“Don’t kick me out”, da Bologna un libro per vincere l’esclusione

Ci sono tanti modi per provare a capire cosa è successo a Bruxelles o quello che sta accadendo a causa dell’emergenza profughi: dirette radio, video (bufala) apparsi su internet, opinionisti e politici interpellati alla Tv. Oppure possiamo prendere in mano un libro. Un libro che parla di respingimento, di rifiuto, di esclusione attraverso il linguaggio mai banale dell’arte. Sono questi i temi al centro di “Don’t kick me out” un’antologia e un libro d’arte pubblicata il 21 marzo per la collana Il Girovago della casa editrice bolognese Edizioni Nuova S1. 
Il volume è il risultato di un bando omonimo lanciato nel 2015: una open call che ha preso spunto da una citazione tratta da una poesia di Emanuel Carnevali, Il Ritorno (1924): «O Italy, o great boot / Don’t kick me out again!» (O Italia, grande stivale / non cacciarmi di nuovo a pedate).

Una open call per partecipare al libro

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Paolo Cossi, fumettista soprannominato “il folletto del fumetto”

Quella del Girovago è stata una sorta di chiamata artistica per cercare di affrontare il tema dell’esclusione senza semplificazione e slogan. E la risposta c’è stata, documentata dal libro, che raccoglie alcune delle voci più interessanti del momento: 34 autori, a cui si sono affiancati 11 artisti affermati a livello nazionale e internazionale, che hanno messo a disposizione la propria creatività per tenere idealmente a battesimo il progetto. Fra questi ultimi: Paolo Cossi per il fumetto e l’illustrazione; Stefania Fersini e Cristina Gardumi per la pittura, Piergiorgio Robino (Studio Nucleo), Adriana Napolitano e Carnovsky per il design; Emiliano Ereddia, Nicola Bonazzi, Cristiana Astori, Antar Mohamed Marincola e Uche Nduka (per la prima volta tradotto in Italia) per la letteratura; URFAUT per la fotografia.

Linguaggi diversi per interpretare la complessità

Il libro documenta dunque un progetto artistico vero e proprio, che attraverso voci e forme diverse prova a rispondere, in modi sempre nuovi, ad alcuni interrogativi che hanno una portata storica e geografica molto ampia. Attraverso molteplici linguaggi (prosa, poesia, pittura, illustrazione, fumetto, fotografia, design, video), tutti gli artisti si sono misurati su alcune dinamiche nel nostro immaginario condiviso e sempre di più all’ordine del giorno: dalle esperienze di migrazione alle posizioni delle élite intellettuali, dalle situazioni intime e famigliari ai traumi del lavoro. L’impegno comune è stato quello di evitare la polemica sterile, le lamentazioni vittimistiche, o anche la retorica dell’inclusione e della tolleranza come fine a se stessa, per tornare a dialogare su tutti questi temi senza indulgere in semplificazioni.

Ogni copia reca la firma di Piergiorgio Robino

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Piergiorgio Robino, designer

Arricchiscono il libro i saggi di apertura a cura di Roberto Mastroianni (filosofo, curatore, critico d’arte e ricercatore presso l’Università di Torino) e di Lorenzo Barberis (scrittore e critico d’arte), che attraverso l’immagine di una vorace «Nazione-Krono» e uno scherzoso «Canone dell’Esclusione» individuano un fil rouge a cui tutte le opere in qualche modo si possono ricondurre. Per questa prima edizione a tiratura limitata (solo 800 copie numerate) ogni volume sarà impreziosito dal designer Piergiorgio Robino, che interverrà direttamente su una pagina del libro con una sua opera originale, unica e irripetibile.
 Nonostante questa scelta, l’intero progetto resta fermamente finalizzato alla divulgazione e all’inclusione. Per questo motivo la casa editrice ha deciso di mantenere il prezzo di copertina al limite della copertura delle spese (10 euro per questa prima edizione), proponendo “Don’t kick me out”, innanzitutto, come matrice di dialogo, conversazione e incontro fra diversi linguaggi.

DKMO - Cover
“Don’t kick me out”, libro d’arte realizzato tramite open call

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