Infermieristica: a Faenza il corso di laurea amplia con 22 posti in più

Un messaggio di speranza a chi invoca un aumento della disponibilità sul mercato di infermieri arriva dal professor Domenico Motola, docente coordinatore del corso di laurea in infermieristica a Faenza. «Con il prossimo anno accademico – è l’annuncio – avremo 22 studenti in più, passando da 140 a 162. Un piccolo incremento che dal punto di vista organizzativo pone sfide non da poco per le aule della sede di Faenza, peraltro un’ottima sede, ma che permetterà di soddisfare la domanda di infermieri che proviene dai servizi sanitari nazionali e regionali, finiti sotto stress con la pandemia». L’ampliamento del numero di studenti – «non so se sarà strutturale – osserva Motola –. Non permetterà di risolvere le “liste d’attesa”. Questo è un corso a numero chiuso, a cui si accede superando una prova molto selettiva, e il numero di studenti interessati è superiore al numero di posti disponibili, ma essendo un corso di laurea abilitante significa che già il giorno dopo la laurea gli infermieri trovano occupazione nel settore sanitario pubblico e privato. Diverse richieste di contatti di aziende sanitarie arrivano settimane prima delle sessioni di laurea». Faenza ospita vari corsi di laurea dell’Università di Bologna: Infermieristica e Logopedia ospitati nella sede degli ex Salesiani e Chimica e tecnologia per l’ambiente e per i materiali, oltre al vicino Polo di Tebano per Enologia. «La struttura ex Salesiani – spiega Motola – è tra le più belle messe a disposizione della formazione universitaria, sono pochi gli studenti che possono vantare spazi come quelli che si trovano a Faenza».

Lezioni, tirocini e poi in campo

Un manichino ad alta fedeltà, in grado di replicare i parametri vitali, con il quale i futuri infermieri hanno modo di sperimentarsi per essere poi pronti nelle esperienze di tirocinio prima e di lavoro poi. Parte dalle aule di Faventia Sales il percorso che porterà gli studenti a scendere in campo negli ospedali e nelle strutture sanitarie. La prima ondata della pandemia aveva messo uno stop all’attività dei tirocini, anche per la carenza di Dpi, ma sono poi ripresi durante l’estate 2020 e tornati a pieno regime con l’anno accademico in corso, che non ha subito ritardi.

«I laboratori del corso di laurea sono un ponte tra la teoria e il tirocinio – spiega Carla Cortini, responsabile dei tirocini – e la sede di Faenza offre attrezzature all’avanguardia. Per quanto riguarda i tirocini, quest’anno i nostri studenti hanno potuto svolgerli in presenza all’interno delle Ausl e delle strutture convenzionate». Quella di infermiere è per certi versi una vocazione. «Non si può svolgere questa professione se non si ha passione. È un lavoro duro e impegnativo, che prende mentalmente e fisicamente. Ci vuole poi la voglia di avere una relazione con l’altro: lavoriamo in prima linea con persone che si trovano ad affrontare momenti difficili della propria vita. Un infermiere preparato è abile non solo dal punto di vista tecnico ma anche della valutazione diagnostica: deve saper definire priorità e agire tempestivamente. È stato un anno duro per la categoria, che ha risposto grande spirito di sacrificio».

Il campus di Faenza in numeri: circa 400 studenti, più del 10% da fuori regione

Una sede all’avanguardia e che è diventata punto di riferimento dell‘Università di Bologna. Poco prima dello scoppio della pandemia, a gennaio 2020, furono inaugurate le nuove aule a disposizione dei corsi di laurea di Infermieristica e Logopedia del campus di Faenza: i locali sono al primo piano del complesso ex Salesiani e hanno una superficie complessiva di 1.432 metri quadri. Aule di ultima generazione, laboratori di informatica, aule studio e una sala ‘hospital’ capace di immedesimare concretamente gli studenti nel proprio futuro lavoro.

In tutto sono circa 400 gli studenti che frequentano il corso di laurea triennale in Infermieristica, e il 13% di loro proviene da fuori regione. Stando agli ultimi dati a disposizione, aumentano sempre di più nel corso degli anni gli studenti di formazione liceale (passati dal 17% di iscritti all’anno accademico 2017/18 al 26% del 2019/20). La percentuale di laureati in corso si attesta al 70% e quasi il 90% di loro trova un lavoro stabile a un anno dal conseguimento della laurea.

Samuele Marchi

Foto credits: Unibo

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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