Davide Enia vince il Premio “Le Maschere del Teatro italiano” 2021 per “Maggio ’43”

Davide Enia, attore palermitano, classe ’74, che quest’anno ha calcato il palco del Teatro Masini, vince il Premio Le Maschere del Teatro italiano 2021 come “migliore autore di novità” per “Maggio ’43″, spettacolo co-prodotto da Accademia Perduta/Romagna Teatri e Fondazione Sipario Toscana. 

Davide Enia “migliore autore di novità” per “Maggio ’43”

Martedì 7 settembre Davide Enia ha vinto il Premio Le Maschere del Teatro italiano 2021 come “migliore autore di novità” per lo spettacolo “Maggio ’43” che tra maggio e giugno 2021, ha calcato i palcoscenici di tanti Teatri romagnoli diretti da Accademia Perduta: il Diego Fabbri di Forlì, il Masini di Faenza, il Goldoni di Bagnacavallo, il Chiari di Cervia. “Maggio ’43”, portato in scena con il musicista Giulio Barocchieri, trae linfa da una serie di interviste a persone che subirono quei giorni del maggio ‘43, e ne uscirono miracolosamente illese. Dalla loro
narrazione e dai frammenti di memoria raccolti principia l’elaborazione drammaturgica, che scompone e intreccia e rielabora queste testimonianze, per poi incastonarle in un’unica storia. Dopo i tanti riconoscimenti vinti per “L’abisso”, anch’esso co-prodotto da Accademia Perduta, Davide Enia conquista quindi un nuovo importante riconoscimento grazie all’intenso monologo che rievoca i bombardamenti palermitani durante il secondo conflitto mondiale, raccontandoli attraverso gli occhi di un ragazzino di 12 anni.

Davide Enia

La dedica “agli sconfitti del mondo”

La cerimonia di premiazione si è svolta martedì 7 settembre a Villa Campolieto di Ercolano ed è stata trasmessa in differita da Rai1. Davide Enia ha dedicato il Premio “agli sconfitti del mondo”: “tutta l’umanità è sconvolta in questo momento dall’Afghanistan, dalla Libia. Tutte le persone che stanno attraversando un processo migratorio causato dal cambiamento climatico piuttosto che dalle guerre meriterebbero rispetto e ascolto e non la categoria di giudizio completamente sbilanciato dei fatti che è quello che sta succedendo. Sarebbe utile per tutti quanti come esercizio, per migliorare la vita, tornare a osservare il mondo con gli occhi del dodicenne “picciriddu” perchè esiste ancora la meraviglia e tutto è ancora possibile”.

Letizia Di Deco

Classe 1998, vivo a Faenza. Mi sono laureata in Lettere Moderne all’Università di Bologna e qui continuo a studiare Italianistica. In attesa di tornare in classe da prof, mi piace fare domande a chi ha qualcosa di bello da raccontare su ciò che accade dentro e fuori le pareti della scuola. Ho sempre bisogno di un buon libro da leggere, di dire la mia opinione sulle cose, di un po' di tempo per una corsetta…e di un caffè

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