Dall’affettività all’intercultura, ecco I feel good: il catalogo con i progetti alle scuole

Incontri con i professionisti del Sert, sensibilizzazione alle differenze di genere, lotta al fumo e alle dipendenze grazie alla testimonianza diretta di chi quelle dipendenze le ha superate: sono questi alcuni dei progetti proposti a studenti, insegnanti e famiglie all’interno della pubblicazione “I feel good“, catalogo online 2016/2017 presentato alle scuole faentine che raccoglie in maniera omogenea le proposte di attività di educazione al benessere e a un sano stile di vita per i bambini e i ragazzi del territorio della Romagna Faentina. Il documento, creato e promosso dal Tavolo dell’Adolescenza, ha lo scopo di fornire alle scuole – dalla primaria alle superiori – laboratori e attività extra-curricolari che affrontino le nuove sfide socio-culturali del terzo millennio.

I feel good: il catalogo da scaricare

i-feel-good_definitivo

“Uno strumento per aiutare le scuole”

Il documento è arrivato a inizio anno scolastico agli istituti del comprensorio faentino e sarà dunque d’aiuto alle scuole per programmare attività extrascolastiche nei campi del benessere individuale, dell’affettività e delle esigenze tipiche dell’età giovanile. “I fell good – spiega Claudia Gatta, assessore alle Politiche sociali del comune di Faenza – è frutto di quasi un anno di lavoro del Tavolo dell’adolescenza, che ha riunito i rappresentanti del mondo scolastico, dell’Usl e dei servizi sociali, allargandosi poi man mano anche al privato sociale e all’associazionismo”. Il lavoro tra i vari rappresentanti del Tavolo ha portato alla realizzazione del catalogo “I fell good”. “Si è voluto fornire alle scuole – continua l’assessore Gatta – uno strumento che le aiutasse nella scelta più consapevole possibile di queste proposte. Ogni anno arrivano alle scuole proposte sia da parte enti pubblici sia da privati: la varietà delle proposte è ampia e spesso manca il tempo per una programmazione coordinata a livello territoriale”.

I feel good: 40 progetti perchè “prevenire è meglio che curare”

All’interno del catalogo sono presenti attualmente circa 40 progetti educativi suddivisi tra le varie fasce d’età degli istituti. I progetti spaziano da laboratori a visite al consultorio, da attività ricreative a racconti da parti di peer-educator, ossia coetanei un po’ più grandi che testimoniano agli studenti la loro esperienza. “Abbiamo risposto a un’esigenza delle scuole – spiega Simona Sangiorgi, assessore alle Politiche giovanili – che lamentavano una certa disomogeneità nell’organizzazione di queste proposte. Grazie a questo catalogo saranno in grado di scegliere per tempo e con maggior facilità il percorso più adatto per i loro studenti”. Percorsi formativi che hanno una parola comune: quella della prevenzione. “Si è voluto puntare sopratutto sul carattere preventivo di questi progetti- sottolinea Claudia Gatta – coinvolgendo non solo gli studenti ma sopratutto gli insegnanti e anche le famiglie: tutti quanti devono essere uniti nella responsabilità educativa”.

Il 19 ottobre l’incontro con Alberto Pellai

Il documento I feel good presenta anche gli incontri pubblici e formativi rivolti a genitori e insegnanti organizzati dal Centro per le famiglie. Nella giornata di mercoledì 19 ottobre verrà condotto un incontro di formazione gratuita rivolta a tutti gli educatori e docenti della scuola con il professor Alberto Pellai sul tema dell’educazione sessuale e di genere all’Istituto Oriani. Nello stesso giorno, alle ore 20:30, è previsto un incontro pubblico presso Faventia Sales (via san Giovanni Bosco, 1).

Da novembre il consiglio cittadino dei ragazzi

Giovani non solo spettatori passivi, ma anche protagonisti. Si cercherà di far partire a novembre due strumenti di partecipazione giovanile: il Consiglio cittadino dei ragazzi (che riunisce giovani dai 16 ai 20 anni) e la Consulta dei ragazzi e delle ragazze, che invece riguarda adolescenti degli istituti delle scuole medie.

 

Rispondi