Farmacia Zoffoli: 100 anni di storia a Brisighella

Una farmacia che, con le proprie ricette e consigli, sta accompagnando la vita dei brisighellesi da cento anni a questa parte: da tre generazioni, infatti, la famiglia Zoffoli è un punto di riferimento del borgo e gestisce, con la stessa passione di inizio secolo, la propria farmacia di via Roma. Se è difficile trovare famiglie capaci di tramandare la proprie attività lungo cento anni, ancor più difficile è riuscire a restare, per un periodo così lungo, nella stessa sede: un caso più unico che raro, in cui antico e moderno convivono con autenticità e calore in uno spazio ha mantenuto intatto il suo aspetto esteriore. Gli oggetti tramandano un passato ricco di storia: i mobili in legno con il lungo bancone di fronte all’ingresso, le vetrinette, le scaffalature, i vasi in vetro e le ceramiche originali. Non si deve però pensare a una sorta di museo, perché qui il tempo non si è fermato, e l’ultimo modello di computer può stare tranquillamente a fianco a un antico mobile-etichettario che testimonia un passato che è una risorsa da valorizzare, oltre che un piacevole ricordo.

La premiazione di Ivo e Mario Zoffoli sabato 5 ottobre

In tutti questi anni la farmacia Zoffoli (o meglio, la famiglia Zoffoli) ha rappresentato un punto di riferimento per i brisighellesi e per tutto questo patrimonio di ricordi e di storia che la farmacia Zoffoli racchiude in sé, l’associazione “La Memoria storica I Naldi Gli Spada” assegnerà sabato 5 ottobre alle 10.30 al foyer del teatro Comunale (via Naldi, 2) il premio Dionisio Naldi a Ivo e Mario Zoffoli, che oggi custodiscono la tradizione di famiglia per continuarla e consegnarla alle nuove generazioni.

Il dottor Ivo Zoffoli acquistò la farmacia nel 1919

Tutto cominciò nel lontano 7 settembre 1919, quando il dottor Ivo Zoffoli di Cesena, nonno dell’Ivo che oggi siede dietro al bancone, acquistò la farmacia di via Roma da Enrico Sangiorgi. Tra i documenti presenti nella farmacia, spicca anche la laurea che Ivo conseguì nel 1915 all’università di Bologna: il primo tassello che ha reso possibile questa lunga storia che fa riemergere tanti ricordi e aneddoti. All’epoca un farmacista doveva sapere fare un po’ di tutto, non era raro che cavasse persino i denti ai pazienti e, ancora oggi, restano degli attrezzi all’interno della farmacia che raccontano quel passato. «Una signora molto anziana una volta – racconta Ivo – venne a chiederci se si facevano ancora operazioni di quel tipo: erano davvero altri tempi!».

A nonno Ivo, subentrò poi il figlio Francesco Zoffoli

Ivo Zoffoli si sposò poi con Maria Zama, da cui ebbe cinque figli e, di questi, due proseguirono l’attività in farmacia alla sua morte (avvenuta ancora molto giovane, a 46 anni): la zia Èlia e Francesco, detto Franco: il padre di Ivo e Mario.
«Mio babbo era un gran signore – lo ricorda Ivo – è sempre stato gentilissimo e amato da tutta la popolazione. È stato molto attivo in vari ambiti, come presidente dell’Ass. di caccia, del calcio di Brisighella e vice presidente del Faenza calcio. Era un vero filantropo e aiutava tante associazioni». Eppure non fu scontata la sua carriera da farmacista: era militare in quell’8 settembre ’43 e, dopo la guerra, fu richiamato in servizio e andò a Bologna. «Avrebbe voluto continuare la carriera militare – spiega il figlio Ivo – ma poi fu convinto a proseguire gli studi per laurearsi e continuare l’attività familiare. Si laureò a Cagliari nel ’65».

Francesco, detto Franco, Zoffoli.

Da 100 anni la farmacia si trova nella stessa sede: un caso più unico che raro

Ad aiutare babbo Francesco nell’attività c’era anche sua zia Fernanda Zama: conosciuta da tutti a Brisighella e, pur non essendo farmacista, riusciva a dare un importante supporto. «Abbiamo bellissimi ricordi di nostra zia Fernanda – racconta Mario – era davvero riconoscibilissima: aveva sempre il camice bianco anche se non era dottoressa, un golfino blu, e portava al braccio degli anelli d’oro. Era molto buona: negli anni successivi alla guerra c’era molta miseria e i contadini potevano pagare i medicinali solo una volta all’anno dopo che avevano riscosso per l’attività di vendemmia o altro… lei anticipava tutte le medicine aspettando che potessero permettersi di pagare: era una comunità basata molto su rapporti di fiducia».

Farmacia di ieri, farmacia di oggi

Al babbo Francesco è subentrato poi Ivo, che porta il nome del nonno. Nel corso di 41 anni di attività, Ivo ha visto cambiare profondamente questo mondo da quando lui bambino giocava all’interno della farmacia e imparava poi i primi insegnamenti dal padre: sono arrivati per esempio i computer e tanta burocrazia da gestire. «Sono cresciuto pane e farmacia – racconta Ivo – All’epoca noi producevamo le medicine, creavamo preparati e pastiglie per tutte le esigenze. Ho sempre pensato di proseguire questa tradizione e ,i sono iscritto alla facoltà di Farmacia nel ’74 laureandomi poi nel ’78, dopodiché ho iniziato subito a lavorare». Anche il fratello Mario ha deciso poi di entrare nell’attività sul lato commerciale. «Nonostante la burocrazia la faccia da padrone, molti vengono ancora a chiedere consigli e a vederci come punto di riferimento – conclude Ivo – nei paesi come Brisighella c’è ancora un’atmosfera confidenziale, e questo lavoro mi dà ancora tante soddisfazioni. Questo riconoscimento ci rende molto felici».

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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