Ragazzi europei a Faenza per due progetti del bando Erasmus +

Faenza ha un’anima europea. L’associazione faentina ‘SE.M.I’, seeds for more interculture, che organizza attività internazionali per coinvolgere e integrare le comunità italiane e straniere del territorio, in questi giorni ospita, nel rispetto dei protocolli covid, il progetto di scambio tra giovani di diverse nazioni “Più ponti, meno muri”. Si tratta di un progetto finanziato dall’Unione Europea per promuovere i valori comunitari, la conoscenza delle altre culture, il rispetto e la comprensione reciproca, prestando particolare attenzione alla crisi dei profughi in Medio Oriente.

Erasmus +

“Più ponti, meno muri”: 25 i ragazzi europei coinvolti

L’iniziativa coinvolge 25 partecipanti provenienti da Grecia, Estonia, Spagna e Slovacchia oltre che da alcune città d’Italia. L’obiettivo è di invitare i giovani europei ad essere maggiormente consapevoli di fronte alla crisi dei rifugiati e delle cause. In questo modo, lo scambio giovanile punta a migliorare la loro presa di coscienza in qualità di cittadini europei e del mondo. Lo ‘Youth exchange’ permette ai giovani di incontrarsi, vivere insieme, intraprendere discussioni su argomenti di interesse comune e lavorare a progetti condivisi per brevi periodi. Questa mattina i ragazzi a Palazzo Manfredi hanno incontrato il sindaco Massimo Isola. “Faenza – ha spiegato il primo cittadino- è una città da sempre molto attenta alle relazioni internazionali che abbiamo coltivato nel corso dei decenni attraverso patti di gemellaggi, azioni di valorizzazione del nostro patrimonio culturale sulla ceramica, sulla musica e sulle arti in generale. Allo stesso tempo, dal 1968 quando Faenza ha ricevuto il Premio Europa come città particolarmente attenta alla
costruzione di un pensiero comunitario siamo molto impegnati per diffondere i valori della nostra Unione. In questa direzione va l’incontro di questa mattina attraverso un bando, l’Erasmus+, vinto dall’associazione faentina SE.M.I. con la quale collaboriamo da tanto tempo e che ci aiuta a coinvolgere ragazzi provenienti da ogni angolo d’Europa a renderli protagonisti in confronto a un dibattito di un incontro che è l’elemento fondamentale per creare una cittadinanza europea”.

Letizia Di Deco

Classe 1998, vivo a Faenza. Mi sono laureata in Lettere Moderne all’Università di Bologna e qui continuo a studiare Italianistica. In attesa di tornare in classe da prof, mi piace fare domande a chi ha qualcosa di bello da raccontare su ciò che accade dentro e fuori le pareti della scuola. Ho sempre bisogno di un buon libro da leggere, di dire la mia opinione sulle cose, di un po' di tempo per una corsetta…e di un caffè

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