Ridracoli: acqua “ancora per otto, dieci settimane”, ma situazione sotto controllo

La diga Ridracoli non sta vivendo sicuramente una delle sue stagioni migliori. Come commentava infatti qualche giorno fa Tonino Bernabè, presidente di Romagna Acque: “Se non pioverà in modo significativo ne abbiamo ancora per otto, dieci settimane“. Malgrado l’alto livello di attenzione, il rischio di rimanere letteralmente senz’acqua non si presenta come un’opzione plausibile in quanto “il nostro è un sistema integrato che non dipende solo dalla diga e perché in passato ci sono state situazioni anche peggiori.” L’acquedotto di Ridracoli è infatti integrato con “il CER, il Canale Emiliano-Romagnolo che ci serve dal 2015 e che proprio di recente è giunto a Torre Pedrera: sono 20 milioni di metri cubi d’acqua in più che fanno la differenza. Poi ci sarebbero anche le conoidi del Marecchia e del Conca, ma attualmente i fiumi sono in secca”.

Diga di Ridracoli: il livello dell’invaso è a quota 520 metri. Necessario un flusso di pioggia per diversi giorni

Ad oggi la diga conta circa 7,5 milioni di metri cubi d’acqua, sui 33 milioni di capienza. Tenuto conto che le acque più vicine al fondale non sono utilizzabili, restano effettivamente a disposizione solo circa 3,5 milioni di metri cubi. Anche se giorno dopo giorno il livello dell’invaso perde centimetri – attualmente segna circa 520 metri -, non siamo ancora ai livelli del 1994, quando la diga conteneva appena 4,8 milioni di metri cubi, o del 2011, quando erano 5,2 milioni. La necessità ora è quella di avere un flusso di pioggia costante per diversi giorni, infatti con 50 millimetri di pioggia il volume si alzerebbe di circa mezzo milione di metri cubi, mentre con 100 millimetri di due milioni e mezzo e con 150 millimetri di 4 milioni. Ragionando sul lungo periodo, a partire dagli anni 2000 sono stati ben cinque gli episodi di crisi: nel 2003, 2007, 2011, 2012 e 2017. Segno dell’impronta sempre più pesante dei cambiamenti climatici sul territorio.

Tonino Bernabè: “In Romagna i cittadini hanno ricevuto l’acqua regolarmente. Nelle case solo una percentuale minore, ma ciascuno può fare qualcosa”

La situazione dunque è certamente di crisi, ma è monitorata e sotto controllo: «Abbiamo visto nei mesi scorsi interruzioni del servizio idrico in parecchie zone d’Italia a causa di una siccità persistente, mentre in Romagna i cittadini hanno ricevuto l’acqua tutti i giorni regolarmente, nonostante un flusso turistico che quest’anno è anche aumentato». «Di certo – conclude Bernabè – l’acqua è un bene troppo prezioso perché vada sprecato, anche in zone fortunate come la nostra. Teniamo anche conto che il 50% del consumo è destinato all’agricoltura, un altro 25% alle attività industriali: quella che arriva nelle nostre case è la percentuale minore. Eppure ciascuno di noi può fare qualcosa».

Fotografie per gentile concessione di Matteo De Maria

 

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