Fusione Bcc ravennate e imolese con Forlì: il 6 maggio la votazione dei soci

Il progetto di fusione per incorporazione della Bcc di Forlì nella Bcc ravennate e imolese ha ottenuto l’autorizzazione della Banca d’Italia lo scorso 21 marzo ed è stato presentato ai soci durante gli otto incontri informativi di zona organizzati nei mesi di marzo e aprile; verrà, quindi, sottoposto, per la sua approvazione, alle assemblee dei soci delle due banche fissate in seconda convocazione per sabato 6 maggio 2017.

Fusione Bcc: coinvolti 27mila soci per un patrimonio netto da 1 miliardo e 700 mila euro

La Bcc risultante dalla fusione assumerà la denominazione di “LA BCC ravennate, forlivese e imolese”, ponendo con ciò in evidenza la connotazione territoriale della nuova realtà bancaria. La banca avrà una importante dotazione patrimoniale di circa 350 milioni di euro e un prodotto bancario lordo di oltre 7 miliardi di Euro, potrà contare su 27mila soci e 130mila clienti e opererà con circa 600 dipendenti nelle 67 filiali dislocate sulle Province di Ravenna, Forlì – Cesena e Bologna, collocandosi a livello dimensionale tra le prime cinque della cooperazione di credito nazionale.

Bcc ravennate e imolese: “Necessarie banche più solide”

«Presentiamo ai soci – afferma il presidente della Bcc ravennate e imolese Secondo Ricci – un progetto di fusione coerente con lo spirito della riforma del sistema delle Bcc, che richiede banche più solide e meno frammentate, inserite in un contesto di gruppo bancario cooperativo nazionale. Noi abbiamo scelto di aderire al gruppo proposto da Iccrea banca, una realtà che presenta già i requisiti richiesti alla capogruppo, potendo contare su un patrimonio netto di 1 miliardo e 700 milioni di Euro, largamente superiore alla soglia prevista. Inoltre, Iccrea è già sottoposta alla Vigilanza della Banca Centrale Europea, con esiti del tutto positivi. La nostra Bcc detiene una partecipazione rilevante in Iccrea, che, a seguito della operazione di aggregazione, supererà i 30 milioni di Euro».

Bcc di Forlì: “Riduzione dei costi ed economie di scala”

«Siamo pronti ad intraprendere questo percorso di integrazione con la Bcc di Forlì – afferma il direttore generale Gianluca Ceroni – che offre ottime opportunità di sviluppo commerciale e la possibilità di ridurre i costi operativi e creare economie di scala. Partiamo da basi solide: il bilancio 2016 si è chiuso con un utile di 3,7 milioni di euro, nonostante gli oneri straordinari addebitati dal Fondo di Risoluzione delle crisi bancarie, di cui hanno beneficiato le note quattro banche non appartenenti al sistema delle Bcc. Il patrimonio contabile della nostra banca si attesta, quindi, ad oltre 312 milioni di euro e i Fondi Propri a 307 milioni di Euro, mentre il CET1 tocca al 31.12.2016 il 18,23%, livello ampiamente superiore a quello imposto dalla normativa e alle medie di sistema»

Per garantire la rappresentanza di tutte le aree territoriali, in coerenza con il numero di Soci e le attività svolte sul territorio, alcuni degli attuali amministratori della Banca di Forlì entreranno a fare parte del Consiglio della Bcc, favorendo il processo di integrazione fra le due aziende bancarie.

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