Pronti a servire: a Faenza l’evento dedicato agli scout vicini alla ‘Partenza’

Scoprire la bellezza della vocazione attraverso il confronto con i propri coetanei per diventare così persone capaci di fare scelte significative per la propria vita e per gli altri. Organizzato dall’Agesci Zona Ravenna-Faenza, si è svolto nella parrocchia di Sarna di Faenza, nel weekend del 27 e 28 giugno 2020, l’“Hike Partenti” evento dedicato agli scout che stanno per terminare il proprio percorso educativo – ragazzi e ragazze attorno ai 19-20 anni che si trovano in Clan – e si avvicinano dunque alla “Partenza”, momento culminante dell’educazione scout, in cui il rover o la scolta (Rs), alla luce del cammino fatto, decide di ‘partire nel mondo’ per dedicare la propria vita alla fede, al servizio e a essere un buon cittadino.

Il 1° evento scout della Zona Ravenna-Faenza organizzato ‘dal vivo’ dopo il lockdown

In tutto in 25 ragazzi hanno risposto a questa chiamata, arrivata in un periodo di emergenza sanitaria che, di per sé, chiama a compiere scelte forti per la propria vita. E nella realizzazione di questo appuntamento i capi scout dei gruppi Agesci della Zona che l’hanno organizzato hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo: l’Hike Partenti di quest’anno è stato il primo evento di Zona organizzato dal vivo dopo il lockdown e, seguendo le indicazioni fornite dalla Regione e dall’Agesci Emilia-Romagna, è stato possibile realizzare in sicurezza l’evento che ha visto così nelle mattinate gli organizzatori prestare attenzione nella misurazione della temperatura corporea dei partecipanti e il rispetto delle distanze di sicurezza.

«È stato un bell’evento che ha avuto un ottimo riscontro di partecipazione, anche perché solo un mese prima sembrava impossibile realizzare un appuntamento simile – spiega Martina Cimatti, incaricata alla branca Rs – i ragazzi avevano davvero voglia di rimettere al collo il proprio fazzolettone e confrontarsi tra loro non più solo davanti a uno schermo, anche perché questi ragazzi si stanno avvicinando al momento della Partenza, che genera tanto entusiasmo ma anche dubbi e domande che necessitano di confronto e prese di posizione consapevoli, e noi capi non abbiamo voluto negare loro un evento speciale che potesse aiutarli come l’Hike Partenti: fin dai lupetti o dalle coccinelle, il percorso educativo scout è finalizzato ad arrivare a questo momento che mette i ragazzi di fronte a una scelta che non è banale».

Al termine del percorso scout, i ragazzi compiono una scelta di fede, di servizio e di impegno politico

L’evento si è svolto in due giornate piene, senza pernottamento, dalla mattina alla sera, e anche per via delle norme anti-Covid si è lavorato in piccoli gruppi, ma con tanta voglia di mettersi in gioco dopo mesi trascorsi di fronte a uno schermo su Meet o Webex. Durante la due giorni non sono mancate anche delle testimonianze esterne, come quella del vicario della diocesi don Michele Morandi che ha testimoniato l’impegno e la bellezza della vocazione. Gli Rs hanno avuto così modo di riflettere su cosa significa vivere in futuro, nella propria vita, le tre scelte proposte dal percorso scout: quella di fede, di servizio e l’impegno politico a essere cittadini responsabili. «All’inizio sembrava come se fossero un po’ arrugginiti – afferma Cimatti – si percepiva che avevano tanto da raccontare per quello che era successo negli scorsi mesi, ma probabilmente non l’avevano ancora metabolizzato». «Anche per via dell’emergenza Covid – aggiunge Gabriele Bandini, capo scout – hanno messo in discussione non solo loro stessi ma anche molti paradigmi del nostro mondo».

La “Partenza”: una scelta non banale

Non è scontato che uno scout di 20 anni prenda la Partenza: non è infatti un passaggio obbligatorio per un ragazzo o una ragazza del Clan, ma è l’espressione della consapevolezza di saper proseguire il proprio cammino da soli, essendo capaci di compiere scelte autonome e consapevoli, di essere responsabili verso loro stessi e verso gli altri, testimoni della Parola del Signore, persone capaci di portare, ciascuno nel proprio ambiente di vita, i valori appresi nell’esperienza dello scautismo. È quindi ovvio che un momento simile debba essere la conseguenza di una scelta libera. «I ragazzi partecipanti hanno evidenziato il fatto di quanto sia importante che queste scelte fossero esplicitamente loro, senza condizionamenti esterni – sottolinea Lorenzo Monaldini, incaricato di Zona Rs – e si sono molto interrogati sul cammino di fede sempre in un’ottica positiva».

Non un punto di arrivo ma un punto di scelte forti da compiere: dal lupetto che per la prima volta partiva, un po’ timoroso, per quelle misteriose vacanze di branco all’uomo e alla donna della Partenza pronti a servire nel mondo: dopo l’Hike Partenti di giugno, nei prossimi mesi gli Rs avranno modo di mettere a fuoco quanto vissuto non solo nelle ultime settimane ma in tutto il loro cammino scout e starà a loro poi decidere se e come accettare di essere testimoni nel mondo con la loro scelta di Partenza.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.