Da Italia-Francia ’98 a Italia-Romania ’16, Davide Balducci racconta il PalaCattani

Prima l’All star game di pallavolo, poi Italia-Romania del calcio a 5: il PalaCattani di Faenza ha ospitato nelle ultime settimane due eventi di portata nazionale e da più parti, dai componenti delle maggiori federazioni sportive, sono arrivati attestati di stima per uno degli impianti d’eccellenza del territorio faentino. Inaugurato nel 1998 con la partita di basket Italia-Francia, il palazzetto ha una capienza da 5mila posti e ha ospitato per diversi anni le partite dell’Andrea Costa di Imola, ma ha subito anche critiche per essere considerato una “cattedrale nel deserto”. Per l’occasione abbiamo intervistato Davide Balducci, presidente del Basket 95 Faenza, la società sportiva che tramite bando ha recentemente rinnovato la gestione del PalaCattani per altri cinque anni con opzione per altri cinque. 

Davide Balducci, al PalaCattani arriva martedì 1 novembre la Nazionale italiana futsal, cosa ne pensa di questa partita?

Avere qui una Nazionale è sempre un motivo di orgoglio. Il Faventia Calcio a 5 è in testa alla classifica di serie b nazionale, è una società ambiziosa, il che ha sicuramente aiutato nel portare a Faenza gli Azzurri. Mi ha dato molta soddisfazione il fatto che i rappresentanti della Federazione calcio a 5 venuti al PalaCattani per un sopralluogo e siano rimasti a bocca aperte per la bellezza del nostro palazzetto.

Un evento non isolato: recentemente al PalaCattani, oltre alla partita della Nazionale italiana di futsal, si è disputato anche un altro evento di portata nazionale, ossia l’All star game di pallavolo. 

Ogni anno passano per il PalaCattani oltre cento società sportive che vedono questo impianto. È un palazzetto che fa gola, soprattutto a livello giovanile e rappresenta un bel biglietto da visita per la città. Qui quotidianamente si svolgono eventi che variano dalle duecento alle 2mila persone. E gli atleti che disputano qui le loro gare non vedono l’ora di tornare: per molti di loro questo rappresenta un eccellenza che non trova riscontri in altri palazzetti del territorio: sia per la qualità sia per gli spazi che offre, possiamo infatti raggiungere anche i 1.500 metri quadri di ampiezza.

PalaCattani: 111mila euro per la gestione annuale

Davide Balducci, cosa prevede l’attuale bando di gestione?

L’attuale bando di gestione del Palacattani prevede cinque anni più la possibilità di coprire ulteriori cinque anni. Il che è positivo perché ci consente di avere una certa continuità di programmazione: prima si andava avanti con proroghe. Assieme al PalaCattani il bando prevede anche la riqualificazione degli spazi del campetto in via Manzoni, nella parrocchia di San Domenico. L’idea è quella di sistemarlo per consentire lì lo svolgimento di varie attività, non esclusivamente sportive, ma eventi di vario tipo che richiamino la cittadinanza. Complessivamente per fare tutto questo riceviamo 111mila euro ogni anno dall’amministrazione, a fronte di circa 80mila spese ordinarie l’anno. Per il Comune è impossibile gestire direttamente gli impianti sportivi garantendo professionalità e competenza. È una gestione impegnativa ma tutto sommato dà soddisfazioni, ma non credo che completeremo i dieci anni complessivi di gestione.

Quale è l’attuale politica di gestione del PalaCattani?

Abbiamo preso gestione il PalaCattani nove anni fa, dopo aver gestito precedentemente il PalaBubani. All’epoca c’era solo la squadra di basket dell’Imola che giocava al PalaCattani e gli accordi tra il comune di Imola e quello di Faenza non consentivano grossi margini per collaborare con altre società. Col tempo abbiamo cercato di portare al PalaCattani anche le società sportive faentine: abbiamo preso il PalaCattani con questo intento. La nostra politica di gestione è differente rispetto a quella di altri palazzetti del territorio, come il PalaDeAndré di Ravenna o il PalaGalassi di Imola, dove magari si svolgono grandi concerti e fiere ma che rimangono chiusi la maggior parte dell’anno. Al PalaCattani durante l’anno si disputano invece circa 140 partite. Ci sono poi tre società che disputano al PalaCattani quotidianamente i loro allenamenti: i Rekico Raggisolaris, il Faventia Calcio 5 e l’Handball Faenza. Alle prime squadre poi si aggiungono le attività delle giovanili e le partite del sabato e della domenica. In questo senso il palazzetto è tutt’altro che una “cattedrale nel deserto” come spesso viene descritto, semmai sono gli altri ad esserlo, anche se a livello mediatico si ha una percezione diversa perché là si svolgono eventi di grande richiamo. A livello sportivo, infine, al PalaCattani si disputano anche molti tornei di sport considerati minori, come judo o lotta, ma che portano tanta gente e riempiono il palazzetto. Avremo anche un torneo di scherma con be 16 pedane.

Davide Balducci: “Il PalaCattani non è una cattedrale nel deserto”

Oltre gli eventi sportivi, quali altre manifestazioni ospitate?

Come detto, per la nostra politica è difficile riuscire a portare al palazzetto grandi concerti che necessitano di lunghi periodi di prove: il calendario non lo consente e ne andrebbe a scapito dell’attività regolare delle società sportive. Una volta possiamo fare saltare alle squadre gli allenamenti (come nel caso dello stop imposto dalla partita Italia-Romania, ndr), ma di più diventa problematico e il nostro calendario è già fittissimo. Tra gli altri eventi, ci sono Giorgio e le magiche fruste di Romagna che da diversi anni fanno un evento per ballerini. A fine maggio si svolge un altro evento di danza, un appuntamento internazionale organizzato con oltre seicento coppie di ballerini. Tutti gli anni a Natale si tengono saggi di ginnastica artistica e qualche anno le scuole organizzano al PalaCattani i loro saggi di coro: a questi eventi partecipano tra il pubblico 1.500 persone. Si tratta di eventi non pubblicizzati sui media ma che portano al palazzetto un sacco di gente. Poi ci sono anche le assemblee del Credito Cooperativo o le convention aziendali.

Quali sono le problematiche maggiori che avete?

Si fa fatica a fare programma a lunga scadenza con le società sportive: da un anno all’altro, o nel corso dell’anno stesso, hanno mutamenti, alcune chiudono, altre hanno esigenze diverse. In ogni caso sono tutti contenti di poter stare qui e l’idea è proseguire e crescere su questa linea.

Quale è uno degli eventi più strani che avete ospitato?

Cinque o sei anni fa abbiamo organizzato qui un Mondiale di tiro alla fune. Si tratta di un sport che solitamente viene fatto all’aperto, ma quell’anno si decise di svolgerlo indoor. Se entravi nel palazzetto vedevi una vera e propria nebbia di magnesio nell’aria (si tratta di quello che gli atleti utilizzano per asciugare il sudore dalle mani e avere così una maggior presa sulla corda, ndr). Anche le competizioni di tamburello sono state particolari.

“Un sogno? Vedere una squadra di Faenza giocare in serie A al PalaCattani”

Visti i tanti anni nei quali Davide Balducci ha lavorato qui, qualche aneddoto riguardo al PalaCattani?

Conosco molto bene questo impianto perché, al di là dell’attuale gestione, l’ho seguito nei momenti in cui è stato ultimato. All’epoca era stata organizzata una partita d’inaugurazione tra Italia e Francia di basket e io facevo parte del comitato organizzatore. Il primo tiro nei canestri di questo nuovo palazzetto l’ho dato io, è stata una bella soddisfazione anche perché la giornata prima della partita il campo non era ancora pitturato e io ero molto preoccupato per il giorno dopo. Siamo riusciti a finire il lavoro per tempo e il palazzetto per la partita ha registrato 3mila persone. Ricevemmo da Giovanni Petrucci, allora presidente della Federazione italiana Pallacanestro, attestati di stima e congratulazioni.

Un sogno di Davide Balducci per il futuro dello sport faentino?

Avere qualche società di Faenza che giochi qui in serie A. Penso sia un sogno realizzabile se si continua su questa strada e se le istituzioni e le aziende locali consolidano il loro ruolo di supporto per le società. Faventia Calcio, Handball e Rekico le potenzialità per fare il grande salto ce l’hanno sia a livello societario sia a livello qualitativo. Penso sarebbe un bene per tutta la città.

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