Oltre al batterio, anche il maltempo mette a dura prova i campi di kiwi

Il maltempo delle scorse settimane ha messo a dura prova le piante di kiwi del territorio romagnolo: vento, freddo e grandine hanno infatti accresciuto gli effetti della malattia portata dal batterio psa (Pseudomonas syringae pv. Actinidiae) l’epidemia che sta mettendo a rischio la coltivazione di kiwi nel ravennate e soprattutto nel territorio faentino, tradizionale ‘culla’ del frutto verde in terra emiliano-romagnola. Sono oltre sessanta i produttori faentini colpiti da quest’epidemia, iniziata nel 2010 e provocata da un batterio che colpisce le piante di kiwi uccidendole. Alcuni impianti di kiwi sono malati anche oltre il 50% e al momento l’unica soluzione è estirpare le piante malate: non esiste infatti una cura efficace che permetta di salvarle.

Alcuni campi di kiwi danneggiati fino al 60%, gli agricoltori chiedono aiuti alla Regione

Oltre il danno della malattia, anche la beffa del cattivo tempo. «Con il brutto tempo dell’inverno e delle scorse settimane – ha affermato un produttore della zona – si perderanno due anni di raccolto per far ricrescere la pianta malata, sperando che non vada sostituita del tutto. In ogni caso per due anni si rimane senza raccolto, con tutto quanto ne consegue per la produzione». I numeri sono impietosi: si parla di 40% di fatturato in meno per due o tre anni. «Se in un anno normale un coltivatore produce 300 quintali per ettaro, con questa malattia farne 100 è già un buon risultato – ribadiscono i produttori – e noi agricoltori non sappiamo come andare avanti. La Regione ci deve aiutare, altrimenti tante aziende agricole quest’anno chiuderanno».

Col sopraggiungere della bella stagione il batterio terminerà momentaneamente la sua attività, ma i suoi effetti rimangono ben visibili. «Dovremo lavorare molto per contenere i danni, in particolare tagliando le parti malate delle piante, ma senza aiuti esterni diventa davvero dura andare avanti».

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