Turismo: nasce Destinazione Romagna, 42 Comuni coinvolti

Cinque Unioni e 42 Comuni coinvolti assieme per promuovere nel mondo la Destinazione Romagna. E’ nata lunedì 27 febbraio con l’approvazione della Giunta regionale la Destinazione turistica Romagna, nuovo organismo previsto dalla legge regionale sull’ordinamento turistico, con l’obiettivo di sviluppare iniziative di promozione e valorizzazione dei territori e sostenere azioni promo-commerciali realizzate dagli operatori privati. A oggi sono cinque le Unioni e 42 i Comuni che hanno aderito all’area vasta di destinazione turistica della Romagna che comprende i territori di Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Anche l’Unione della Romagna Faentina vi farà parte. Numeri molto elevati che rispecchiano le aspettative create su tutto il territorio dal nuovo ente pubblico strumentale che assorbe le funzioni delle Unioni di prodotto e delle Province.

Destinazione Romagna: valorizzazione dei territori

I Comuni, le Unioni e le altre amministrazioni pubbliche che non hanno aderito in questa fase potranno farlo in qualsiasi momento, così come previsto dallo Statuto. Il compito fondamentale della Destinazione turistica Romagna sarà quello di sviluppare il Programma annuale di attività turistica e il Piano di promo-commercializzazione turistica del territorio di riferimento. In sintesi, più attenzione allo sviluppo e alla valorizzazione turistica dei territori, più coesione e forza al sistema dell’organizzazione turistica complessiva e maggiore collaborazione fra privato e pubblico. Attraverso una cabina di regia sarà ulteriormente rafforzato il rapporto di concertazione delle strategie e di collaborazione operativa fra il privato (associazioni di categoria, sistema aggregazioni di imprese, operatori) e il pubblico (sistema degli enti locali).

Andrea Corsini: “Entro marzo la Destinazione Emilia”

«Dopo la costituzione della Destinazione turistica Città Metropolitana di Bologna- commenta l’assessore regionale a Turismo e commercio, Andrea Corsini-, è stato completato il percorso amministrativo che ha portato all’istituzione della nuova Destinazione turistica che riguarda la Romagna. Si tratta di un risultato essenziale per dare attuazione alla nuova legge regionale sull’organizzazione turistica. Un risultato – prosegue Corsini – raggiunto grazie all’ottimo lavoro di squadra e la collaborazione tra gli enti interessati. Il prossimo obiettivo sarà l’istituzione, entro marzo, della Destinazione turistica Emilia che coinvolgerà il territorio delle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia».

Destinazione Romagna: chi sale

Per il turismo in Emilia-Romagna il 2016 è stato un anno boom: tra una vacanza in riviera e una visita alle città d’arte sono state 48,2 milioni le presenze turistiche fra Piacenza e Rimini nell’ultimo anno, un milione in più rispetto al già buon risultato del 2015, con una crescita sia dei turisti nazionali sia internazionali. Nei Comuni che fanno parte della “Destinazione Romagna” la crescita di arrivi turistici più alta è stata registrata a Ferrara (16,8%) seguita a ruota a Bagno di Romagna (16,3%). Terzo posto per Faenza, con un amento di turisti rispetto al 2015 del 9,7% e dei pernottamenti (notti passate in strutture alberghiere) in aumento dell’11%. La città manfreda ha beneficiato nel 2016 di una buona presenza internazionale, con un turista su tre proveniente da oltre il confine nazionale.

Fonte: Elaborazione Buon Senso Faenza
Fonte: Elaborazione Buon Senso Faenza su dati Osservatorio regionale del turismo

Destinazione Romagna: chi scende

Saldo 2016 negativo invece per le città termali, in particolare Castrocaro Terme (-16,8%) e Riolo Terme (-13,8%) rispettivamente al primo e al terzo posto per calo di turisti tra le mete principali della “Destinazione Romagna”. Al terzo posto di questa classifica troviamo invece i territori montani dell’Appennino Forlivese, che ha registrato per il 2016 un calo del 14,9% dei turisti. Per quanto riguarda le presenze, sorprende il dato dei Lidi di Comacchio: pur con un numero pressoché invariato di presenze turistiche, in un anno i pernottamenti sono calati del 19%. In pratica i turisti arrivati ai Lidi ferraresi sono gli stessi, ma hanno deciso di trascorrere un periodo molto più breve nelle strutture alberghiere della zona.

Fonte: Elaborazione Buon Senso Faenza su dati Osservatorio regionale del turismo
Fonte: Elaborazione Buon Senso Faenza su dati Osservatorio regionale del turismo

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