a noi di quello che potrebbe sembrare?

Beh ce ne sono tante di cose che possiamo fare nel nostro piccolo; noi le abbiamo riassunte in quattro punti: non smettere mai di informarsi, consumare in modo critico, partecipare al voto e denunciare-partecipare. Innanzitutto informarsi in modo critico. E’ fondamentale informarsi e informare, se non si conosce un fenomeno non si è in grado di fronteggiarlo e di combatterlo adeguatamente. Inoltre è molto
importante consumare in modo critico. E’ possibile acquistare i prodotti delle terre confiscate alle mafie, gestite ora prevalentemente da cooperative sociali. E’ un segnale importantissimo perché spesso le terre dei mafiosi una volta confiscate vengono abbandonate: e così la gente può dire “meglio quando c’era il mafioso”. Fondamentale è anche la partecipazione al voto: è importante identificare e cercare di scegliere i candidati “più puliti”. Infine, pensiamo che anche nel nostro piccolo abbiamo il diritto e dovere di denunciare e partecipare al dibattito su questi temi. L’indifferenza è il peggior atteggiamento che possiamo tenere. Il silenzio è il pericolo maggiore che ci sia per la nostra democrazia. Anche solo attraverso azioni come farsi fare lo scontrino o simili possiamo dare il nostro contributo contro la mafia. Vi aspettiamo il 21 ottobre. Non mancate!

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