Confindustria Romagna, a trainare la ripresa sono le Pmi: i dati 2017

Se la ripresa del commercio al dettaglio fatica, meglio sembra andare al mondo industriale. La ripresa economica in provincia di Ravenna ha due traini: il risveglio del mercato domestico, con un andamento del fatturato più dinamico di quello estero, e la riscossa delle imprese con meno di 50 dipendenti. E’ quanto emerge dall’analisi, tra i propri associati, di Confindustria Romagna sul secondo semestre del 2017.
In area Vasta (il campione analizzato comprende imprese associate di Rimini e Ravenna) il consuntivo del secondo semestre 2017 evidenzia + 9,8% nel fatturato (+10,1% estero + 9,4% interno); +10% nella produzione e +5,1% nell’occupazione.

Gli ordini sono in crescita per il 50,4% delle imprese campione. Nelle previsioni del primo semestre 2018 per la produzione si registra stazionarietà e aumento per il 47,1% delle imprese campione; l’occupazione è stazionaria per il 68,2% delle aziende e gli ordini sono in aumento per il 48,8% del campione.

Nel 2017 a Ravenna fatturato +9,1%, previsioni in crescita

La situazione del territorio di Ravenna nel medesimo periodo vede un +9,1% dovuto soprattutto a una buona performance del mercato interno, +10,4% mentre quello estero è cresciuto in modo più contenuto del 5%; +7,5% per la produzione; +1,3% per l’occupazione; gli ordini crescono per il 42,2% delle imprese campione. Nelle previsioni la produzione è in aumento per il 35,9% delle aziende campione, gli ordini sono previsti in crescita per il 36,2% delle imprese. L’occupazione è prevista stazionaria per il 71,6% e in crescita per il 21,6%. Il grado di internazionalizzazione (fatturato estero sul totale) è pari al 55,1% in area vasta e al 50,5% a Ravenna. Il dato sugli investimenti effettuati nel 2017 è positivo sia in area vasta (+5%) sia a Ravenna (+5,4%).

Paolo Maggioli: “Serve assunzione di responsabilità per non disperdere il percorso positivo delle riforme”

«I dati ci portano ad essere ottimisti – spiega Paolo Maggioli, presidente Confindustria Romagna – ma non per questo possiamo fermarci, soprattutto a causa della fragilità degli scenari del contesto generale. Come è emerso dalle Assise di Confindustria, alle nostre aziende occorre un’Europa che rappresenti una casa comune dove si possa fare impresa con chiare politiche economiche di libero mercato. E occorre un’Italia con un governo stabile e competente in grado di garantire più lavoro per i giovani, crescita costante e riduzione del debito pubblico. I risultati delle elezioni aprono un quadro molto complesso: serve una grande assunzione di responsabilità per non disperdere i risultati ottenuti con le riforme di questi anni. In questi anni di crisi l’industria manifatturiera ha affrontato la lunga traversata del deserto: abbiamo agito, investendo in ricerca e internazionalizzazione. E chi lo ha fatto è sopravvissuto ed è cresciuto. Non vogliamo imporre lezioni, la nostra non è presunzione, ma semplice praticità dettata dall’esperienza. A nostro parere è questa la strada da percorrere, e da qui prendiamo spunto per alcune considerazioni che ci auguriamo possano essere utili allo sviluppo di un piano che veda cooperare tutti gli attori coinvolti».

Paolo Bardati: “Bene le prospettive sul porto di Ravenna”

«A livello locale stiamo vivendo un promettente momento di dinamismo – aggiunge il vicepresidente Paolo Baldrati, presidente della delegazione ravennate – su Ravenna la prospettiva di avviare finalmente i lavori di escavo del porto è una boccata d’ossigeno che impatterà positivamente su tutto l’indotto. Nel frattempo sollecitiamo l’Autorità di Sistema Portuale per l’esecuzione delle attività di manutenzione: occorre che vengano riprese e ne venga garantita al continua esecuzione. Le imprese devono lavorare tutti i giorni e trovare nuove opportunità anche prima della realizzazione del progetto».

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