Giovani Democratici di Faenza: la replica al Popolo della Famiglia sul bacio gay in Rai

Una marchetta imposta dalle “lobby”, come scrive il Popolo della Famiglia, o un “messaggio scomodo che si vuole censurare” come replicano i Giovani Democratici di Faenza? Partiamo dai fatti. “Wine to love – I colori dell’amore” è un film prodotto da Rai e Altre Storie, debutto alla regia di Domenico Fortunato in onda il 4 gennaio 2019 su Rai 1 alle 21.25. Fin qui nulla di particolare, ma il film diventa al centro di alcune polemiche a causa di una scena di bacio fra due uomini.

A protestare sono Mario Adinolfi e gli iscritti al Popolo della Famiglia. Proteste che giungono anche da Faenza e da Riolo Terme, con un appello rivolto al presidente Rai Marcello Foa: «Chiediamo che sia rimosso dalla programmazione del prossimo 4 gennaio un film di prima serata su Raiuno con lungo e insistito bacio tra uomini. Questa è la Rai del cambiamento 2019? Il film ha avuto due giorni in pochissime sale il 18-19 dicembre, oplà, subito in prima serata su Raiuno. Unico altro film pronto di Altre Storie e Rai Cinema è Il Giorno più bello: indovinate un po’, storia di un “matrimonio” tra maschi”. Non siamo sessuofobici ma come Popolo della Famiglia crediamo che la bellezza del sesso viva di intimità, pudore, nascondimento persino. E soprattutto non vogliamo essere costretti dalla tv a imbatterci in temi delicati per i nostri bimbi, che necessitano i tempi e i modi che ogni famiglia ritiene di dover adottare, senza farseli dettare dalle marchette tra Rai Cinema e la nota lobby».

La replica dei Giovani Democratici di Faenza: “Tentativo di oscurare un messaggio scomodo”

«L’argomento ricorda molto un fatto di qualche anno fa – spiegano i Giovani Democratici – la “censura” di Paolo Rossi del 2005 (fu tagliata la seconda parte di “Questa sera si recita a Moliere” dopo che era già stata mandata in onda la prima parte dello spettacolo). In quel caso, come nella denuncia di Adinolfi, si tentò di oscurare un messaggio per alcuni scomodo. Secondo la Rai il linguaggio usato era troppo volgare e lesivo nei confronti degli spettatori, ma in realtà il vero motivo era l’argomento politico. Il comico infatti, facendo causa all’azienda pubblica, citò vari casi che testimoniavano l’utilizzo di parolacce e volgarità di ogni tipo anche in altri programmi in fascia protetta. Basti pensare all’Isola dei Famosi, a Beautiful e alle varie commedie all’italiana, dove la volgarità è all’ordine del giorno e viene fatta merce dell’amore senza che nessuno abbia mai detto una parola».

«Il problema, nella “censura” della Rai allora e nella critica di Adinolfi oggi – prosegue la nota – non è il modo in cui vengono dette le cose, ma le cose stesse: Paolo Rossi ironizzava su Berlusconi, quindi venne cacciato, il bacio in questione allude a un amore omosessuale, quindi va eliminato. Adinolfi e Popolo della famiglia, giustificandovi dicendo che la bellezza del sesso vive di intimità e pudore, vi nascondete dietro un dito. Non siete sessofobici, avete ragione, siete omofobi, punto e basta. E noi con voi non avremo nulla a che spartire perché l’omofobia è un reato, baciarsi no».

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