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Giovani consiglieri, Gionata Amadei: obiettivi e proposte per Faenza

In tanti erano candidati (40) e in cinque sono stati eletti: il più numeroso ingresso dai tempi del sindaco De Giovanni (1994). Gionata Amadei, 21 anni, sarà il più giovane componente del rinnovato consiglio comunale a seguito delle elezioni amministrative faentine 2020. 

Intervista a Gionata Amadei

Come è nata la passione per la politica attiva e cosa ti ha convinto a candidarti consigliere comunale?

La politica è una mia passione da molto tempo, anche se come sia nata esattamente non lo so. Mi ha sempre affascinato perché, nel bene e nel male, può cambiare la vita delle persone e a me piace vederla soprattutto come un servizio verso la comunità. A 16 anni mi sono avvicinato al Pd e da allora ho partecipato a riunioni e Feste dell’Unità. Quest’anno ho preso al volo l’opportunità di candidarmi nella squadra al fianco di Massimo Isola, era sia una mia voglia di mettermi in gioco per la città in cui vivo e sia perché qualche amico mi ha spronato a farlo.

Qual è l’episodio più bello, a livello personale, che hai vissuto in questa campagna elettorale?

Generalmente mi reputo una persona piuttosto timida e introversa. Nonostante ciò, in queste settimane di campagna elettorale ho conosciuto e mi sono confrontato con tanta gente. Probabilmente l’episodio più bello è stato, mentre facevo un volantinaggio nella mia zona pochi giorni prima delle elezioni, l’essermi fermato a parlare con persone che non vedevo da quando ero bambino e che mi mostravano il loro apprezzamento. È stato un periodo intenso, molto bello è stato anche ricevere il sostegno di tanti amici e conoscenti.

Secondo te in cosa, concretamente, Faenza deve puntare per fare questo salto di qualità?

Dopo questo periodo anomalo, c’è un senso di comunità da ricostruire, secondo me il nuovo inizio indica anche questo, una continuità con gli ultimi anni di buona amministrazione, ma con nuovi spunti. A Faenza, per quanto si viva molto bene, ci sono alcune situazioni da migliorare. Parto da ciò che io vorrei rappresentare, ovvero una maggiore attenzione verso le campagne, che a volte si sono sentite trascurate, e i giovani e gli studenti, perché possano sentirsi protagonisti della vita della città.

Spesso la parola “giovane”, in particolare in politica, viene utilizzata in un’accezione esclusivamente positiva. A prescindere dalla persona, si ritiene che una persona giovane non possa che fare bene all’interno del consiglio comunale; cosa pensi al riguardo? Cosa portano di diverso i giovani in politica?

L’essere giovane, per quanto mi riguarda, non è necessariamente una garanzia positiva. La voglia di fare e l’entusiasmo sono sicuramente un buon punto di partenza, ma non bastano per fare un buon lavoro da consigliere comunale. Io farò del mio meglio per portare nuove idee e magari una prospettiva diversa, ma dobbiamo ancora imparare e scoprire molte cose, potremmo sbagliare qualcosa, ma saremo sempre disponibili e aperti al confronto. Voglio suggerire, stimolare e proporre, ma senza pretendere di avere la verità in tasca.

Sempre su questo tema, te sei il più giovane eletto in consiglio comunale e in una recente intervista hai dichiarato che ‘Faenza deve puntare a essere una città giovanile”. Cosa significa esattamente e cosa concretamente si può fare per raggiungere questo obiettivo?

Faenza è una città aperta e internazionale e deve continuare a esserlo. Ci sono alcuni progetti concreti che potrebbero rendere Faenza più a misura di ragazze e ragazzi, penso a sale studio con orari più ampi, mantenere viva la piazza e la città, grazie a locali ed eventi in centro, e continuare ad essere vicini all’associazionismo che coinvolge, nella cultura, nel sociale e nello sport, moltissimi giovani.

Fra cinque anni come ti immagini al termine del tuo percorso in consiglio comunale?

Comunque andranno questi cinque anni, per me sarà una crescita personale importante. Adesso sono alla mia prima esperienza politica e, ammetto, devo ancora conoscere i meccanismi della macchina comunale, ma non vedo l’ora di farlo. La responsabilità è tanta, dalle elezioni il risultato è stato chiaro, Faenza ha riposto davvero molta fiducia in Massimo Isola e nella squadra del centrosinistra, adesso dobbiamo essere all’altezza delle aspettative.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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