Gian Domenico Sacchini è il Faentino sotto la Torre 2018

La giunta comunale, preso atto delle valutazioni del Comitato in merito alle candidature presentate, ha assegnato l’onorificenza di Faentino sotto la Torre per l’anno 2018 assegnandolo a Gian Domenico Sacchini. La cerimonia di premiazione domenica 24 giugno al teatro Masini. Gian Domenico Sacchini, Faentino sotto la torre, è nato a Faenza il 16 luglio 1931. Il padre dirigeva “l’ufficio del gas” di Faenza. La sua infanzia è trascorsa serena, allietata dalla nascita di una sorella e di un fratello, tranne il periodo della guerra, che sicuramente segna il cuore di Gian Domenico orientandolo sui sentieri della pace. L’onorificenza di Faentino sotto la Torre gli è stata assegnata «per le molteplici e originali iniziative intraprese nel corso della vita, capaci di testimoniare ovunque – come un “moderno viandante” forte di spirito e con una perseveranza più unica che rara – i valori universali della pace, della fratellanza e della solidarietà concreta verso le persone sofferenti e meno fortunate a lui vicine o in Paesi lontani».

Un viaggiatore: 25 partecipazioni alla Cento e tanti pellegrinaggi

Frequenta I’Iti di Forlì e nel 1950 consegue il diploma di perito tecnico, per poi essere assunto dalla stessa azienda nella quale aveva lavorato il padre. Al lavoro Gian Domenico affianca il desiderio di viaggiare per conoscere e scoprire. Nel 1960 sposa Rosanna, dalla quale ha tre figlie, Rita, Alessandra e Silvia, che lo renderanno nonno di dieci nipoti e bisnonno. Diventato dirigente di Italgas, dopo non poco peregrinare con la famiglia, verso la fine degli anni ’60 diventa direttore Italgas di Faenza, lo stesso ruolo ricoperto dal padre.

Grazie alla 100 Km del Passatore Firenze – Faenza prende vigore il desiderio di camminare per incontrare persone con le quali condividere impegno e fatica, ma anche la gioia di raggiungere insieme un traguardo. Sono 25 le partecipazioni ufficiali alla Cento, senza contare quelle alle quali ha partecipato senza iscriversi, solo per la gioia di condividere il percorso con gli altri. Anche grazie allo stimolo delle figlie, quella disponibilità al servizio appresa dai genitori emerge sotto forma di una solidarietà rivolta prima ai connazionali colpiti dal terremoto del Friuli (6 maggio 1976) e poi con l’attenzione verso i poveri delle Ande peruviane, attraverso l’Operazione Mato Grosso. In aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto, assieme al gruppo di volontariato della parrocchia di San Giuseppe, realizza una casetta prefabbricata in legno e, successivamente, una costruzione in muratura con due miniappartamenti per anziani in difficoltà. Il 23 novembre 1980 la terra trema in Irpinia e nuovamente l’impegno della parrocchia di San Giuseppe dà i suoi frutti attraverso un’immediata presenza in loco e la successiva consegna di una nuova casetta prefabbricata in legno.

Al sevizio dei più deboli

All’inizio degli anni ’80 conosce Federico, giovane affetto da una grave disabilità. Questo incontro, spiega lo stesso Giandomenico, “segna prima un momento e poi la mia futura esistenza, portando al cuore la certezza del sentirsi amati come dono ad una semplice e per me piacevole attenzione alla disabilità”. E così da trent’anni Gian Domenico va ogni giorno da Federico non facendo mai mancare il suo premuroso aiuto e assistendolo nei più diversi bisogni sia umani che materiali. Alla fine degli anni ’80 raggiunge la pensione e nel giugno del 1989 parte “viandante” per il santuario di Lourdes, sempre con lo stesso spirito di servizio e di condivisione con il prossimo. Un impegno di servizio al prossimo che porta Gian Domenico per due mesi in Perù in una missione dell’Operazione Mato Grosso.

Tante attività nel volontariato

A seguito di quella missione a San Giuseppe, alla fine degli anni ’80, nasce il “Trenino delle Ande”, proprio con lo scopo di aiutare i bambini poveri del Perù. Ancora oggi, tutte le domeniche, per la gioia dei bambini, il trenino percorre i viali attorno al parco Bucci raccogliendo offerte per il Perù. Nel settembre 1995 parte pellegrino per Santiago di Compostela e Fatima. In occasione dell’Anno Santo del 2000 parte per una missione ancora più ambiziosa: raggiungere Betlemme a piedi in occasione del Santo Natale. Dopo sei mesi di cammino Gian Domenico arriva alla meta tanto desiderata. Sul pellegrinaggio in Terra Santa Sacchini ha pubblicato un vero e proprio diario di viaggio intitolato “Sulle orme di un sogno d’amore. Betlemme, meta di un cammino”, corredato da foto e firme di quanti lo hanno ospitato. Prosegue inoltre il suo impegno di solidarietà a favore della Caritas diocesana dove, ancora oggi, ogni giovedì, è impegnato nella distribuzione del pasto alle persone in difficoltà.

In viaggio per l’Italia nel segno della sostenibilità ambientale

Grazie a un piccolo mezzo a tre ruote dotato di pannelli fotovoltaici compie un viaggio in Italia di 2.500 chilometri. Negli anni 2000 è la volta del pellegrinaggio al santuario di Czestochowa, con quattro tappe in altrettanti campi di sterminio nazisti per ricordare il buio di quella terribile storia. L’ultimo viaggio, questa volta con una bici elettrica a tre ruote alimentata a pannelli fotovoltaici, vede Gian Domenico percorrere 2.350 km in Italia, per portare il suo messaggio di pace e di fratellanza. In tutti questi anni, inoltre, non ha mai fatto mancare il suo sostegno anche alle associazioni di volontariato “Pedalare per chi non può” e “Don Tonino Bello”. E’ socio fondatore dell’associazione “Maria Teresa”, che si occupa di sostenere famiglie con ragazzi disabili. La cerimonia di consegna dei premi al Faentino lontano e al Faentino sotto la Torre, avrà luogo domenica 24 giugno 2018, al teatro comunale Masini, nel corso della 59^ edizione della Giornata del Faentino lontano.

Foto tratta da http://biciturista-giuseppe.blogspot.it

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