Legge regionale sullo sport: associazioni a confronto con le nuove opportunità

Un incontro partecipato per riflettere sulle nuove opportunità dello sport in Emilia-Romagna. Si è svolta martedì 16 maggio in Municipio la presentazione della nuova legge regionale sullo sport che sarà approvata il prossimo 30 maggio all’assemblea legislativa. L’evento, organizzato dal Partito Democratico di Faenza, ha avuto come ospite Paolo Calvano, segretario regionale del Pd e relatore del progetto di legge. In particolare, è stato fatto un punto della situazione riguardo lo stato complessivo dell’impiantistica sportiva nel territorio faentino, soprattutto in termini di numeri e opportunità.

Grande l’affluenza, composta soprattutto dai rappresentanti di alcune tra le 160 società sportive affiliate a vari enti e federazioni presenti nel territorio; «questi impianti necessitano dell’erogazione di contributi: non sono complessivamente tenuti male, ma si può, possiamo, fare di più e ci stiamo ragionando – commenta l’assessore allo sport del Comune di Faenza Claudia Zivieri – in particolare, nel faentino sono presenti impianti come il campo di pallamano e quello di calcio a 5 che necessitano di strutture ben precise, e fornirgliele è solo possibile grazie a una collaborazione tra pubblico e privato». E anche per quanto riguarda gli impianti di proprietà della Regione si sta lavorando per garantire una rapida ed efficace ristrutturazione e messa a norma.

Legge regionale sullo sport: alcuni numeri

«Questa conferenza rappresenta un momento molto importante di confronto; nella nostra regione 3 milioni di persone praticano sport, quasi l’intera comunità, e 870 mila sono affiliate a federazioni. Per questo la Regione ha deciso di stanziare molto più denaro rispetto al passato, quintuplicando le risorse per lo sport a favore di 40 impianti in tutta la regione: un intervento incredibile, di circa 20 milioni di euro complessivi» afferma il consigliere regionale e relatore del progetto di legge Paolo Calvano, che conclude «così facendo si migliora l’accessibilità allo sport, riducendo così le spese per la salute».

Annalaura Matatia

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